Emma Hart.
.
Una scommessa per sempre.
.
Titolo originale: PLAYING FOR KEEPS. THE GAME SERIES VOL. 2. 2013.
Traduzione di: Anita Taroni.
2015. Rizzoli - RCS Libri, MILANO.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
.
Megan e Aston non potrebbero essere pi diversi e in pubblico bisticciano come cane e gatto: lei  la classica studentessa perfetta con il naso sempre affondato tra le pagine di un romanzo; lui  uno di quelli che cambia ragazza ogni sera e pensa solo a s. Ma c' qualcosa di potente che li attrae l'uno verso l'altra, e basta una notte, un bacio rubato, per sconvolgere le loro vite.
Eppure Aston non avrebbe mai voluto avvicinarsi cos tanto a lei. Perseguitato da un'infanzia difficile, da demoni che si rifiuta di affrontare, sa che  l'unica che potrebbe strappargli quella maschera di indifferenza che ha deciso di indossare per proteggersi dal dolore. Megan invece teme che, stando insieme ad Aston, Braden, il loro migliore amico, da sempre iperprotettivo nei suoi confronti, possa sentirsi tradito. Per il loro amore  ogni giorno pi intenso, pi forte delle paure, dei dubbi e degli incubi che affollano le notti di Aston.  arrivato per loro il momento di mettersi in gioco: devono scegliere se mantenere segreta la loro storia o rivelarsi al mondo. Devono scommettere su loro stessi. Perch chi scommette sull'amore non perde mai.
...
.
...
L'Autrice.
.
EMMA HART ha esordito a 19 anni con Scommettiamo che ti faccio innamorare? (Fabbri 2015) che, inizialmente autopubblicato su Amazon,  subito schizzato in testa alle classifiche del New York Times. Spinta dalle sue numerose lettrici, ha quindi deciso di dargli un seguito: Una scommessa per sempre  il secondo volume della serie, chiamata The Game.
...
.
...
Le citazioni sono tratte da:
Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio,  traduzione di Maria Luisa Agosti Castellani, Rizzoli-Bur, Milano 2013;
William Shakespeare, La tempesta, traduzione di Gabriele Baldini, Rizzoli-Bur, Milano 2010.
...
.
...
1. Megan.
.
Lo sai che tua madre la bombarder di domande su di te, vero, Braden? Sono stesa sul pavimento in camera sua e gli lancio un'occhiata da sopra la rivista che sto sfogliando distrattamente.
Lascia stare borbotta. Infatti tu dovrai dirle cosa rispondere.
Fammici pensare un momento...
Meggy...
No.
Braden chiude l'anta dell'armadio e si siede per terra di fronte a me. Mi sta supplicando in silenzio; un ciuffo di capelli biondi gli cade sugli occhi.
Scuoto la testa. Braden Carter, sei tu che hai deciso di invitare Maddie a casa tua per il weekend e sarai tu a gestire l'interrogatorio infinito di tua madre. E a contenerlo.
Meg... Scandisce il mio nome come un bambino che fa i capricci per le caramelle.
Prima o poi doveva succedere. Scrollo le spalle e mi metto a sedere anch'io. Tanto vale che ti togli subito il pensiero. Inoltre aggiungo con un gran sorriso, sono sicura che si interromper per raccontare aneddoti della tua infanzia.
Oh, cazzo brontola lui. Almeno in tutti i disastri che ho combinato eri coinvolta anche tu. Anzi, era quasi sempre colpa tua.
Non  vero! Resto in silenzio, e Braden mi fissa. In effetti, una volta l'ho lasciato aggrappato a un albero perch sono scappata con la scala. Ce l'avevano data i nostri genitori per fare un lavoretto, e non volevano che arrampicandoci ci graffiassimo. Braden si era montato la testa e si era convinto di riuscire a saltare gi. C' riuscito, ma si  rotto un braccio. Alla fine, quel lavoretto non l'abbiamo mai fatto...
Va bene, diciamo una volta su tre. Ma non inventarti storie, tanto a Maddie racconto tutto quando tornate.
S, s, come vuoi mi liquida lui alzandosi in piedi.
Bussano alla porta, e un attimo dopo entra Aston, a torso nudo, con i jeans che gli scendono sui fianchi, i bicipiti e gli addominali scolpiti in mostra. Il minuscolo asciugamano che ha sulle spalle serve a poco. Quando si accorge che lo sto squadrando, i suoi occhi grigio-azzurri catturano i miei.
Ma tu stai sempre nelle stanze dei maschi? biascica.
Sei invidioso perch nella tua non ci sono mai venuta?
Braden sbuffa e si passa una mano sulla faccia:  chiaro che preferirebbe essere altrove.
Non credo che ti sentiresti a tuo agio in camera mia. Non  al livello di una ragazzina ricca come te.
In ogni caso, non rientra tra le mie priorit. Anche se... E poi, sar anche una ragazzina ricca, ma non sono una snob.
Aston scoppia a ridere. Quindi se un poveraccio pieno di problemi ci provasse con te, tu non scapperesti a gambe levate?
Mi alzo in piedi e lo guardo dritto negli occhi. Avere un passato difficile e complesso non significa essere difficili e problematici, Aston. Non  il modo in cui sei cresciuto a definirti. Non so che idea ti sei fatto di me, se pensi che sia una persona arrogante, ma non  l'ambiente in cui sono nata a determinare chi sono ora. Non sono cos superficiale come credi.
Lui piega la testa di lato e mi fa un sorrisetto presuntuoso. Sono caduta dritta nella sua trappola.
 troppo facile con te. Basta poco per farti scattare, eh, Megan?
Braden ci interrompe prima che io possa replicare. Avevi bisogno di qualcosa, Aston?
S, mi serve quel libro di letteratura inglese...
Quale? Ne ho mille di libri di letteratura inglese. Ho pi libri che corsi.
Che cazzo ne so. Aston scrolla le spalle. Quello che abbiamo usato l'ultima volta.
Mi siedo sul bordo del letto e sospiro. Shakespeare.
Hanno entrambi uno sguardo assente, ma almeno Aston sembra sapere di chi sto parlando.
Hai presente, Bray, quel tizio vissuto un casino di tempo fa e che parla strano? Lo fulmino con un'occhiata e lui sorride.
Esatto, quel tizio. Ho ripetuto pi o meno quello che c' scritto nella tesina di Maddie. Braden prende il libro dalla scrivania e lo lancia ad Aston.
Grazie. Lui mi guarda e mi fa l'occhiolino, e io mi sforzo di non reagire.
Aston  davvero irritante. Lo fa apposta a darmi sui nervi perch sa che basta poco: ha imparato che darmi della ragazzina ricca  il modo pi facile per farmi arrabbiare. Non  colpa mia se sono nata in una famiglia benestante. Anche i genitori di Braden sono ricchi, ma a lui non viene riservato lo stesso trattamento.
Ah, gi, certo.  perch l'ottanta per cento dei maschi della confraternita viene dallo stesso ambiente.
Raccolgo la rivista da terra, la arrotolo e colpisco Braden sulla schiena.
Ahi! Perch?
Grazie per avermi difeso, stronzo.
Ehi... Per l'ho fatto smettere.
Solo perch non ti va l'idea di me nella sua stanza.
Almeno ha cambiato discorso. Per sdebitarti, devi istruire Maddie su cosa dire a mia madre.
Oh, s, glielo spiego io...
Sospiro e lo guardo negli occhi imploranti. Va bene, d'accordo.
Ammettilo, il gioco l'hai condotto tu dall'inizio alla fine. Lila si attorciglia una ciocca di capelli al dito.
Nascosta dietro a un libro, sorrido e la guardo di sfuggita. A cosa ti riferisci?
Non mentire, Megs, non sei capace. Lo sai benissimo a cosa mi riferisco.
Se lo sapessi, non te l'avrei chiesto.
Lila mi strappa il libro e mi sorprende a ridere.
Visto che lo sai?
Okay, okay. E allora? Alla fine ha funzionato, no?
S, ma per un pelo. Maddie era scappata a Brooklyn, o te lo sei dimenticato?
No, non me lo sono scordato. Quando  tornata qui, hanno litigato di brutto.
E immagino che tu non fossi preoccupata neanche un po'...
Scuoto la testa. Non tanto, in effetti. Sembrer insensibile, ma ero sicura che si sarebbe risolto tutto. Non dirmi che credevi a Maddie quando sosteneva di non essere innamorata di lui?
Be', no...
Appunto. Maddie era innamorata di Braden quanto lui di lei.
Allora perch  andata a Brooklyn? Proprio non capisco. Avevano mentito tutti e due e lo sapevamo tutti.
Ma tu non c'eri quando Braden ci ha scoperte.
 stato un momento orribile... Maddie non si aspettava che lui si sarebbe presentato a sorpresa in camera sua (e io ancora meno di lei).  stata solo colpa mia, e nonostante abbia cercato di far sparire le prove dell'Operazione Chi la fa l'aspetti, mi sono fatta beccare lo stesso.
Era arrabbiatissimo. Furioso. E io me ne stavo l a guardare mentre il suo cuore, il loro cuore, andava in mille pezzi. Mi sono sentita uno schifo. Braden  impazzito, poi Maddie ha saputo della scommessa e ne ha avuto abbastanza. Era a disagio per la situazione e arrabbiata con lui, ma soprattutto era delusa e abbattuta. Non capiva pi se Braden l'amava davvero oppure no. A quel punto, non le restava altro che andarsene.
Te l'ha detto lei?
No, ma non serve essere Cupido per arrivarci.
E tu come ci sei arrivata?
 facile se la tua zia preferita  specializzata in tre diversi campi della psicologia.
Tre? esclama Lila stupita.
S, lo so, vengo da una famiglia di secchioni. Infatti, temo di averli delusi ad aver scelto di laurearmi in letteratura e a sognare banalmente di fare la scrittrice.
Almeno stai facendo quello che ti piace. Ah, per la cronaca, saresti un pessimo Cupido.
Grazie. Le lancio il cuscino e sorrido. Adesso, per,  tutto a posto, no?
Non avrei mai immaginato di vedere Braden Carter che presenta una ragazza ai suoi genitori commenta Lila stringendosi il cuscino al petto.
Nemmeno io.
E io non avrei mai immaginato di vederlo cos innamorato. Tra Braden e Maddie c' qualcosa di magico, l'amore che tutte le ragazze desiderano. O almeno che desidero io. Da piccola passavo giornate intere a fantasticare sul ragazzo che mi avrebbe fatto venire le farfalle allo stomaco, che mi avrebbe fatto volare cos in alto da non riuscire pi a tornare sulla terra. Ad alimentare le mie fantasie era la fornitissima biblioteca di mia madre nel suo studio; quante volte nei libri che le rubavo ho letto dell'amore che i miei amici stanno vivendo adesso.

Cosa leggi? chiede la nonna sbirciando dietro di me.
Trasalisco e chiudo il libro di scatto. Niente.
Se non  niente, perch lo leggi?
Non lo so.
Mi strappa il libro dalle mani e io sgrano gli occhi preoccupata.
Le avventure di Huckleberry Finn? Perch lo nascondevi?
Mmm...
La nonna scorre una pagina, richiude il volume e toglie la sovraccoperta. Megan Harper, sei astuta come una volpe.
Abbozzo un sorriso.
Tua madre lo sa che le hai rubato Orgoglio e pregiudizio?
No. Ti prego, nonna, non dirglielo! Huckleberry Finn non  brutto, ma non mi va di leggerlo. Preferisco sapere come va a finire tra Lizzy e Darcy.
Lei rimane in silenzio.
Per favore, nonna.
Terr la bocca chiusa. E che resti tra noi: Huck Finn non si avvicina neanche lontanamente al fascino del signor Darcy. Tu per non dire a tua madre che approvo che rubi i suoi romanzi d'amore.
Promesso.
La nonna indica il libro. Si  gi dichiarato a Elizabeth?
 la mia parte preferita!
Anche la mia risponde lei, facendomi l'occhiolino.

La porta della nostra stanza al dormitorio si spalanca, strappandomi ai miei ricordi. Maddie irrompe in un'esplosione di capelli rosso fiammante.
Dovete farmi ammalare, o fingere che mi sia ammalata. Oppure... Idea! Spalmatemi in faccia della vernice da body painting! farfuglia.
Eh? Vernice da body painting? chiedo.
S, sono allergica. Mi gonfio tutta e mi riempio di bolle.
A parte che non tengo quella roba sotto il letto commenta Lila, si pu sapere perch cavolo vuoi ammalarti?
Maddie si siede per terra e si rannicchia. Non mi sono mai trovata in una situazione da ti presento i miei...
Oooh rispondiamo io e Lila in coro.
I genitori di Braden non sono male aggiungo. Anzi, sono due persone gentilissime.
Per forza dici cos, lui  il tuo migliore amico piagnucola Maddie.
S, ma  vero. Non hai niente di cui preoccuparti.
E se mi bombardano di domande?
Suo padre no di certo, sua madre senz'altro. Ma ti chieder di Braden, non di te.
E io cosa devo rispondere?
La verit. Sorrido. Ah ah! Ho vinto io!
Mi guardano perplesse.
Ho promesso a Braden che ti avrei aiutato, e ti ho consigliato di dire sempre la verit.
Bella mossa... si complimenta Lila.
Immagino che non ti abbia chiesto di convincermi a mentire sospira Maddie.
Ovviamente no. Quello scemo ha dato per scontato che l'avrei fatto. Quando partite?
Subito dopo letteratura inglese. Ce l'abbiamo all'ultima ora domani, vero?
Annuisco.
Pensavo che sareste partiti sabato mattina osserva Lila. Cos Braden non avrebbe lasciato da sola Megs per due sere di seguito in balia di una mandria di ragazzi arrapati.
Che palle... borbotto fissando il soffitto.
S, all'inizio il piano era quello conferma Maddie, poi gli ho detto che era una sciocchezza e che Megan  in grado di cavarsela.
Visto, Lila? dico. Lo sapevo che erano perfetti l'uno per l'altra: lei lo fa rigare dritto e io posso avere un po' di tregua dalle sue adorabili attenzioni.
Adorabili e asfissianti mi corregge Maddie. A me d sui nervi. Non so come fai a sopportarlo.
Ci sono abituata.  sempre stato cos e ormai non mi d pi fastidio.  una specie di rumore di fondo. Ho gi supplicato sua madre di fargli una sorellina quando avevo tredici anni, e lei mi ha risposto di no.
Wow... Era cos terribile Braden da bambino? chiede Lila ridacchiando.
Sicure di volerlo sapere? Guardo prima l'una poi l'altra: annuiscono. Okay. Avevamo sei anni, era autunno. Avevamo raccolto castagne matte tutto il weekend per giocare alla battaglia delle castagne il luned a scuola. Io ne avevo trovata una perfetta. Vinceva sempre Braden, ma quella volta riuscii a schiacciargli la sua. C'era un ragazzino che si era preso una cotta per me, Adam Land. Lo sfidai e vinsi. Non sopportava di essere battuto dalle femmine, e allora mi lanci una castagna in testa. Braden gli salt addosso e lo picchi.
Lo picchi?! esclama Maddie.
Gliene diede cos tante da fargli uscire il sangue. La madre di Braden fu convocata dal preside e si arrabbi moltissimo.
Bellissima storia. Magari anche mio fratello avesse fatto una cosa simile. Al posto di Braden, si sarebbe messo a ridere riflette Lila.
Adesso sono ancora pi contenta di averlo convinto a partire domani dice Maddie, soffocando una risata.
Dunque vedr un lato di Megan che non conosco? mi domanda Lila con un luccichio negli occhi.
Ehi! Solo perch non c' Braden non significa che andr a letto con il primo che capita. Abbasso la testa. Forse...
Un ragazzo che vorrei c', ma per lui provo sentimenti contrastanti, un po' come Elizabeth per il signor Darcy in Orgoglio e pregiudizio: amore e odio.
Per fortuna, traspare soltanto l'odio. E il fatto che ogni volta che vedo Aston Banks sento svolazzare nello stomaco tante farfalle impazzite rester un segreto che non condivider mai con nessuno.

2. Aston.

Gli occhi blu di Megan sono incollati a una pagina, come al solito. Non ho mai conosciuto nessuno che passa cos tanto tempo con il naso affondato nei libri. Ne ha sempre uno con s ovunque vada; a volte nella borsa, altre volte aperto sulle ginocchia.
Nessun altro se n' accorto. E nessuno si  accorto che io l'ho notato.
Aggrotta la fronte e si mordicchia un labbro. Scosta i lunghi capelli biondi dal viso, li raccoglie dietro la testa e li ferma con un elastico che ha al polso, scoprendo la nuca. Faccio girare la penna tra le dita e abbasso lo sguardo sul mio libro.
Off limits. Per me Megan Harper  off limits.
Non potr mai essere mia, l'ho capito dal primo momento che l'ho vista. I suoi modi misurati, i commenti sarcastici ma sempre educati... Tutto in lei mi ricorda che ha una classe che io non avr mai, che appartiene a un mondo di cui io non far mai parte. Le  stato insegnato di trattare chiunque con rispetto, senza distinzioni, e ha sempre una buona parola per tutti. Parlerebbe bene persino di un serial killer, se ce l'avesse di fronte. A ogni battutina tagliente (anzi, a volte proprio da stronza) segue un commento dolce; a ogni sguardo accigliato o arrabbiato segue un sorriso di scuse; ogni spinta  per scherzo. Per lei sono tutti uguali.
Tranne me. Io sono l'eccezione. Ed  una cosa che mi piace da impazzire. Non l'ho mai detto a nessuno, ma mi diverto troppo a farla arrabbiare, a scuoterla un po'. Dentro di me si accende un fuoco che poi non riesco pi a spegnere, ed  una sensazione che d dipendenza. Lei abbocca cos facilmente e a volte ribatte seccata prima ancora che abbia finito di parlare.
Cos  pi semplice starle lontano.  pi semplice scoparmi una ragazza diversa ogni settimana. Se Megan mostrasse anche solo un briciolo di interesse per me, che vada oltre le punzecchiature continue, ci proverei immediatamente. Finirebbe nel mio letto alla velocit della luce.
Cosa c'? Ti sei rotto di fissare le tue solite troiette?
Sbatto le palpebre. Megan mi sta guardando con i suoi occhioni blu.
Dipende. Anche tu sei compresa nella categoria?
Non ho una grandissima opinione di me, ma di sicuro non cos bassa. Mordicchia la penna. Essere una delle tue amichette  l'ultima cosa che vorrei.
Colpito.
Peccato. Ti troveresti benissimo.
Davvero? Non credo di essere all'altezza. Tanto per cominciare, a fine serata le mie mutande restano al loro posto.
A questo si pu rimediare.
Di solito me le tolgo da sola.
 arrossita, e ha nello sguardo la solita scintilla di quando  seccata. Solo che stavolta  un po' pi brillante. Non  la prima volta che mi guarda cos.
Come preferisci, piccola. Mi appoggio allo schienale e accavallo le gambe. Non ho niente contro lo spogliarello.
Allora fattelo da solo allo specchio.
Non riesco a trattenere un sorriso e mi concedo di fantasticare. Oggi si  messa dei jeans stretti e non devo sforzarmi per immaginare il suo sedere, mi basta pensare a come sarebbe senza vestiti mentre si sfila la biancheria... Il sangue si concentra in basso e devo cambiare posizione sulla sedia. Ci manca solo un'erezione durante letteratura inglese.
Di nuovo, peccato. Mi porto le mani in grembo: questo coso fa di testa sua. Ti verrebbe bene.
Anche a te, ma non mi sembra che tu ti stia spogliando con una musica melensa in sottofondo. Per fortuna.
Braden parte stasera dico, per cambiare argomento.
Lo so.
Vieni alla festa?
Alza la testa di scatto e mi fissa. Perch?
Perch mi chiedevo se mi fai quello spogliarello ribatto, sarcastico. Cazzo, Megan, era solo una domanda.
Sbuffa. Sono sicuro che fa cos solo con me.
Ho capito! S, vengo, con Lila e Kay.
Le tue solite guardie del corpo.
Senti chi parla borbotta.
Ignoro il commento. Pensi di farcela senza Braden?
Vaffanculo, Aston.
Ho toccato un nervo scoperto, eh?
Si volta di nuovo verso di me e mi fissa dritto negli occhi. Nel blu si accendono tante scintille: stavolta l'ho fatta arrabbiare davvero. Quanto mi piace quando se la prende con me.
Ti informo che non sono una bambolina di porcellana sbotta. Grazie tante, ma non ho bisogno che Braden mi tenga per mano alle feste. Sono capace di gestire da sola un branco di teste di cazzo arrapate. Qualunque idea tu ti sia fatto di me  sbagliata.
La lezione finisce e si alzano tutti in piedi. Megan chiude il libro stizzita e se ne va. Si ferma un secondo sulla porta, si gira e fa per aggiungere qualcosa, poi scuote la testa e scompare.
L'idea che mi sono fatto di te  giustissima, vorrei dirle mentre la seguo con lo sguardo. Solo che non posso svelare quello che penso, perch sarebbe controproducente e non riuscirei pi a stare lontano dall'unica ragazza che desidero davvero.

Serata diversa, sempre la solita merda.
Alla festa c' un sacco di gente; alcuni sono di Berkeley, altri no. Ormai non li distinguo nemmeno pi. L'unico motivo per cui sono membro di questa confraternita  che lo era anche mio nonno, e so che ci tiene. Lui ha fatto tanto per me: il minimo che potevo fare io per ricambiare era provare a entrare.
Le ragazze sbattono le palpebre, si sistemano i capelli e valutano i presenti per trovare qualcuno da portarsi in camera. I ragazzi fanno la stessa cosa in versione maschile: bevono birra al bancone dell'angolo bar, oppure se ne stanno appoggiati ai muri o alle porte e scelgono chi portarsi a letto.
Io non sono diverso da loro. Venerd e sabato sera uguale sesso. Se mi concentro su una scopata senza significato, non penso a ci che invece  davvero importante.
 facilissimo. Scegli una tipa qualsiasi, le offri da bere, le dici che  carina, la porti nella tua stanza, te la fai, ti assicuri che sparisca prima dell'alba.
Non sono l'unico a fare cos. Si comporta in questo modo almeno la met dei ragazzi della confraternita, e anche Braden prima di stare con Maddie. Le ragazze sanno cosa aspettarsi, almeno da me. Sanno che non voglio niente di pi che un paio d'ore. Non mi interessa nemmeno che mi dicano come si chiamano.
Bevo un sorso di birra e lancio un'occhiata a una alta con i capelli scuri. Mi passa davanti, mi squadra e arriccia le labbra. Non  perfetta, ma pu andare... Se solo non sentissi un altro sguardo su di me. Provo a far finta di niente, ma non ci riesco. Megan  seduta al bar e sembra che voglia farmi notare a tutti i costi le sue curve.  a suo agio con il suo corpo, e si vede. Tutte le ragazze che mostrano sicurezza sono sexy, ma lei lo  ancora di pi.
Le sorrido. Lei sostiene il mio sguardo e batte nervosamente un piede. Nessuno dei due vuole cedere. Si passa una mano tra i capelli, chiude appena gli occhi.  un movimento quasi impercettibile, me ne accorgo solo perch lo stavo cercando. Perch sto cercando un segnale qualsiasi che mi dimostri che tra noi c' attrazione.
Stringe la cannuccia tra le labbra ed  come se mi rivolgesse una domanda.  scattato qualcosa: non stiamo cercando di infastidirci a vicenda, non ci rimpalliamo commenti sarcastici. Tra noi c' qualcosa di diverso. Di forte. Di pericoloso.
Qualcosa che potrebbe incasinarmi la vita.
Il mio sorriso si spegne e lei guarda altrove. Agita i cubetti di ghiaccio nel bicchiere e rilassa leggermente le spalle. Io mi rigiro la bottiglia di birra tra le dita.
Sono consapevole dei rischi. So che se andr da lei, non sar soltanto sesso. Non sar una scopata qualsiasi di cui al mattino non ricorder pi niente. Vorr dire cedere a uno dei miei punti deboli.
Ma la voglio, cazzo.

3. Megan.

Voglio salire in camera con lui, non voglio pi essere quella che resta sempre a guardare.
Mi fa impazzire, e nel senso peggiore del termine. Ogni suo commento, ogni sorrisetto, ogni smorfia presuntuosa provocano una reazione in me che lui neanche si immagina.  convinto di sapere tutto di me, ma si sbaglia di grosso, e la cosa mi irrita da morire. Eppure, credo che non riuscirei a rifiutare se adesso mi invitasse nella sua camera. La stanza che non  al livello di una ragazzina ricca come me, ma dove probabilmente mi sentirei del tutto a mio agio.
Non so se una notte basterebbe. Quando si desidera qualcuno cos tanto da doversi sforzare per riuscire a nasconderlo, una notte sola non pu bastare. Se ora cedessi, temo che non saprei pi come riprendere il controllo. Non riuscirei ad accontentarmi di qualche ora di sesso senza complicazioni. Fare sesso con lui non sar mai senza complicazioni.
Una volta non  una tragedia, ma non pu nemmeno farmi bene.
Il sesso e l'amore sono due cose diverse, Megan. Sta a te decidere se concederti a un ragazzo, ma non aprirgli il tuo cuore solo perch  carino e ci sa fare con le parole. Il sesso vero prevede il pacchetto completo.
Ripenso al discorso della mamma e capisco che il pacchetto completo lo voglio adesso.
Mi sa che  la prima volta che ti vedo da sola.
La voce di Aston si insinua suadente dentro di me e mi viene la pelle d'oca. Si siede su uno sgabello.
Non capita spesso. Ma potrei dirti la stessa cosa. Mi volto lentamente e per l'ennesima volta oggi incrocio i suoi occhi grigio-azzurri.
Non capita spesso ripete lui, scimmiottandomi con un mezzo sorriso.
Come mai sei qui con me e non in un angolo buio con la tua solita compagnia?
Ahi, Megan, come sei acida... Mi sfiora il ginocchio con la gamba. Non dirmi che sei gelosa.
Non confondere il disgusto con la gelosia. Evito di guardarlo, non deve accorgersi che sto mentendo.
Sai cosa? Avvicina la bocca al mio orecchio e il suo respiro mi scompiglia i capelli. Non ci credi neanche tu. Tra dieci minuti, Megan.
Si alza e se ne va. Io scuoto la testa, pi che altro per fare qualcosa e reprimere la tentazione che mi scuote da capo a piedi.
Kyle mi prende il bicchiere, lo riempie di nuovo e si appoggia al bancone. Sei silenziosa stasera.
Succede.
 strano Mads e Braden insieme, eh?
Un po'. Almeno tra loro si  risolto tutto e possiamo andare avanti con la nostra vita.
Gi risponde Kyle con una risata. Quando Maddie  scappata a Brooklyn, Braden ci ha trascinati tutti nella sua depressione. Era come vivere con una ragazza con la sindrome premestruale. E dire che me ne sono andato di casa per non dover pi sopportare mia sorella.
Dovresti provare a stare in mezzo a un branco di ragazzi che non fanno abbastanza sesso commento secca, bevendo un sorso di cocktail. Battono la sindrome premestruale a mani basse.
Non ne dubito. Peccato che qui non ci sia nessuno che va in bianco.
Forse hai ragione.
Tu, piuttosto, hai la faccia di una che non fa abbastanza sesso.
Stavo giusto pensando che sei un ragazzo molto gentile, ma tu non ce l'hai fatta a trattenerti, eh? Siete proprio tutti uguali sospiro.
Ehi! Dicevo tanto per dire. Scommetto che stasera che non c' il cavernicolo le offerte non ti mancano.
Mi mordicchio la guancia per soffocare una risata. Questa cosa del cavernicolo gli  rimasta appiccicata addosso, vero?
Non immagini quanto risponde, con gli occhi che brillano.
Perch non mi piace Kyle, piuttosto?  educato, e non  per niente male con quei capelli scuri spettinati e gli occhi nocciola.  alto, muscoloso ma non troppo. Sarebbe un'ottima distrazione... se non fossi gi troppo distratta da Aston.
Finisco il cocktail e gli restituisco il bicchiere. Mi fai un favore? Di' a Lila che ci vediamo domattina. Torno in camera.
Certo risponde lui.
Mi guardo intorno e me ne vado di soppiatto dalla festa.  un rischio, un grosso rischio, ma non mi importa.
Le parole di Aston erano troppo stuzzicanti, e ora desidero soltanto svelare sotto le lenzuola i misteri di cui era pieno il suo sguardo. Attraverso il salone e salgo le scale nella pi totale paranoia. Sul pianerottolo, mi passo una mano tra i capelli e fingo di andare in bagno. Controllo che non ci sia nessuno, mi tiro gi il vestito e salgo l'ultima rampa di scale verso camera sua.
Qualcuno mi prende per un braccio e mi spinge contro il muro. Sento una bocca sulla mia, mi soffoca un grido; si muove cos rapidamente che non riesco a dargli una ginocchiata nelle palle.
Non  un'aggressione sussurra Aston. A meno che non lo voglia tu.
Apro gli occhi e lo guardo nella luce tenue del corridoio. Sei un porco, lo sai?
Per sei qui.
A quanto pare.
Mi mette una mano sulla nuca, intrecciando le dita ai miei capelli. Trova di nuovo le mie labbra; mi bacia dolcemente ma con decisione, e io faccio scivolare i palmi sulle sue braccia su fino al viso. Lo stringo a me e schiudo la bocca, insistente, premendo il mio corpo al suo. Mi sfiora la lingua e la lecca, facendomi tremare. Interrompe il bacio solo un istante per infilare la chiave nella serratura, poi spalanca la porta della sua stanza e mi lascio spingere dentro. Richiude e contemporaneamente mi tira di nuovo a s. Questa volta nel suo bacio c' pi forza, pi passione. Infilo le dita sotto la sua polo, accarezzo la sua pelle calda, gli addominali. Aston si scosta e si sfila la maglietta.  perfetto, bellissimo: la pelle tesa sui muscoli, le ombre che li definiscono come fossero scolpiti.
Avvicino le labbra al suo petto e lui mi prende la testa, mi bacia un orecchio e scende fino al collo. Tra noi ci sono solo le mie mani tremanti.
Ma cosa sto facendo?
Megan?
Vorrei dire qualcosa, ma non mi vengono le parole. Faccio un passo indietro. Aston mi lascia andare e abbandona le braccia lungo il corpo.
Io... Mi interrompo, cercando di tenere sotto controllo il ronzio impazzito che sento nella testa. Non possiamo.
E adesso che mi prende?
Non possiamo? Lui mi guarda come se non sapesse cosa fare, come se non capisse cosa sto dicendo. Insomma, l'ho seguito fin qui e adesso mi sto tirando indietro. Anch'io faccio fatica a capirmi.
No. Indietreggio verso la porta, mi scosto i capelli dal viso e sistemo il vestito. Non possiamo. Assolutamente no.
Trovo la maniglia a tentoni, apro e corro via, lasciando Aston a fissarmi.

Non lo sa nessuno.
Continuo a ripetermelo mentre guardo Lila dormire. Mi aspetto che da un momento all'altro si svegli e se la prenda con me per aver fatto una stupidaggine. Ma non pu saperlo. Non lo sa nessuno.
Sono combattuta tra una quasi beatitudine e il senso di colpa. Il classico luogo comune: ragione contro sentimento. La testa mi dice quello che so gi: sono una persona orribile. Ho tradito il mio migliore amico baciando il suo migliore amico, nonostante sapessi che  l'ultima cosa che vuole da me... Ma il cuore mi dice l'esatto contrario. Mi dice che non sono affatto una persona orribile, che per una volta ho seguito i miei desideri senza riflettere troppo sulle conseguenze.
Questo non fa di me un'irresponsabile, un'insensibile. Insensibile forse  troppo, s, ma irresponsabile? Okay,  stato un gesto irresponsabile e anche un po' egoista.
Ma insomma, non si va da nessuna parte nella vita senza scontentare qualcuno.
Ho commesso un errore? Ho fatto l'unica cosa che mi ero ripromessa di non fare mai: non immischiarmi con il migliore amico del mio migliore amico. Semplice, no? Talmente semplice che il primo giorno di college, nell'istante stesso in cui ho incrociato gli occhi grigio-azzurri di Aston,  diventato tutto incredibilmente complicato. Ho sempre saputo che c'era qualcosa tra noi, soltanto non avevo idea di dove ci avrebbe portato.
E adesso eccoci qui.
Nonostante tutti i miei sforzi per stargli lontano, alla fine ho ceduto al suo sorriso presuntuoso e ai suoi modi da stronzo. Non che li approvi, sia chiaro. Avrei una gran voglia di dar fuoco alle extension, alle unghie e alle ciglia finte di tutte le ragazze con cui  andato a letto. Perch sono finte dalla testa ai piedi, e lo sa anche lui.
Per la miseria, Megan,  stato solo un bacio. Un bacetto del cavolo. Non ti ha chiesto di sposarlo!
Maddie aveva detto che Braden non si sarebbe mai innamorato di lei, e invece... Peccato che lui e Aston vengano da due pianeti diversi. Braden cambiava ragazza tutte le sere perch poteva permetterselo, non perch gli piacesse. Sono sicura che era solo un passatempo. Proprio come sono sicura che Aston al contrario ci prova gusto, perch adora ricevere quel genere di attenzioni dalle ragazze.
Com' possibile che sia bastato un bacio - un bacio! - per ritrovarmi a sviscerare il suo comportamento? Per un bacio!
Non mi aspetto un noi. Ho dei desideri, ma non mi aspetto niente. Sar anche un'inguaribile romantica che ama perdersi tra le pagine dei romanzi d'amore, ma non sono cos ingenua da credere che nella realt funzioni allo stesso modo. Non capita a tutti di trovare quell'amore che lascia gli uomini a bocca aperta e fa svenire le donne.
L'amore  volubile. Avere qualcuno che ti fa un complimento, che ti d serenit e allo stesso tempo alimenta il fuoco che hai dentro non  una garanzia che ci sar per sempre. Potresti anche non incontrarlo mai, quel qualcuno; oppure s, ma non al momento giusto.
Ho diciannove anni e conosco sia l'amore che il desiderio. So qual  la differenza tra i due e so che, per qualche strano motivo, Aston  la persona che pu darmi serenit e alimentare il mio fuoco. Ma non  il momento giusto per noi. Forse il momento giusto non arriver mai.
Anche se dopo avermi stretta in quel modo, dopo avermi baciato, credo che questa situazione non mi vada pi bene.

4. Aston.

Sono fregato. Ed  stata tutta colpa mia.
Ma dovevo farlo, no? Dovevo andare da lei e dirle quello che le ho detto. Non mi aspettavo che sarebbe venuta, e invece... Ho l'impressione di aver fatto una cazzata ma anche la cosa migliore che potevo fare.
Megan  pericolosa.  l'unica ragazza di tutto il college, anzi, di tutto lo Stato, che potrebbe strapparmi questa maschera da menefreghista e mettermi completamente a nudo.  l'unica che potrebbe farmi provare di nuovo qualcosa, che potrebbe ridurre in frammenti ancora pi piccoli i pezzi della mia vita che ho cercato faticosamente di rimettere insieme.
Avrei dovuto tenermi alla larga da lei. E adesso che mi ha baciato, conosco il sapore della sua bocca, delle sue labbra, la sensazione delle sue mani tra i capelli.
E so anche com' essere cos vicini e allo stesso tempo cos lontani. Cazzo, perch se n' andata? Perch mi ha lasciato l da solo, eccitato, a fissarla come uno scemo?
Tra noi c' stato solo un bacio, ma d'ora in poi ci vorr un miracolo per riuscire a tenere le distanze.
Prendo il telefono e cerco il suo numero.
Visto che non so giocare soltanto al solitario? le scrivo, ricordando il nostro battibecco a Las Vegas.
Lei risponde subito. Gli altri ti hanno insegnato qualche trucchetto, eh?
Scommetto quello che volete che ora ha quel sorriso che le illumina il volto, quel sorriso che la rende bellissima e fa impallidire qualunque altra ragazza al mondo.
Dimmelo tu, piccola.
Mi rigiro e finisco nella met vuota del letto. Mi cade lo sguardo sul calendario sopra il comodino, ma lo sposto per non vedere la data. Tanto lo so che giorno . Lo so fin troppo bene.  impossibile ignorare la sensazione che si insinua strisciando dentro di me, in silenzio, e poi esplode con un gran botto.  il periodo pi difficile dell'anno, un periodo che amo e che detesto. Sono i giorni che hanno lasciato un segno indelebile sulla mia vita: io sono cambiato in meglio, ma mio nonno ne  uscito distrutto.
Ci che per qualcuno  una fortuna, per qualcun altro pu essere una disgrazia.
Salto gi dal letto, mi vesto e prendo le chiavi della macchina.  ancora presto e il nonno mi prender a bastonate per essermi presentato prima di pranzo, ma proprio non mi va di starmene qui ad autocommiserarmi.
Esco in fretta dalla confraternita per non incrociare nessuno, salgo in auto e parto. Basta poco perch questo posto diventi soffocante, per ritrovarsi sepolti sotto il peso delle emozioni. Il nonno non abita lontano.  stato lui a insistere perch ce ne andassimo da San Francisco, ma non voleva lasciare la California del Nord, cos mi sono iscritto a Berkeley. A San Francisco non riuscirei mai a tornare: troppi ricordi, troppe brutte cose.
Accosto davanti a casa sua. Il sole avanza lentamente in giardino, il segnale che passer la giornata sul retro ad aiutarlo con tutti quei lavoretti che lui non riesce pi a fare. Appena apro la porta d'ingresso, mi arriva una zaffata fortissima di fumo di sigaro e, come ogni domenica, faccio un'espressione disgustata.
Odio questa puzza, ma mi d sicurezza. E la sicurezza mi d tranquillit.
Smettila di fumare quello schifo, nonno.
Sento la sua risata bassa e roca. Lo dici tutte le settimane, ragazzo, e io ti rispondo sempre allo stesso modo: smettila di tormentarmi.
Chiudo la porta e lo raggiungo in salotto.  seduto al solito posto di fronte alla finestra, su una vecchia poltrona a fiori tutta logora.
Lo so, ma potresti almeno provarci, no? Scrollo le spalle e mi butto sul divano.
Si gira e mi sorride, e attorno agli occhi grigio scuro compaiono tante piccole rughe. Se lo dici tu... Cosa ci fai qui cos presto? Sei venuto a darmi fastidio?
Guardo fuori. La domenica non ho niente di meglio da fare.
Potresti continuare quello che hai cominciato ieri sera.
Nonno! Alla tua et non dovresti dire queste cose.
Perch sono vecchio? Trovami un bel bocconcino al bingo del venerd sera e te lo faccio vedere io. Ah! D un ultimo tiro al sigaro, poi lo spegne nel posacenere.
Per favore, nonno, lascia perdere ribatto, scuotendo la testa.
Allora, chi hai fatto arrabbiare stavolta?
E perch avrei dovuto fare arrabbiare qualcuno?
Ti sei presentato qui alle dieci e mezzo! Dev'essere per forza successo qualcosa. La domenica non alzi mai il culo dal letto prima di mezzogiorno.
Non  successo niente. E poi sapevo che mi volevi per darti una mano in giardino.
Mi fissa dritto negli occhi e tamburella le dita sul bracciolo della poltrona. Mi d sui nervi. Continua a scrutarmi, i minuti passano. Ha capito.
So cosa stai per dire, ma ti sbagli.
Non parli mai di lei ribatte dolcemente.
Perch non mi va. E poi non ho niente da dire.
Secondo me, s. Fai solo finta che non sia cos.
Scuoto la testa e distolgo lo sguardo. Invece secondo me mi stai rompendo, nonno. Capisco che ti manca e che hai voglia di parlare di lei, ma io no. Non ho niente da dire su mia madre, perch non  la stessa persona che conoscevi tu. Non lo  mai stata. Mai.
Ma non puoi convivere con questo odio per sempre, ragazzo.
Non  odio.  pura e semplice piet. Provo pena per lei e per la vita che mi ha costretto a fare finch non  morta e tu mi hai preso con te.
Con tutto quello che hai studiato e che ho cercato di insegnarti io, non hai mai imparato a perdonare e a dimenticare ribatte con un tono pi dolce, spingendomi a guardarlo negli occhi.
Perdonare e dimenticare sono due cose completamente diverse. Si pu perdonare e si pu dimenticare, ma di rado vanno insieme. Non posso dimenticare la mia infanzia, n cancellare le cicatrici. Non posso cambiare ci che ormai  dentro di me, bruciare le immagini e i ricordi impressi nella mia mente. E siccome non potr mai dimenticare, non posso neanche perdonare.  semplicissimo.
Lo sguardo del nonno si vela di delusione e tristezza, e mi prende il solito senso di colpa. Il senso di colpa perch detesto la persona che lui invece adora, per il sollievo che provo nonostante la sua sofferenza.
Nonno...
Lascia stare. Ho capito. Si volta di nuovo verso la finestra e guarda il giardino. Forse avrei dovuto capirti prima.
Non c' niente da capire. Sto cercando di andare avanti, non posso permettermi di restare prigioniero del passato. N adesso, n mai.
Ci sarebbero da strappare un po' di erbacce nell'angolo l in fondo, vicino all'orto. E quando hai finito, devi zappare la terra. In settimana devo piantare dei fiori.
Vuole cambiare argomento, offrirmi una via di fuga. Entrambi scappiamo sempre da ci che vorremmo e dovremmo dirci.
Che fiori?
Ortensie. Per tua nonna. Solo ortensie per lei... riflette tra s e s. Esprimono affetto e comprensione. Ne avremmo bisogno un po' tutti.
Annuisco, anche se non sta parlando con me.  il suo modo di ricordare la nonna. Chiss se  contento che lei non abbia dovuto assistere alla morte della loro unica figlia. Chiss se  contento che, dopo tanta sofferenza, non sia dovuta stare a guardare mentre la loro bambina si distruggeva con le proprie mani.
Cosa penserebbe di me la nonna adesso? Sarebbe orgogliosa di avermi come nipote, si sentirebbe rassicurata dai miei progetti per il futuro? Cosa direbbe del mio atteggiamento nei confronti della vita?
Prendo la zappa dal capanno, mi chino vicino all'orto e la verit mi aggredisce come uno schiaffo in piena faccia.
Probabilmente la nonna sarebbe inorridita. Non ho molto di cui andare fiero.

5. Megan.

Mi guardo intorno nell'aula e tiro un sospiro di sollievo: Aston e Braden non sono ancora arrivati.
Quanto vorrei che oggi non avessimo lezione insieme... Peccato che nella vita vera non funziona cos. Come dice sempre la nonna, la realt ci prova gusto a darti un calcio quando sei a terra.
Mi siedo al solito posto e mi viene in mente chi ho di fianco. Appoggio la testa sul banco e brontolo: Cacchio....
La sedia accanto stride. Se stai cercando di nasconderti, non ci sei riuscita. Ti vedo benissimo. La voce di Aston mi avvolge come una carezza e mi si secca la gola.
Perch dovrei nascondermi? Alzo la testa, ma non mi giro.
Lui scrolla le spalle con indifferenza e giocherella con la penna.
Non lo sopporto quando fa cos. Seguo con la coda dell'occhio ogni suo pi piccolo movimento. Il suo sguardo mi brucia; mi implora di voltarmi.
Perch mi desideri talmente tanto che non riesci neanche a guardarmi risponde in un tono arrogante e melodrammatico.
 chiaro che ti sei trovato qualcun'altra per alimentare il tuo ego. Se non ricordo male, sono stata io ad andarmene. E di sicuro non ti ho detto che ti desidero.
Aston si allunga sul banco e mi sfiora la manica: il contatto dura appena un secondo, ma lo sento fino alla pelle.
Sicura? chiede, in un sussurro quasi impercettibile.
Resisto all'istinto di abbassare gli occhi. Sicurissima.
Mi tocca un braccio con un dito e devo soffocare un fremito. Bugia. Te ne sarai anche andata, Megan Harper, ma sei tu che sei venuta a cercarmi... Non  stato poi cos male, no?
Giro la testa di scatto; c' solo qualche centimetro a dividerci. Aston mi fa un sorrisetto compiaciuto, e a quel punto mi ricordo perch non volevo incrociare il suo sguardo. Perch ha il potere di incantarmi, di imprigionarmi. La sfumatura argentata delle sue iridi intrappola i miei occhi in una battaglia silenziosa con i suoi. Ecco perch sabato sera non ho potuto non seguirlo.
Sta facendo di nuovo lo stronzo?
La voce di Braden mi riporta bruscamente alla realt. Domanda stupida, Bray. Aston non smette mai di fare lo stronzo.
Braden sorride e colpisce Aston sul braccio. Toglile quelle manacce viscide di dosso. Te l'ho gi spiegato a Las Vegas, lei ha molta pi classe delle tue solite troiette.
Lo so ribatte Aston, continuando a guardarmi.
Trattengo una risata al commento di Braden. Avr anche pi classe delle ragazze di Aston, ma non significa che non sia una di loro. L'unica differenza  che io non andr mai da lui a pregarlo di avere di pi.
Caff dopo? mima Maddie con le labbra dalla parte opposta dell'aula.
Annuisco. Voglio sapere com' andato il loro weekend: a volte la madre di Braden pu essere un tantino... eccentrica.
Lui non sa niente? chiede Aston, dandomi un colpetto sul piede.
Sobbalzo e gli lancio un'occhiataccia, mentre Bray va a sedersi accanto a Maddie. Uhm, no. A parte che non l'avevo ancora visto, e poi non  una cosa che posso buttare l in mezzo a un discorso, no? Ci sarebbe da ridere.
Forse hai ragione. Si passa il pollice sulle labbra. E poi...
Lasciami indovinare. Ci tieni troppo al tuo bel faccino per fartelo spaccare da Bray ribatto impassibile.
Resta in silenzio per un secondo e sorride. Non era quello che intendevo dire, ma sono felice che la pensi cos.
Sai, Braden non  l'unico che potrebbe prenderti a pugni.
Mi piacciono le ragazze aggressive.
E ti piace anche scaricarle dopo una sveltina, figuriamoci dopo un misero bacio. Quindi chi se ne frega. Sono la prima a essere stupita dalla mia acredine.
Lui resta in silenzio e distolgo lo sguardo. Non pensavo che le mie stesse parole potessero turbarmi tanto. Continuo a ripetermi che non me ne importa niente di lui, ma non  vero. Mi interessa pi di quanto vorrei. A nessuno fa piacere essere messo da parte come un giocattolo vecchio dalla persona a cui si tiene.
Non ho mai detto che il nostro  stato solo un bacio, Megs, e non sarebbe stata solo una sveltina. Non mettermi in bocca parole che non ho detto sussurra mentre comincia la lezione, senza mai smettere di rigirarsi la penna tra le dita. Di me si possono dire tante cose, e non tutte positive, ma di sicuro non sono un bugiardo. E mentirei se dicessi che quel bacio non significava niente.
Ho un nodo in gola. Un nodo di speranza e desiderio, di emozioni che non posso esprimere ora, in questa conversazione. Ricaccio indietro le parole che vorrei dirgli: c' ancora troppa incertezza e ho paura della sua risposta.
Adesso vorrei soltanto ignorarlo e seguire la lezione, ma  praticamente impossibile. Sento la sua presenza accanto a me, mi accorgo di ogni movimento del suo corpo, avverto ogni suo sguardo.
Allunga la gamba sotto al banco e mi d un colpetto sul piede; io lo sposto sotto la sedia e mi nascondo dietro ai capelli per fare finta che non ci sia.
Mi sento tirare una ciocca e riemergo dal mio stato di concentrazione forzata.
Cosa c'? sibilo, voltandomi di scatto.
Mi stai evitando?
Ma come cavolo faccio a evitarti? Sei di fianco a me!
Ti saresti seduta qui lo stesso se non fossi obbligata?
No, ma non mi va mai di starti accanto. Non  un problema solo di oggi.
Aston si appoggia allo schienale.  serissimo. Pensi che sono una testa di cazzo.
Bravo! Vuoi una medaglia? Credevo fosse ovvio.
Appena finisce la lezione, infilo le mie cose nella borsa e mi alzo, ma Aston mi blocca afferrandomi un braccio.
Ricorda chi  andato da chi sabato sera bisbiglia. E scommetto che lo rifaresti senza pensarci due volte.
'Fanculo, stronzetto saccente.
Se ne va e lo seguo con lo sguardo. Non sopporto che abbia ragione.  stato lui a mettere le carte in tavola, ma sono stata io a mescolarle. Quello stupido, stupidissimo bacio  stata tutta farina del mio sacco. Posso anche fingere di odiarlo, ma  una grandissima cazzata. E lo sappiamo entrambi.
Andiamo? Maddie mi tiene aperta la porta e lancio un'occhiataccia ad Aston.
Basta che non incontriamo altri rompipalle brontolo.
Cos'ha combinato?
 Aston. Con il suo solito atteggiamento. Neanche fosse il dono di Dio alle donne.
Mmm.  stato cos tutto il weekend?
Non ne ho idea. L'ho visto poco rispondo, e dentro di me ho un sussulto. Odio mentire.
Probabilmente s riflette Maddie, ravviandosi i capelli. Per poco Braden non impazziva questo weekend al pensiero di averti lasciato qui da sola con uno, testuali parole, che si fa chiunque respiri.
Mi sforzo di ridere. Braden non ha nessuna fiducia nelle mie capacit di stare alla larga da un tipo simile. E a ragione.
Lo sai com' fatto. Ovviamente sua madre si  accorta di quante parolacce dice e ha sfuriato.
Oh, quanto mi sarebbe piaciuto esserci!
Troppo divertente sghignazza Maddie. Sua mamma non faceva che chiedermi se  cos volgare anche al college.
E tu cosa le hai risposto? Scorro la lavagna di Starbucks con il menu. Un macchiato al caramello, per favore.
Le ho risposto di no, e intanto annuivo. Sorride e ordina il suo solito caff.
Ormai lo conosci quanto me.
Forse, in certe cose, anche un po' meglio.
Non voglio sapere niente borbotto, prendendo il mio bicchiere.
Pensavo che prima o poi l'avrebbe uccisa. Non sai quante volte l'ha messo in imbarazzo. Non avevo mai visto un ragazzo vergognarsi cos.
Ci sediamo su due poltrone e assaporo il profumo del caramello. Basta pochissimo per far arrossire Braden. Sembra incredibile, ma se tocchi il tasto giusto arrossisce come una ragazzina al primo anno di liceo che scopre di essere andata in giro tutto il giorno con la gonna infilata nelle mutande.
Me ne sono accorta.  tenerissimo. Ah, Megs...  vero che ha rasato a zero il gatto?
Mi va di traverso il caff e annuisco battendomi il petto. Io volevo un barboncino, ma i miei non erano d'accordo, allora Braden ebbe la splendida idea di rasare il gatto per farmi felice. Non assomigliava per niente a un barboncino, e in pi ci misero in castigo per due settimane.
S, sua madre me l'ha detto. Mi ha anche raccontato che poi avete passato tutto il tempo a urlare ai passanti dalla finestra delle vostre stanze, sperando che i vostri genitori si stufassero e vi togliessero la punizione.
Il ricordo mi fa sorridere. Le nostre case sono una di fronte all'altra, entrambe circondate da un grande giardino, e sia la mia camera che quella di Braden danno sulla via principale. Aspettavamo che passasse qualcuno in strada, poi ci mettevamo a gridare che eravamo prigionieri di una strega cattiva. Ovviamente dopo mi fu proibito per molto tempo di guardare La bella addormentata nel bosco e di leggere la favola di Raperonzolo. Anzi, i miei mi confiscarono tutti i libri di fiabe per circa un mese. Possiamo dire che il nostro piano non aveva funzionato.
E qui cos' successo?
Niente di particolare. Tutto come al solito. Mi agito sulla poltrona.
Quindi Kay ha bevuto troppo e ha offeso qualcuno, Lila si  imboscata con Ryan, e Aston si  portato una ragazza in camera e l'ha sbattuta fuori due ore dopo?
Pi o meno rispondo. Decido di non correggerla riguardo ad Aston: dopotutto,  solo una mezza bugia...
E tu hai rifiutato le avance di un sacco di ragazzi superfighi e ti sei dileguata nella tua stanza come al solito? aggiunge, scettica.
Esatto.
Per una volta che Braden non ti stava con il fiato sul collo, non ne hai approfittato?
No. Non proprio, diciamo.
Wow, hai proprio bisogno di una bella scopata.
Wow ripeto, facendole il verso. Non  che tu e Braden passate troppo tempo insieme?
Lei fa per replicare, poi resta in silenzio e spalanca gli occhi. Oddio, hai ragione. Mi sto trasformando in uno della confraternita!
Perch non entri in un club femminile?
Non credo di essere adatta. E poi almeno la met delle ragazze mi detesta perch  stata a letto con il mio fidanzato mentre io sono l'unica che  riuscita ad accalappiarlo.
Gi, potrebbe essere imbarazzante.
Mmm.
A proposito, dov' Braden? Non  da lui lasciarti libera la stuzzico.
Ah ah. Alza gli occhi al cielo, ma sorride. Aveva delle cose da fare. In altre parole, doveva mettere sotto torchio Aston e assicurarsi che non abbia usato uno dei suoi soliti trucchetti per infilarsi nelle tue mutande.
Oh.
Perch, pensa che Aston confesserebbe? La mia espressione resta a met tra l'accigliato e l'incredulo.
Evidentemente... E tu me lo diresti se fosse successo qualcosa, vero?
Uhm, no rispondo con una risata, provando a essere convincente.
Quindi potreste essere andati a letto insieme? Negli occhi verdi di Maddie si accende una scintilla.
No.
Tanto tu mi rispondi di no comunque.
Maddie, piantala di mettermi in bocca cose che non ho detto.
Non  andata, eh? ribatte con un sorrisetto.
No, perch non  successo niente. Sbatto la mano sul tavolino. Niente.
Niente che gli altri debbano sapere. Nessuno deve sapere nulla, quindi non  successo nulla.
Nella mia testa fila tutto logicamente, ma non funzionerebbe altrettanto bene se lo esprimessi ad alta voce.

6. Aston.

Fulmino Braden con un'occhiata. Per la decima volta, non ho fatto sesso con Megan. Non che non ci abbia provato, per.
Lui incrocia le braccia al petto. A lezione sembrava pi incazzata del solito con te.
Sar perch l'ho fatta innervosire di pi sabato sera.
Ryan sorride. In effetti, quando sei andato da lei al bar sembrava che volesse stritolarti le palle.
Se anche lo avesse fatto, dopo non avrei avuto difficolt a trovare chi mi consolava.
Cazzo... Braden scuote la testa e si siede. Anch'io ero cos stronzo prima di stare con Maddie?
Ryan lancia il telefono e lo riprende al volo. S.
La differenza tra me e te  che io ammetto di essere uno stronzo dico. Tu, invece, eri convinto di essere una specie di Dio in terra.
 vero... a letto ribatte Braden con il suo solito sorrisetto da bastardo strafottente. Almeno non ci hai provato con Megan.
Non capisco di che ti preoccupi. Megan  una ragazza intelligente, non la darebbe mai a questo coglione interviene Ryan indicandomi.
Gli rispondo mostrandogli il dito medio. Sono l'unico qui a cui  rimasto un briciolo di libert. Le vostre ragazze ve lo tengono in pugno replico.
Pi che in pugno, in mano. E che mano... Magia pura sghignazza Ryan.
Cosa? Mai provato la magia prima di Lila? chiedo sconcertato. Posso ritenermi molto fortunato, allora.
Sei fortunato perch ti sai infilare nel letto di chiunque continua Braden.
Perch, tu no? Devo essermele immaginate quelle ragazze mezzo nude che uscivano dalla tua camera.
Aston, un giorno finirai esattamente come noi.
Se dovessi diventare schiavo di una donna, per favore, prendetemi a sberle ribatto con una risata. Ma tanto non succeder mai, fidatevi.
Quando si  schiavi di una donna vuol dire che si provano dei sentimenti, e non  roba per me. Non posso permettermelo. Provare dei sentimenti significa ricordare, e i ricordi sono solo merda. E poi, l'unica ragazza che potrebbe risvegliare qualcosa in me  off limits. Meglio cos. Se non pu essere mia, non posso nemmeno innamorarmi di lei, e non rischio di farle del male. Perch la ferirei, prima o poi. Prima o poi alzerei di nuovo tutte le mie barriere, la escluderei, e tornerei a cercare solo le sensazioni fisiche, le sole che contano per me.
Sei uguale a lei. Sei un buono a nulla.
Ehi? Ryan batte le mani. Ci sei?
S, pensavo di aver visto una cosa rispondo, tornando alla realt.
Dici che non troverai mai nessuna, ma ti sbagli, credimi riprende Braden. E sar una con le palle abbastanza grosse da sopportarti e da mettere in riga quel cazzetto che ti ritrovi.
Se esiste una ragazza capace di domarmi, accetto la sfida. Mi piacerebbe proprio vederla all'opera. Ragazzi, per essere domati bisogna provare dei sentimenti, e io provo qualcosa solo per quella che mi porto a letto nel weekend.
Anch'io ero come te, poi ho trovato Maddie. Braden si interrompe, si passa una mano tra i capelli e mi guarda. Certe cose sono troppo evidenti per essere ignorate.
Visto? Siete diventati schiavi. Ma voi due stronzi non avete niente di meglio da fare che stare qui a dirmi che devo innamorarmi?
S, ma mi diverto troppo risponde Ryan con una risata.
Cosa ti diverte? domanda Lila, entrando nella stanza.
Scocciare Aston. Lui la prende per mano e la fa sedere sulle sue ginocchia.
Ti rendi conto che Aston scocciato significa sesso, e quindi una ragazza arrabbiata che ci dar il tormento?
Veramente? chiedo, raddrizzando la schiena. Per la miseria, sapevo di essere bravo, ma...
Pensano che stando con Ryan abbia una specie di pass per entrare nella tua testa. Grazie al cielo non ce l'ho, ma quelle non lo vogliono capire. Mi chiedono sempre perch non le richiami.
Ehi! Io non prometto niente. Non tiro fuori l'argomento e loro nemmeno. La met non mi lascia neanche il numero!
Lila mi fissa, mentre i ragazzi scoppiano a ridere.
 vero! Non  colpa mia! insisto. Come cazzo faccio a chiamarle se non mi danno il numero?
Forse vorrebbero che glielo chiedessi tu.
Ma poi si aspettano che le chiami.
E che problema c'?
Che non ho nessuna intenzione di farlo. Se chiedessi loro il numero, avrebbero ragione ad arrabbiarsi se poi non telefono.
Lila scuote la testa con un sospiro e si volta verso Ryan, che sta trattenendo un sorriso. E se lo mandassimo in giro con un cartello di avvertimento?
Con scritto cosa, tesoro? chiede lui.
Sono un bastardo. Non provateci con me, non vi richiamo.
Mi rovinerebbe la reputazione! protesto.
Lila sbuffa e si alza. Va alla porta, poi si ferma e si gira. Non hai una gran reputazione, Aston. Basterebbe una sola notte con una brava ragazza. Chiss, magari potrebbe piacerti. Potrebbe cambiare il tuo modo da stronzo di guardare le cose.
Non ha tutti i torti commenta Braden.
Teste di cazzo.
Basta, mi sono rotto. Vado in camera mia, salendo le scale due gradini alla volta.
Stavo per passare una notte con una brava ragazza e per poco non ne sono rimasto scottato, perch adesso non riesco a pensare che a lei e a quello che avrebbe potuto - che sarebbe dovuto - succedere dopo quel bacio. Ogni volta che la guardo, la immagino stesa sul mio letto, stretta al mio corpo.
Di me gli altri vedono solo quello che io decido di mostrare. Non vedono il casino che ho dentro. Non vedono il vero Aston. Nessuno sapr mai come sono davvero. Mai.
Tu non vali un cazzo.
Chiudo la porta di camera mia e scaccio l'eco di una voce che mi rimbomba nella testa. Lo so che non valgo niente, non mi serve un fantasma del passato per ricordarlo.

Sono nascosto in un angolo, scosso dai brividi. La coperta che ho addosso  troppo sottile per proteggermi dal freddo che entra dalla finestra aperta.  troppo in alto e non riesco a chiuderla. Ho solo sei anni.
Aveva detto che sarebbe tornata, me l'aveva promesso. Ma ci sta mettendo troppo. Lui  uscito a cercarla: non so come si chiama, ma ha detto che stavolta gliele avrebbe suonate. Era arrabbiato.
Mi sfrego una gamba e sento una fitta di dolore. Sussulto, ma trattengo le lacrime.  sempre colpa mia. Mi ha picchiato perch la mamma non tornava e io mi sono messo a piangere. Non so chi sia quell'uomo, ma non mi piace. Fa pi male di quello di prima, ha le braccia pi grosse.
Mamma? sussurro nel buio, nel silenzio. Ho paura, sono solo e spaventato. Dov' la mia mamma? Perch non  ancora a casa? Mi stropiccio gli occhi per fermare il pianto.
Spero che torni prima di lui, o picchier di nuovo.
Mamma?

7. Megan.

Che grandissimo stronzo dice Kay, spiando Aston in giardino.
Sta parlando con una ragazza pi bionda di Barbie e che fa di tutto per sbattergli le tette in faccia. Lui  appoggiato a un albero e abbozza un sorriso; lei attorciglia una ciocca di capelli al dito, si sforza di fare la timida e lo guarda negli occhi.
Vedo che ha seguito alla lettera il consiglio che gli ho dato due giorni fa commenta Lila.
Cio? chiede Maddie.
Gli ho detto di trovarsi una brava ragazza.
Evidentemente non date lo stesso significato alla parola ribatto, pi acida di quanto volessi. Perch quella non si gira sui tacchi e se ne va?
Kay soffoca una risata. Vi adoro quando fate le gelose.
Mi volto di scatto verso di lei. Chi l'ha detto che sono gelosa?
Sei verde di rabbia. Quasi ti confondi con il prato.
Come no, sono gelosissima di Aston.
E invece s, sono gelosa, arrabbiata e disgustata. Arrabbiata soprattutto con me stessa, per questa stretta che sento al petto. Lo sapevo che avrebbe ripreso subito con i suoi soliti giochetti, ma sto impazzendo comunque: solo pochi giorni fa al posto di quella c'ero io. Lo vedo con un'altra dopo che  stato mio, anche se solo per pochi minuti, ed  come se mi squarciassero il petto e mi strappassero il cuore. Anche se sono stata io ad andarmene dopo il bacio.
Perch  stato solo un bacio. Quando cavolo me lo ficcher in testa?
Aston ci viene incontro, saluta le ragazze con un cenno del capo, si siede per terra accanto a me e mi fissa.
Che c'?
Niente.
Barbie doveva farsi dare una sistemata ai canotti? sbotto all'improvviso.
Ops. Ti sei bevuta il cervello, Megan?
Se solo potessi chiudere la gelosia in una scatola... Ci infilerei dentro anche lo stomaco in subbuglio e le fitte al cuore. Un gran bel pacchettino.
Non  il mio tipo.
Pensi di chiamarla? chiede Lila.
Su, andiamo. Maddie prende Kay per un braccio e la porta via.
Aston ride e mi guarda. No.
Ma lei pensa di s?
E io che ne so? ribatte lui scrollando le spalle
Mi copro la bocca per nascondere una risatina nervosa.
Perch ridi? chiede.
Niente. Hai un debole per le ragazze stupide, eh?
Ah, s? Si volta lentamente verso di me, sfidandomi con i suoi occhi grigio-azzurri.
S. Prendo un filo d'erba tra le dita e sostengo il suo sguardo. Al loro posto sarei molto sorpresa se mi chiamassi, anzi, anche solo se mandassi un messaggio. Insomma, se una ti rivolge la parola dopo essere stata a letto con te, o anche solo dopo averti baciato, deve essere una ragazza molto speciale, no?
Dipende da quando le rivolgo la parola io ribatte lui con indifferenza.
Se fosse il mattino dopo? Metto alla prova ci che vedo nei suoi occhi e gli rispondo con lo sguardo. Hai detto che il nostro bacio significava qualcosa, ma secondo me era una cazzata.
Vorrebbe dire che  stata pi di una scopata o... di un semplice bacio. Vorrebbe dire che lei significava qualcosa per me. Che era una molto speciale.
Che bastardo, mi rinfacci le mie stesse parole. Mi sa che ho perso questo round.
Il cuore mi batte forte fino a far male all'idea che la persona che non potr mai avere  proprio qui davanti a me. Ora possono vederci tutti, ma nessuno sapr cosa c' tra noi. Siamo un segreto spalancato davanti al mondo, una contraddizione totale.
Allora  un bene che nessuna ragazza abbia avuto questa possibilit, no? chiedo, sforzandomi di fare la dura.
I suoi occhi scivolano sulle mie labbra e io le apro appena, trattenendo il fiato all'intensit del suo sguardo. Tutte le volte, cavolo. Tutte le volte i suoi occhi mi intrappolano.
Si sfrega il mento e mi studia con attenzione. S,  un bene.
Lila d un colpetto di tosse e scruta prima me e poi lui.
Ho lezione. A dopo. Raccolgo la borsa e me ne vado senza voltarmi.
Lila  una specie di Sherlock Holmes in gonnella. Se solo le viene un sospetto, ti tampina finch non ha ottenuto quello che vuole. Se non stiamo attenti, ci scoprir in un attimo.
Mentre mi dirigo verso l'aula, non riesco a non pensare alle parole di Aston. Ha detto che io significo qualcosa per lui, che il nostro bacio  stato pi importante di una qualsiasi delle sue infinite avventure. Com' possibile? Ma tanto non potr esserci niente tra noi. Quel bacio stupendo, un bacio da far tremare le ginocchia e battere fortissimo il cuore, non sarebbe neanche dovuto capitare, e quindi non potr mai succedere nient'altro.
E se questo altro fosse il sesso? Sono gi scappata una volta; non so se sono stata stupida o saggia. Ma se... se lo volessimo entrambi? E se il sesso si trasformasse in qualcosa di pi? In una storia, per esempio. In amore. Dopo cosa succederebbe?
Amore e Aston nella stessa frase? Ma per favore! Forse ha ragione Lila, leggo davvero troppi romanzi. Le persone non cambiano, e nemmeno le loro azioni. Non  che si pu trasformare Aston da playboy incallito a monogamo convinto spingendo un pulsante.
Almeno, cos  pi facile soffocare il desiderio che provo per lui.
Ma nella remotissima possibilit che qualcosa cambi davvero - ed  una possibilit davvero remota -, se lui mi volesse tanto quanto lo voglio io, non sarei capace di soffocare i miei sentimenti.  fuori discussione.

Maddie e Lila mi prendono a braccetto e puntano verso Starbucks. La cosa non mi sorprende.
Come mai ho la sensazione che state per dirmi qualcosa che non mi piacer? piagnucolo.
Non ne ho idea risponde Maddie scrollando le spalle.
Non sar perch mi state trascinando a forza nel salottino di Starbucks? ribatto ironica. Lila, quel sorrisino che hai stampato in faccia mi d un bruttissimo presentimento.
Andate a sedervi, io prendo i caff ordina lei aprendo la porta.
Non va per niente bene... brontolo tra me e me. Che cos'ha combinato stavolta? Ha rotto qualcosa? Oddio, non dirmi che ha di nuovo cancellato la mia tesina dal computer!
No, tranquilla. Maddie mi spinge su una poltrona e si siede di fronte a me. E poi lo sai che non l'aveva fatto apposta a cestinare il file.
Mmm. Allora vuol dire che ha in mente qualcosa, e visto che mi offre anche il caff, sono sicura che non ne sar per niente contenta.
Ecco,  una specie di proposta dice Maddie battendosi il dito sul mento. Potresti esserne entusiasta oppure arrabbiarti tantissimo. Anche se non penso che per lei cambi qualcosa...
... Perch tanto far di testa mia cinguetta Lila appoggiando un vassoio sul tavolino.
Sinceramente, inizio ad avere un po' di paura.
Maddie si sta mordicchiando un labbro; a Lila invece brillano gli occhi.
Lila, sbrigati a dirglielo, prima che ti rovesci addosso il caff! esclama Maddie.
Okay! Dunque, pensavo... comincia lei.
E gi questo non preannuncia niente di buono commento.
Vabbe'. Ho notato che sei l'unica single, a parte Kay. E a lei non mi sognerei mai di proporle una cosa del genere.
Hai notato che sono single? Come hai fatto?
Kay ha sempre qualche... qualcuno... con cui uscire, io sto con Ryan e Maddie sta con Braden. Ti lasciamo sempre sola soletta.
No. Ho gi capito dove vuole andare a parare.
Quindi ti serve un ragazzo...
No.
Cos non resterai pi sola. Ovviamente, Aston  fuori discussione...
Ovviamente. No.
Anche perch se provassi a farla mettere insieme a un membro della confraternita, Braden ti farebbe il culo sottolinea Maddie.
Nella confraternita c' solo una minima parte dei ragazzi superappetitosi del campus. Insomma, dai... Lila si guarda intorno, poi si avvicina abbassando la voce. Avete visto James Lloyd ultimamente? Frequentiamo matematica insieme.  strafigo.
Ricordati che hai il ragazzo interviene Maddie con un sospiro. Il punto , Megs, che non vogliamo che tu ti senta esclusa.
Ho mai detto che mi sento esclusa?
Be', no...
Io invece ho l'impressione di s. E mi dispiace insiste Lila. In nome dell'amicizia e della solidariet femminile,  nel tuo interesse darmi il permesso di trovarti un fidanzato carino.
Nel mio interesse... o nel tuo?
Nel tuo, senza dubbio.
E se dicessi di no?
Troppo tardi.
Oh, no. Raddrizzo la schiena e stringo i braccioli della poltrona. Non dirmi che l'hai fatto davvero. Per favore, no.
Invece s interviene Maddie annuendo.
Hai un appuntamento domani sera alla festa di Mark annuncia Lila con un gran sorriso.

Non mi viene in mente niente di peggio di Lila che mi combina un appuntamento. In fatto di ragazzi ha dei gusti discutibili. Molto discutibili. Sono qui da venti minuti e inizio a sentirmi come Harriet, uno dei personaggi di Emma di Jane Austen. Come la protagonista del romanzo, anche Lila  una schiappa a formare nuove coppie; l'unica differenza con Emma  che lei  gi sistemata con Ryan.
I miei sentimenti per Aston manderanno a monte ogni suo tentativo, lo so gi. Ovviamente, non ho modo di spiegarglielo senza scavarmi la fossa con le mie stesse mani. Come posso dirle che qualsiasi ragazzo impallidisce al confronto del suo sorrisetto presuntuoso, del suo bacio appassionato?
Dio, quel bacio... Sei giorni, e ancora mi aggrappo al pensiero di ci che sarebbe potuto accadere. Sei giorni, e la consapevolezza di aver fatto la cosa giusta si sta lentamente trasformando nel rimpianto di aver preso la decisione sbagliata. Tra l'altro, la cosa giusta per chi? Per Braden?
Se gli altri pensano che una cosa sia giusta per me, non  detto che io sia d'accordo.
Comunque sia, mi tocca stare qui con questo tipo, a fingere di non notare lo sguardo di Aston, a pochi metri da me, che mi incendia la pelle.
Sbatto sul bancone del bar il bicchierino vuoto dello shot. Dio, sono diventata una di quelle che devono bere per sopportare un appuntamento.
Sembri un po' annoiata dice il ragazzo che ho di fronte.
Mi sfugge una risatina. Scusa,  che ho avuto una giornata pesante.
Annuisce. Cacchio, com' che si chiama? Argh! I ragazzi della confraternita mi stanno contagiando con la loro stupidit. Scosto i capelli dal viso e li raccolgo su una spalla.
Perch non mi racconti qualcos'altro di te?
E potresti anche ripetermi il tuo nome, per favore?
Be', mi sto laureando in biologia...
Fingo di stare a sentirlo. Non vorrei, davvero, ma per me la scienza  arabo.  troppo concreta, mentre io sono pi a mio agio con il mondo della fantasia. Preferisco scene da svenimento immediato, dichiarazioni d'amore mozzafiato e quei meravigliosi personaggi maschili che fanno nascere aspettative irrealistiche nelle ragazze come me. Disney,  tutta colpa tua.
Prendo un cocktail e ne bevo un sorso; continuo ad annuire, fingendo interesse per Mister Biologia. In realt, sono totalmente concentrata su una tizia con i capelli neri che parla con Aston. Sono vicini. Vicinissimi.
Lui prende una birra e incrocia i miei occhi di scatto, come se si fosse accorto che lo sto fissando. Ha uno sguardo inespressivo, indifferente, quasi insensibile. Mi si gela il sangue. Ecco cosa otterrei da lui: niente.
Sorrido, ma sto fingendo. In realt, nello stomaco gorgoglia un'irritazione del tutto insensata e il suo sguardo glaciale mi d i brividi.
Senti... Mi avvicino a Mister Biologia e gli tocco il braccio. Mi dispiace, ma non mi sento molto bene. Torno in camera mia.
Oh, mmm, certo. Ti accompagno. Fa per alzarsi.
No! Prendo un bel respiro. No, vado da sola.  ancora presto.
Okay.
Grazie per la bella serata. Abbozzo un sorriso e giro sui tacchi.
Bella serata? Non ti  venuto in mente niente di meglio?
Lasciamo stare la mia incapacit di trovare aggettivi pi convincenti: devo uscire da questo posto del cavolo.
Aston Banks si sta impossessando di me. Mi agita e mi shakera come un Martini. Apro la porta ed esco nell'aria tiepida della sera californiana. Respiro a fondo e mi affretto verso il dormitorio.
Scappo come Cenerentola a mezzanotte.

8. Aston.

Il tempo scorre troppo in fretta, cazzo.
Da quando ho baciato Megan, ho iniziato a rinchiudermi lentamente nei miei pensieri. Ogni giorno porta con s nuovi ricordi, riapre vecchie cicatrici, incide nuove ferite che poi sanguinano per ore. E ogni ricordo  uno squarcio che non guarir mai. Ognuno ha una forma propria, un significato preciso, e porta dolore.
Ecco perch non posso dare a Megan ci che merita. Perch le sarei dovuto stare lontano fin dall'inizio, e a maggior ragione adesso.
Sbagliato, problematico, annientato, sono i primi tre aggettivi che mi vengono in mente per descrivermi.
Subito dopo vengono inutile, incapace, buono a nulla. Quante volte me li sono sentito ripetere, da tante voci diverse. Parole che si insinuano furtive sotto pelle, penetrando fin nel profondo, e restano l per sempre.
Un complimento passa e se ne va; un commento cattivo non ti abbandona mai.
L'abbandono  stata la costante della mia vita. E mia madre, abbandonandomi, allo stesso tempo mi ha distrutto e mi ha salvato.
Mi sfrego gli occhi e respiro a fondo. In questi giorni  inevitabile pensare a lei, alla persona che avrebbe dovuto proteggermi qualunque cosa fosse successa, anche se non ne ho voglia. Non ho voglia di ricordare la donna che dovrei chiamare mamma.
Mi alzo in piedi di scatto, spalanco la porta e me la chiudo alle spalle facendola sbattere. Corro di sotto; la musica della festa di compleanno di Mark rimbomba lungo le scale. Vado in cucina e prendo una birra dal frigo; la stappo e mi godo la sensazione fresca gi per la gola. Devo trovare una ragazza per dimenticare. Non mi importa chi, basta che non mi faccia pensare allo schifo che ho dentro.
Sarebbe molto pi facile se adesso non confrontassi tutte quante con Megan Harper. Se non paragonassi le loro labbra con le sue, morbide e rosa, o i loro occhi con i suoi, cos blu. Sarebbe molto pi facile se lo scorso weekend non fosse successo niente.
Incrocio lo sguardo di una tipa dalla parte opposta della cucina. Mi valuta rapidamente, sposta i capelli neri su una spalla e sorride. Mi appoggio al bancone e la squadro dalla testa ai piedi. Mi si avvicina rivolgendomi un sorriso abbagliante.
Posso esserti utile? chiedo con una smorfia, rigirandomi la bottiglia tra le dita.
Lei fa un passo avanti e mi cade lo sguardo sulla scollatura, da cui fa capolino del pizzo nero. Stanno per esploderle le tette.
Non lo so risponde in tono sensuale. Di sicuro io posso essere utile a te. Mi accarezza un braccio con un dito e si avvicina ancora di pi. Wow. Mi piacciono le ragazze che fanno la prima mossa, ma questa qui  decisamente intraprendente.
Indietreggio. E come?
Non ti piacerebbe scoprirlo?
Forse  convinta di essere provocante, ma stasera non sono in vena.
Intravedo una massa di capelli biondi alle sue spalle. Megan beve uno shot tutto d'un fiato e sbatte il bicchierino sul bancone, poi si gira e incenerisce con un'occhiata la ragazza con cui sto parlando. C' un tizio accanto a lei; le dice qualcosa e Megan ride. Basta questo a farmi innervosire. Lei gli si avvicina, raccoglie i capelli da un lato.  seduta su uno sgabello con le gambe accavallate e la gonna nera aderente le  salita sulle cosce. Le cosce che vorrei sentire strette a me.
Bevo un sorso di birra continuando a ignorare la ragazza che ho di fronte. Megan si mette una cannuccia tra le labbra. Le labbra che vorrei si posassero sulle mie. Attorciglia i capelli, poi li lascia cadere di nuovo spettinandoli un po' con la mano. La mano che vorrei intrecciata alla mia, nel mio letto, mentre sono io a spettinarle i capelli.
Vaffanculo.
Megan si volta verso di me: ha uno sguardo gelido. Sorride, ma non  un sorriso sincero. Si gira e dice qualcosa al tizio, poi scompare tra la folla.
Mi rivolgo alla ragazza dai capelli neri, ma  come se non la vedessi. Senti, tesoro, non sei proprio il mio tipo. Prova con quello l al bar. Dalla faccia che ha, potresti davvero essergli utile. Indico il tizio con cui parlava Megan e levo le tende, lasciando la mora a guardarmi seccata.
L'inverno si avvicina e l'aria si sta facendo pi fresca. Attraverso il campus in direzione del dormitorio femminile. Conosco il numero della sua stanza, visto che la divide con Lila. Sono sicuro che la trover l.
Non mi fermo a riflettere su quello che sto facendo. Non penso alle conseguenze, a chi potrei ferire, nemmeno a come mi sentir dopo. Penso solo a Megan. Lei riuscir a farmi dimenticare.
Se non posso dimenticare lei, con lei stanotte posso dimenticare il mio passato.
Al casino che di certo scoppier ci penser domani, insieme agli effetti che avr su di me l'ennesima decisione sbagliata.
Faccio l'occhiolino a due ragazze che mi lasciano entrare nel dormitorio, poi salgo le scale di corsa. Busso alla sua porta e mi appoggio allo stipite.
Non c' nessuno! grida Megan.
Provo di nuovo. Apri questa cazzo di porta o giuro che la sfondo.
La serratura scatta, poi un cigolio. Megan fa capolino dallo spiraglio. Che cavolo ci fai qui?
La spingo dentro e mi volto per chiudere a chiave. La camera  in perfetto ordine, in netto contrasto con il caos che c' nella mia. Si vede che  la sua stanza: la scrivania  piena di libri, dell'universit ma anche romanzi, e nonostante cerchi di nasconderli, sotto il letto si intravedono dei peluche.
Pronto, Aston? Ci sei? Che cavolo ci fai qui? ripete.
La guardo e mi passo una mano tra i capelli. Sinceramente? Non ne ho idea.
Quella ragazza non era il tuo tipo? Non scopriva abbastanza le tette per i tuoi gusti?
La gelosia non ti si addice, Megs.
Mi giro; sono di fronte a lei e lei d le spalle alla porta. Alza la testa e mi rivolge uno sguardo di sfida; la maglietta le scende appena sulla spalla.
Non ero io quella che aveva una gran voglia di staccare la testa a qualcuno stasera.
Appoggio i palmi sulla porta bloccando Megan tra le mie braccia e la fisso.
E non ero io a voler strappare le extension di qualcun altro replico sottovoce. Allora, Megan, chi dei due  geloso?
Tu sussurra. Io non ho nessun motivo per esserlo.
Esatto. Abbasso una mano e le stringo la vita. Lei serra il pugno, ma non distoglie lo sguardo dal mio. Non hai nessun motivo per essere gelosa, perch sono qui e non alla festa.
E di preciso perch sei venuto?
Resto immobile, quasi non respiro. Le parole mi bruciano la gola nel loro disperato bisogno di uscire.
Perch ti desidero. Voglio sentirti di nuovo. Un bacio, un piccolo, misero bacio non  abbastanza. Non mi basta, Megan, e non mi baster mai. Non con te.
Schiude appena le labbra e sento che inizia a rilassarsi. Non... Si interrompe e mi mette una mano sul petto. Non dovresti essere qui.
Non dovrei, ma ci sono.
 sbagliato.
S. Ma sono qui, Megan. Pensa quel cazzo che ti pare, ma non me ne andr finch non riuscir a baciarti di nuovo fino a lasciarti senza fiato.
Non sono stupida. Nella tua testa c' molto pi di un bacio.
Non ho mai detto il contrario.
Lei resta in silenzio per un istante, chiude gli occhi e li riapre. Vattene! Non posso...
Non puoi cosa?
Non posso stare qui con te che mi guardi cos e non fare niente di cui poi mi pentir.
Le accarezzo una guancia con il pollice. Una cosa di cui ti sei pentita l'hai gi fatta, vero? Lo so che rimpiangi di essere scappata la settimana scorsa.
Non  vero.
Allora perch non mi hai gi sbattuto fuori? Anzi, perch mi hai fatto entrare? Sai perch sono venuto, e lo sapevi anche prima di aprirmi la porta.
Mi guarda con i suoi occhioni blu e, non so come faccia, ma mi mette all'angolo. Le ho permesso di avvicinarsi e ora mi ha in pugno.
Perch sei qui? insiste.
Lo sai.
Dimmi perch sei qui, Aston. Non giocare con me. Non usare i tuoi soliti trucchetti, convinto che cadr ai tuoi piedi. Se sei venuto per un motivo, dimmelo subito. Sono stata chiara?
Come vuoi. Se non  abbastanza ovvio... mormoro. Ora il mio viso  cos vicino al suo che il nostro respiro si confonde. Sono qui perch voglio finire quello che abbiamo iniziato. Voglio baciarti fino allo sfinimento, portarti a letto e baciare anche il tuo corpo fino allo sfinimento. E poi, Megan, voglio entrare dentro di te finch non capirai pi dove finisci tu e dove comincio io. Spalanca gli occhi accesi di rabbia e si passa la lingua sulle labbra. Dio come mi fa eccitare... Sono stato chiaro?
Il bacio di Megan  intenso, pieno di passione. Affonda le dita nelle mie spalle e i nostri corpi si trovano, si adattano l'uno all'altro. La spingo contro la porta: il bisogno che ho di lei  ormai incontenibile.  come se stessi morendo di fame e solo lei potesse salvarmi. La sfioro, la stringo, la accarezzo, la stuzzico, la solletico. Assaporo ogni centimetro della sua bocca, disperatamente, profondamente. Mordicchio con delicatezza le sue labbra turgide, lasciandola senza fiato.
Megan apre gli occhi: ora ardono di desiderio. Tengo lo sguardo fisso nel suo e continuo a stringerla con decisione. Faccio scivolare le dita sotto la sua maglietta e resisto alla tentazione di strappargliela per arrivare alla sua pelle meravigliosa. Ha il respiro affannato, siamo talmente vicini che riesco a sentirne il sapore.
Megan... sussurro, con il cuore che batte fortissimo. Lo so che  sbagliato, lo so che da questo non verr niente di buono. Tre giorni fa mi disprezzava e adesso ci stiamo baciando contro la porta della sua stanza. Io rappresento tutto ci che lei detesta, ma non me ne frega un cazzo. Ho bisogno di lei. Ho talmente tanto bisogno di lei che mi fa paura.
Sento le sue mani sul collo, poi sulla nuca e tra i miei capelli.
 sbagliato mormora. Ma non riesco a fermarmi. Stavolta no.
A queste parole mi manca il fiato, cerco di nuovo la sua bocca con urgenza. Con la lingua traccia il contorno delle mie labbra, le accarezza; le metto le mani sulla schiena e la faccio scostare appena dalla porta. Con questo bacio mi chiede, pretende, mi dice ci che vuole da me.
E io non posso negarglielo. Non c' niente che potrei negarle.

Megan si alza dal letto barcollando. Non vorrei sciogliermi da questo abbraccio. Sorride, raccoglie i vestiti e va in bagno.
Mi sollevo sui gomiti e abbandono la testa per un istante cercando di affrontare la situazione. Sono fottuto.
Tolgo il preservativo e lo butto nel cestino, poi mi pulisco con un fazzoletto e mi vesto. Mi sto infilando la camicia quando Megan mi dice: Dovremo fingere, vero? Dovremo fingere che non  successo niente. Sar ancora peggio della settimana scorsa. Abbassa gli occhi.
S, era questa la mia idea.
Anche la mia risponde con un sospiro.
Ma non vuol dire che dobbiamo fingere di non esistere. La prendo per i fianchi prima che possa allontanarsi.
Cosa c'? mi chiede.
Non ho nessuna voglia di farmi prendere a calci in culo da Braden, ma l'idea di uscire da questa stanza senza avere la certezza che ti ritrover mi fa impazzire. Non me ne andr, finch non mi prometterai che ci sarai per sempre, Megan.
Ci sar per cosa? Perch, se  solo per il sesso, posso farlo con chi mi pare. Non ci sei soltanto tu sbotta, dandomi una spinta. Non ti prometto proprio niente.
La prendo per un braccio e la stringo di nuovo a me. Accosto la bocca al suo orecchio e avverto un leggero fremito.
Ti ho detto che ti desidero, non  soltanto sesso. Non trarre conclusioni affrettate, Megan. Lo sai che poi ci si sbaglia.
Non traggo conclusioni affrettate, tu sei sempre stato uno stronzo.
Fattene una ragione, piccola, tu mi vuoi quanto ti voglio io. Forse ho pi bisogno io di te che tu di me, non lo so, non l'ho ancora capito... Per, credimi, Megan Harper, se non mi prometti di essere mia prima che esca da questa stanza, non ti dar tregua. Ti dar la caccia e, se necessario, ti legher nuda al letto finch non cederai.
Lei trattiene il fiato, ha un brivido. Mi abbraccia e sento il suo corpo distendersi.
Sar sempre qui sussurra. Non sarei mai riuscita a dirti di no.
Le prendo il viso e la bacio. Potrei pentirmene; anzi, me ne pentir. Perch lei mi fa provare di nuovo qualcosa. Mi fa sentire di nuovo un essere umano, anzich un guscio vuoto senz'anima. Mi fa sentire vivo, anche se solo nei pochi istanti che passiamo insieme.
Meglio sussurro, perch stavo prendendo seriamente in considerazione l'idea di legarti al letto.
Magari la prossima volta risponde con un sorriso.

9. Megan.

Sento ancora il suo profumo nel letto,  speziato, insolito, ma perfettamente adatto a lui. Invece di alzarmi, mi accoccolo ancora di pi sotto le lenzuola. Mi sto comportando da ragazzina: come Giulietta, mi aggrappo disperatamente al mio amore segreto. Roba da tredicenni, forse, ma mi accontento, perch non ho altro.
Mi passa per la mente l'idea di raccontare tutto a Braden. Perch no? Sarebbe la cosa pi onesta da fare, la pi giusta. Dovrei dirgli tutto e basta. Probabilmente non mi rivolgerebbe la parola per qualche giorno e... be', di sicuro picchier Aston, ma sar comunque pi facile che fingere, no?
Ma no, per niente. Perch significherebbe ammettere che lo scorso weekend abbiamo mentito entrambi. Cio, pi che mentire, abbiamo omesso. Dirglielo porterebbe un dolore inutile a tutti quanti. Braden ne uscirebbe devastato, e io e Aston ci allontaneremmo prima ancora di metterci insieme.
O stiamo gi insieme? Non lo so. Un motivo in pi per non parlare con Braden finch non ne sar totalmente certa. Non ha senso farlo arrabbiare per qualcosa che forse non esiste.
Bene, adesso mi sento meglio. Un po' meglio.
Le storie d'amore sono una faticaccia. Nei libri sembrano sempre molto pi semplici da capire.  tutto cos chiaro quando mi nascondo sotto le coperte, con una torcia in mano, impaziente di divorare un altro capitolo.

La mamma apre la porta della mia stanza. Spengo la torcia e resto immobile.
Allora? Jo l'ha capito finalmente?
Faccio qualche respiro profondo.
Megan Harper, piantala di far finta di dormire. Accende la luce e io mi siedo sul letto.
Perch ci mette cos tanto, mamma? chiedo, alzando il libro.
Jo  un maschiaccio. Vorrebbe partire per la guerra e combattere insieme a suo padre, non le interessa stare seduta composta e cercarsi un buon partito da sposare.
Lo so! sospiro. Ma Laurie  innamoratissimo, e lei neanche se ne accorge. E poi, non se l' andato a cercare: l'ha conosciuto per caso.
La mamma ride piano e mi guarda con i suoi occhi blu, piena di tenerezza e comprensione per la mia frustrazione.
Oh, Meg, l'amore pi bello  proprio quello che capita per caso.

Sorrido al ricordo e assaporo un'ultima volta il profumo di Aston, poi salto gi dal letto. Ho preso una decisione egoista, ma scaccio il senso di colpa ed entro nella doccia. L'acqua bollente mi scorre sul corpo e scioglie la rigidit delle spalle. Ma non la tensione. Perch  dentro di me, dove l'acqua non pu arrivare.
Mi vesto velocemente e raccolgo i capelli umidi con delle forcine. Il dormitorio  ancora silenzioso. Sono sicura che alla confraternita l'unica persona sveglia  Lila; ormai passa pi tempo l che nella nostra stanza.
Attraverso il campus e mi stringo nel giubbotto. Fa sempre pi freddo: tutt'altra cosa rispetto alla California del Sud, poco ma sicuro.
Giro la maniglia e apro la porta d'ingresso, ma contemporaneamente qualcuno la tira da dentro. Trasalisco e mi sfugge un grido. Sento due mani sulle braccia. Le riconosco. Alzo lo sguardo e incrocio due occhi grigio-azzurri.
Attenta sussurra Aston con un sorriso.
Cosa ci fai in piedi a quest'ora? Non l'ho mai visto gi dal letto prima delle undici, a meno che non abbia lezione.
Vado a correre. Posso? Mi guarda continuando a sorridere e ad accarezzarmi le braccia. Mi viene immediatamente la pelle d'oca e trattengo il fiato. Poi si allontana sfiorandomi un'ultima volta le dita.
Certo rispondo a fatica. C' qualcun altro sveglio? Aston annuisce.  che sono sorpresa di vederti. Di solito a quest'ora non ti stai riprendendo da una notte passata con chiss chi?
Mi accorgo che ha un sussulto, e mi dispiace per quello che ho detto.
Oh, la notte scorsa  stata molto diversa dalle altre ribatte con il suo solito tono presuntuoso. Anzi, credo che non la dimenticher facilmente.
Ti lascio ai tuoi ricordi, allora. Faccio un passo indietro, soffocando il bisogno di toccarlo come ieri sera.
Lui si avvicina e mi sfiora l'orecchio con le labbra. Brava.
Se ne va correndo e lo seguo con lo sguardo: la maglietta aderente sul torace, le gambe che battono con forza il marciapiede.
Se si azzarda a ripetere una cosa simile davanti a Braden, si beccher un bel calcio nel sedere.
Mi giro di scatto: Maddie.  appoggiata al corrimano della scala.
Anzi, sono sorpresa che non gliel'abbia dato tu.
A che scopo? Scrollo le spalle ed entro. Non servirebbe a sgonfiare il suo ego spropositato. Non gli farei neanche un graffio.
Non mi sembra che questo ti abbia mai fermato prima.
Sto imparando a scegliere le battaglie da combattere.
E rimettere al suo posto uno stronzo egoista e arrogante non  una delle tue battaglie?
No, non pi. Mi siedo su uno sgabello in cucina e mi guardo intorno. Wow, questo posto  devastato.
Lascia stare... risponde Maddie, accendendo la macchina del caff. Fammi indovinare: la tua ultima battaglia contro l'egoismo l'hai combattuta con Braden. Sbaglio?
Non l'ho combattuta, l'ho passata a te ribatto con un sorriso.
Sempre a parlare di me, ragazze? L'argomento della nostra conversazione entra in cucina con indosso soltanto un paio di pantaloni di felpa. Mi passa accanto e mi lancia la maglietta. Pensavo di trovarvi impegnate in qualcosa di pi costruttivo. Come al solito.
Bleah! Copriti! Gli restituisco la T-shirt al volo. Non mi va di vederti mezzo nudo a quest'ora. Anzi, non voglio vederti mai.
Braden sorride e si riveste. Sei gelosa perch non hai un corpo come il mio. Abbraccia Maddie e mi fa la linguaccia, che gli restituisco subito.
Sto bene come sto. Grazie, ma puoi tenerti i tuoi muscoli. E per tenerti intendo tenere coperti, Bray.
Maddie sbuffa e si scioglie dalla sua stretta. Non vi sopporto pi. Quando litigate, sembrate fratello e sorella.
 perch anche se abbiamo un DNA diverso, siamo davvero fratelli interviene Braden.
E per fortuna che ce l'abbiamo diverso, il DNA! ribatto, prendendo la tazza che mi offre Maddie.
Infatti. Non so come cazzo avrei fatto se fossi stato uguale a te.
Occhio, Carter. Ricordati che io conosco tutti i tuoi segreti pi sordidi.
E io i tuoi.
No, non tutti.
Io non ho nessun segreto. Grazie a te.
Certo, grazie a me. Tu sei convinta che non sappia di Sam Carlton, all'ultimo anno delle superiori, e invece lo so.
Ecco perch aveva quell'occhio nero...
Esatto.
Stai scherzando, Braden? interviene Maddie. Hai dato un pugno in faccia a uno solo perch Megan ci aveva fatto sesso?
No, gli ho dato un pugno in faccia perch lui aveva fatto sesso con Megan. C' una bella differenza.
Maddie lo guarda a bocca aperta. Tu vieni direttamente dall'et della pietra. Cos', gli hai agitato davanti la clava? Oppure sei salito in groppa a una tigre dai denti a sciabola e gli hai ringhiato contro?
Mi sfugge una risata e devo coprirmi la bocca per non sputare il caff ovunque.
Dipende da cosa intendi per clava...
Ehi! Non essere volgare, Braden Carter. Non mi stupisce che Megan sia sempre cos tesa. Se terrorizzi tutti quelli che si avvicinano a lei, non trover mai un ragazzo!
Non sono tesa! strillo. E il ragazzo l'ho trovato. Come la mettiamo adesso?
Io non spavento nessuno! protesta Braden. Gli faccio solo passare certe voglie... conclude borbottando.
Che palle, Bray! esclamo.
 solo un avvertimento.
Solo un avvertimento? sbotta Maddie. Per forza  l'unica di noi a non avere una storia!
Ehi! Nemmeno Kay ce l'ha sottolineo.
Lei ha una storia con il sesso risponde lei.  uguale.
Non dico niente a nessuno da quando... Braden si interrompe.
... Da quando siamo andati dai tuoi e hai minacciato tutti i ragazzi della confraternita che se l'avessero anche solo sfiorata, li avresti castrati con le tue mani conclude Maddie.
Esatto, da quella volta. Braden appoggia la tazza e si mordicchia l'unghia del pollice.  il pensiero che conta, giusto?
Lo fulmino con un'occhiataccia e scendo dallo sgabello. Non ci credo che l'ha fatto davvero. Sapevo che era protettivo nei miei confronti, ma cos ha superato il limite!
Una ragione in pi per mantenere segreto ci che  successo tra me e Aston. La nostra situazione sar anche incerta, ma pi ci penso pi sento che tra noi c' qualcosa di vero.
Lo capisci o no che so badare a me stessa? Non sono pi una bambina.
Lo so risponde lui addolcendo il tono. Ma non voglio che qualcuno ti faccia del male. Sei la mia migliore amica e vorrei che ti innamorassi del ragazzo perfetto.
E se trovassi qualcuno pieno di imperfezioni?
 proprio quello che voglio impedire risponde Braden. Qui dentro nessuno  abbastanza per te.
Anche tu dicevi di non essere abbastanza per me interviene Maddie.
Infatti, angelo, e probabilmente non lo sono. La differenza  che io ti amavo ogni giorno di pi, e gli scemi che ci sono qui sono un'altra cosa. Voglio che Megan trovi qualcuno che la ami quanto io amo te. Qualcuno che le voglia bene quanto gliene voglio io. E se dovr picchiare tutti i ragazzi che si presentano finch non arriva quello giusto, allora lo far. Vi protegger sempre.
Appunto. Non mi fa piacere e mi si spezza il cuore, ma Braden non dovr mai sapere niente.

No, mamma, non sono rimasta indietro con lo studio.
A me sembra che facciate parecchie feste in quel college.
Mamma... ho dei buoni voti.
Lei sospira e dal telefono arriva un crepitio. Ti credo, Megan,  solo che mi dispiacerebbe molto se la mia bambina si facesse mettere incinta da un ragazzino.
Guardi troppa TV.
Danno in continuazione quel programma... 16 anni e incinta. Sono preoccupata.
Non rester incinta, mamma.
Be', almeno usi le precauzioni?
Non ho mai detto che faccio sesso.
Pap ne sar felicissimo esclama lei, d'improvviso pi allegra. A proposito di tuo padre, stiamo uscendo a cena, quindi devo salutarti.
Okay. Divertitevi. Dai un bacio a pap per me.
Certo, Megs. Comportati bene.
Come sempre ribatto, secca. Ciao, mamma.
Riattacco e butto il cellulare sul letto scuotendo la testa. Insomma, dai...  in queste occasioni che mi ricordo perch ho scelto di studiare a Berkeley: abbastanza vicino ai miei perch possano venirmi a trovare, abbastanza lontano da loro per avere un po' di libert. E per non dover continuare a essere la ragazza perfetta che mi sono sempre imposta di essere. Obiettivo in cui ho fallito miseramente.
Infilo una canottiera e un paio di pantaloncini del pigiama e mi stendo sul letto a studiare. La mamma sar anche convinta che tutti i fine settimana ci sia una festa - e forse  vero -, ma non significa che tutti i weekend io vada a tutte le feste. Solo a una per volta.
Sospiro e mi siedo a gambe incrociate, pronta ad affrontare la tesina di letteratura inglese. Non ho nemmeno cominciato che sento bussare alla finestra. Alla finestra?
Scosto la tenda e... mi ritrovo davanti Aston.
Sorride.
Ma che... Apro il vetro. Cosa...?
Fammi entrare prima che cada da questo albero del cazzo brontola.
Spalanco la finestra e mi allontano. Lui si guarda intorno, appoggia un piede sul davanzale, si d una spinta e si butta dentro. Cade di faccia sul letto, e io mi affretto a chiudere tutto e a tirare di nuovo le tende.
Uhm...
Cosa? Si toglie le scarpe e si siede di fronte a me.
Indico la finestra, poi di nuovo lui e lo guardo confusa. Ti sei davvero arrampicato su un albero per venire in camera mia?
S.
Perch?
Aston si avvicina. Il suo naso quasi sfiora il mio. Perch avevo voglia di vederti.
Mmm...
E siccome dobbiamo nasconderci, ho pensato di usare qualche mossa segreta. Ho sempre sognato di essere una Tartaruga Ninja.
Chi eri?
Chi ero?
Quale tartaruga volevi essere da bambino? Se non sceglievi quella giusta, eri uno sfigato.
Si scosta appena e piega la testa di lato. Ah, s?
Eccome. Allora, chi volevi essere?
Riflette un istante, poi risponde: Donatello.
Allora eri figo. Gli accarezzo una guancia e la fronte corrucciata. Perch sei cos serio?
Stavo pensando. Scuote appena la testa e mi prende la mano, intrecciando le dita alle mie. Ha il palmo ruvido e molto pi grande del mio, quasi lo nasconde completamente.
Restiamo in silenzio per un po'. I suoi occhi, di solito luminosi, si sono fatti pi scuri. Ha le labbra corrugate e mi stringe la mano pi forte.
Aston? chiedo dolcemente. Non so se posso abbracciarlo. Vorrei, ma sembra completamente assente, perso, come se non fosse pi con me. Vorrei afferrarlo e riportarlo qui.
Allenta la stretta e mi guarda negli occhi. Scusa... Mi era venuta in mente una cosa, ma non ha importanza.
Tutto bene? Mi avvicino un po' di pi, e decido di posargli una mano sul collo.
S.
Gli prendo il viso e gli sfioro le labbra. Mi accarezza la schiena e mi stringe a s, e il mio corpo si accende all'istante. Mi fa stendere lentamente sul letto e si mette sopra di me, baciandomi esattamente come quella notte. Con passione, con urgenza.
Poi all'improvviso si scosta e per un istante appoggia la fronte sulla mia spalla. Mi lascia andare e si alza in piedi, mettendosi a camminare per la stanza.
Cos' successo?
Mi siedo e lo guardo confusa. Fa qualche respiro profondo con le dita tra i capelli.
Non voglio mormora. Non voglio.
In testa mi si affollano cos tanti pensieri che non so se riuscir a mettere insieme una frase di senso compiuto. Aston ha le spalle curve, i muscoli tesi. Di che sta parlando?
Non vuoi cosa? chiedo sottovoce.
Non voglio... usarti. Non cos. Non pi. Lascia cadere le braccia e trattiene il fiato. Non te. Gli tremano le mani; forse ha capito che me ne sono accorta e stringe i pugni.
Mi avvicino in silenzio e mi fermo dietro di lui. Gli prendo una mano e lo stringo a me, appoggiando una guancia alla sua schiena. Sento il suo petto che si alza e si abbassa mentre respira. Piega indietro la testa ed  scosso da un brivido.
Non l'ho mai visto cos. In effetti, non l'avevo mai visto neanche arrampicarsi su un albero.  che questo Aston...  una specie di estraneo, come se venisse da un universo parallelo. Non so chi sia. Pensavo che non potesse avere un lato nascosto, ma evidentemente mi sbagliavo. Adesso credo - anzi, so - che c' una parte di lui che non ha mai mostrato a nessuno, che ha sepolto nel profondo di se stesso. E a giudicare da quanto  teso, da quanto batte forte il suo cuore, la sola idea di mostrarla lo terrorizza. Ma io voglio vederla, voglio conoscerla. E voglio guarirla, perch qualcosa mi dice che  ferita.

10. Aston.

Non vali niente. Come quella puttana di tua madre.
Il suo corpo contro il mio. Mano nella mano, pelle contro pelle.
Non ti vorr mai nessuno. Nessuno.
Le sue dita morbide sulle mie.
Sei una nullit.
I suoi capelli hanno un delicato profumo di vaniglia.
Non ti vorr mai nessuno. Megan. Sei uguale a lei. Non sono l. Stupido. Sono qui. Con Megan.
Il calore del suo corpo mi riporta al presente, in questa stanza, anche se la mia volont vorrebbe cedere e tornare al passato. Tornare a quel periodo della mia vita di cui non voglio che nessuno sappia niente, tanto meno Megan.
Dovrei andarmene subito, lo so. Dovrei aprire la finestra, tornare su quel maledetto albero e scendere. Invece mi volto e l'abbraccio. Premo le dita sulla sua schiena, e lei nasconde il viso nel mio collo, sfiorandolo con le labbra in un tocco leggero come una piuma. La stringo pi forte; i suoi capelli mi fanno solletico al naso.
Il sesso non pu ferire... Non combinerai mai niente nella vita. Per me il sesso  un ripiego e un modo per reagire. Proprio come tua madre. L'unico modo per tenere a bada i miei demoni, perch non si impossessino della mia mente con i loro artigli.
Questo weekend sono tredici anni che  morta, e quei demoni sono pi forti che mai. Sono sopraffatto dal ricordo di quei giorni e non posso farci niente.
Posso soltanto abbracciare Megan.
Non saprei definire i miei sentimenti, ma so che ho bisogno di lei. E so che, per quanto mi sia sforzato di dimenticare, lei mi obbliga a ricordare. Per questo dovrei allontanarla. Per questo dovrei scappare via urlando.
Ma con la dolcezza delle sue carezze riesce a scacciare il dolore. Megan  pi forte dei ricordi. Ecco perch non voglio approfittarmi di lei, come ho sempre fatto con tutte le altre.
Respiro a fondo e la guardo, strofinandole il naso sulla testa.
Lila resta da Ryan stanotte?
Annuisce. Come tutti i weekend. Fa scivolare le mani sotto la mia camicia e mi massaggia la schiena, cercando di convincere i miei muscoli a rilassarsi.
Vorrei restare sussurro. Posso?
Lei si scosta e appoggia una mano sul mio petto. Apro gli occhi e trovo i suoi, grandi e blu, e mi abbandono alla sensazione di sicurezza che mi danno.
Certo risponde piano. Tutto quello che vuoi.
Voglio solo stare con te dico, con la voce che trema.
Megan si alza sulle punte e mi bacia teneramente. Per tutta la notte?
Non mi sfugge la sua diffidenza, l'incertezza con cui ha pronunciato quelle quattro semplici parole. Le prendo il viso tra le mani e premo la fronte contro la sua.
Per tutta la notte.
Solo Megan.
Torniamo a letto, sotto le coperte. Il suo corpo aderisce perfettamente al mio; le mie braccia la stringono come se non avessero altro scopo; il mio cuore batte solo per lei.
I miei soliti meccanismi di difesa cercano di prendere il sopravvento, ed  difficile non cedere. Vorrei che si concedesse completamente a me. Vorrei vedere il suo corpo fremere, vorrei sentirla contorcersi dal piacere. Vorrei vedere i suoi occhi brillare, vorrei sentirla gridare e affondare le unghie nella mia schiena.
Ma lei  Megan, lei  molto di pi delle altre. E anche se ancora non la merito, non posso rinunciarci.
Nascondo il viso nei suoi capelli e le ciocche morbide mi fanno il solletico. Lei intreccia le gambe alle mie, i nostri corpi si attorcigliano l'uno all'altro. Piega indietro la testa e mi bacia sul collo.
In questo istante  mia. Forse domani, la settimana prossima, il mese prossimo non lo sar pi, ma adesso  mia.
E cos mi concedo di abbracciarla, chiedendomi se si accorger mai della pace che riesce a darmi.

Megan mi studia con attenzione. Vorrei chiederti una cosa.
Le tue domande non promettono mai niente di buono ribatto con un sorriso.
Non  niente di terribile!
Ah, s? Come quella volta a lezione, quando hai giurato che non ci avresti messo molto e poi hai parlato per quasi tutto il tempo?
Ehi! Alla fine non avete fatto niente!
Per ci  toccata una tesina del cazzo da fare a casa.
Uhm, s. Comunque... Mi sorride arricciando il naso: quant' carina.
Vai, spara. Speriamo solo che non tiri fuori...
Ieri, quando ti ho chiesto quale tartaruga volevi essere...
Cazzo.
All'improvviso sembravi altrove. Come se non capissi di cosa stavo parlando.
Nella mia mente si affollano mille giustificazioni possibili. Ho studiato a casa, con mio nonno rispondo esitando. Non so bene come funzionasse a scuola.
Tuo nonno? E perch non con i tuoi genitori?
Proprio oggi me lo chiede, l'unico giorno in cui non riesco a parlarne.
Non... Mi alzo in piedi. Non posso, Megs. Qualsiasi altro giorno, ma non oggi.

Deve essere qui da qualche parte.
Mi raggomitolo in un angolo della mia stanza stringendo la coperta. La mamma non  ancora tornata. Mentre la stavo aspettando,  arrivata una signora buffa.  venuta per me?
Ma io non voglio lasciare da sola la mamma. Quegli uomini grandi l'avevano detto che sarebbe successo, che un giorno mi avrebbero portato via.
Mi copro il viso con le mani perch non mi sentano respirare e mi nascondo sotto il letto, al buio. Tremo, ma mi sforzo di non piangere. Non voglio lasciare da sola la mamma. Non voglio che mi portino via.
La porta della mia camera si apre, e tremo pi forte. Fa' che non mi trovino, ti prego. Si accende la luce e sento dei passi sul pavimento di legno. Vedo delle ombre avvicinarsi.
Hai guardato sotto il letto? chiede una donna.
No. Lo faccio subito.
Nonononono! Non voglio che mi trovino, per favore, no.
Appare un viso gentile che si apre in un sorriso dolce e convincente. La donna mi porge una mano.
Vieni, piccolo. Esci da l.
Faccio di no con la testa e indietreggio ancora. Voglio la mamma sussurro.
La mamma non c', tesoro, per posso aiutarti io. Stai tremando. Hai freddo?
Annuisco.
Ho una bella coperta calda per te. E anche dei biscotti. Ti piacciono?
Biscotti? chiedo, perplesso.
S, sono molto buoni. Hanno anche le gocce di cioccolato. Non ne vuoi uno?
Ho molta fame e mi avvicino. Un biscotto?
S. Vieni fuori, cos ti scaldi e mangi. Ti va, Aston?
Come fai a sapere come mi chiamo? Spalanco gli occhi e scivolo di nuovo indietro.
Perch sono qui per aiutarti. Prometto che non ti far del male. Ti va di essere mio amico, eh, piccolo? mi domanda dolcemente.
Non  un uomo, non  orribile. Non ha la pelle disegnata e non puzza.
Esco da sotto il letto. Arriva un'altra donna, e mi ritraggo spaventato.
Va tutto bene, tesoro. Voglio solo darti questa coperta. Mi rivolge un sorriso incoraggiante e la prendo. Non voglio che mi tocchi.
L'altra signora si china e mi guarda negli occhi; stringo forte il mio coniglietto Bunny.
Allora, ti va un biscotto?
Annuisco e salgo sul letto. Lei tira fuori dalla borsa un pacchettino avvolto in una carta rosso brillante. Lo apre e mi porge una cosa tonda marrone chiaro con sopra dei puntini pi scuri. La prendo esitante. Ho ancora paura, ma nessuno  mai stato cos gentile con me.
Coraggio. Un morsetto, dai.
Avvicino quella cosa alle labbra, addento un puntino scuro e subito sento un sapore dolce esplodermi sulla lingua. Trattengo il fiato per la sorpresa e do un altro morso, riempiendomi la bocca di briciole. Lo stomaco borbotta.  la cosa pi buona che abbia mai mangiato.
Santo cielo, i vicini avevano ragione. A sei anni non aveva mai assaggiato un biscotto mormora l'altra. Dovevamo intervenire prima. Non avevi mai mangiato un biscotto, Aston?
No.  buonissimo.
Ne vuoi un altro?
Rispondo di s e guardo dritto negli occhi la donna che mi ha salvato.

Oggi no ripeto, respirando profondamente man mano che riemergo dal passato. Incredibile che dopo tutti questi anni il ricordo del primo biscotto della mia vita sia ancora cos vivido. Devo andare. Devo andare a trovare mio nonno.
Megan mi guarda preoccupata, triste. Le prendo il viso tra le mani e sospiro.
Tu non c'entri, Megs. Ci sono tante cose che non sai di me, e non voglio nemmeno che tu le sappia. Non  una bella storia, okay? Comunque, oggi non  il giorno adatto per parlarne. Non so neanche se quel giorno arriver mai.
Ma io voglio sapere sussurra.
E io non voglio che tu sappia. La bacio e vado ad aprire la finestra; controllo che non ci sia nessuno e salto sul ramo dell'albero.
Quando ti sentirai pronto, io sar qui ad aspettarti.
Mi volto, incrocio il suo sguardo per un istante e scendo gi. Non pensavo di vederti brontola il nonno.
 domenica rispondo, sedendomi al solito posto di fronte a lui, in salotto.
Ma non una domenica qualsiasi. Rigira il sigaro tra le dita grinzose e osserva le volute di fumo che si alzano in aria.
Non  un motivo per non venirti a trovare.
Credevo che volessi dimenticarti di questo giorno.
S, per sono venuto lo stesso. Hai bisogno di me.
Per guardarti in faccia e vedere che tu e lei siete due gocce d'acqua? Il nonno d un tiro al sigaro e la brace si accende, diventa rosso vivo.  vero, sai? Vi somigliate molto. Il suo sguardo  pieno di dolore.
S, lo so.
E sei sveglio, proprio come lei. L'ho notato subito, appena ho cominciato a farti lezione. Avevi anche una gran memoria per i numeri, sembravi Einstein.
Non sopporto di ricordartela cos tanto.
Perch non vuoi pensare a lei? I nostri ricordi sono diversi, ragazzo. Se mi permettessi di condividerli con te, scopriresti un lato di tua madre che non conosci. Capiresti che non era cattiva come credi. Aveva solo preso il treno sbagliato. Un treno da cui non riusciva pi a scendere.
E su cui ci siamo schiantati entrambi.
Oggi  un giorno dedicato al ricordo, anche se non vuoi.
Davvero credi che non pensi mai a lei? Credi che non sia perseguitato tutti i giorni dalle immagini del passato? Io non vorrei, ma non ci posso fare niente.
Ricordare  un bene insiste lui, spegnendo il sigaro nel posacenere. Se si vuole capire dove si  arrivati,  importante ricordare da dove si  partiti.

11. Megan.

Dai,  domenica! mi implora Kay. Chi cazzo studia di domenica?
Io rispondo. La tesina  per domani, quindi devo farla adesso.
Non dovevi finirla ieri sera? Non sei uscita apposta...
S.
E allora perch non l'hai fatta?
Perch ero con il mio quasi-ragazzo. Sono andata a dormire presto.
Tu non vai mai a dormire presto.
Oddio, che palle, Kay! Perch mi fai questo interrogatorio? Sbatto la penna sul tavolo e la guardo. Vuoi anche che ti illustri le mie zone erogene?
Si mette a ridere. Senza offesa, tesoro, ma in quel senso non mi interessi. Preferirei sorvolare. Piuttosto, come mai sei andata a dormire presto?
Grrr... Non lo so, Kay. Perch la gente va a dormire? Forse perch  stanca!
Ti devono venire?
Tra un paio di settimane.
Allora sei incinta... Oh, ma...
Kay? Vaffanculo.
Ci vado, ci vado brontola, aprendo la porta. E tu prova a calmarti, hai gli ormoni in subbuglio!
Lancio la penna contro la porta chiusa. Fisso il vuoto per un istante, poi scuoto la testa. Dovrei provare a scrivere questa tesina. Provare, appunto.
 inutile, non ci riesco, perch la mia mente corre sempre ad Aston e al suo strano comportamento.
L'Aston che conosco - il ragazzo che mi ha conquistata -  sbruffone, egoista, testardo, sprezzante, inaffidabile e pensa solo a se stesso. Ma questa immagine non corrisponde a quello che avevo davanti stamattina. Nei suoi occhi ho visto la sua parte pi profonda e oscura, un lato di lui che mi porta a credere che il suo atteggiamento sia solo finzione, una farsa messa in piedi per ingannare gli altri. Un gioco di cui forse nemmeno lui conosce le regole, ma che vuole vincere a tutti i costi.
Mi alzo a raccogliere la penna e torno a sedermi sul letto. Non ho idea del perch ha detto di non volersi approfittare di me e non so perch ha fatto quello che ha fatto. Si  arrampicato sulla mia finestra!
Sarebbe troppo pensare che forse... lo faccio stare meglio? Qualunque cosa lo turbi, qualunque cosa renda i suoi occhi cos cupi, forse io la rendo pi sopportabile.
Ma cosa pu tormentarlo in quel modo? Vorrei tanto che me ne avesse parlato. E adesso vorrei sapere come sta. Se solo avessi il fegato di prendere il telefono e chiederglielo...

Quindi venerd sera hai scaricato Charlie, sabato sei andata a dormire presto, ieri sera hai cacciato via Kay e ancora non hai finito la tesina? chiede Lila perplessa.
Sintetizzando... s sospiro.
Come mai? chiede, masticando una liquirizia.
Non c' un motivo. Si vede che questo weekend non ero dell'umore adatto per scrivere una tesina di letteratura inglese.
E di che umore eri?
Assonnato, a quanto pare.
Che scusa hai per aver piantato quel ragazzo?
Non  il mio tipo.
Com' possibile?  carino, muscoloso e suo padre  abbastanza ricco.
Ci alziamo dal prato e andiamo verso l'edificio principale del campus. Prima di entrare, Lila butta nel cestino la carta della caramella e si mette la borsa sulla spalla.
Lo sai che non mi interessa, i soldi non fanno la felicit. E l'aspetto fisico a volte  una gran fregatura: anche un ragazzo bellissimo pu essere il pi stronzo del mondo. E poi... va be', lascia stare.
Vediamo se indovino... Non  scoccata la scintilla, la magia, la stessa passione sfrenata che c' tra Darcy ed Elizabeth?
Esatto rispondo con un sorriso. Charlie non  niente in confronto al meraviglioso Darcy.
Tu e i tuoi libri commenta Lila scuotendo il capo.
I miei libri non fanno niente di male. Mi danno ci che mi manca nella vita vera.
Tipo il ragazzo perfetto?
S! E di sicuro non era Charlie. Finch non trover il mio signor Darcy, non smetter di leggere.
Sai una cosa? Fai schifo a raccontare le bugie esclama all'improvviso.
Aspetta un attimo... Cosa ti salta in mente? Non ho detto nessuna bugia.
Allora insisti! Non so su cosa mi stai mentendo, ma non mi stai dicendo tutta la verit. Almeno su questo weekend. Si ferma sulla porta dell'aula, piega la testa e mi scruta attentamente. Sicura di non volermi raccontare proprio niente? Ha le labbra corrugate e uno sguardo curioso.
No, non c' niente che vorrei raccontarti.
 vero, non voglio raccontarle neanche una minima parte di quello che  successo.
Allora lo scoprir da sola. Sorride e scompare a lezione.
Cosa avevo detto? Lila  figlia di Sherlock Holmes e Cupido.
Qualcuno mi cinge le spalle con un braccio. Sorridi, Meggy trilla Braden, accompagnandomi alla nostra aula.
Dov' Maddie?
A letto.  malata.
Spero per lei che sia vero.
Che cazzo, sembri mia madre.
Ho imparato da lei. Gli sorrido dolcemente e vado verso le scale.
Sei diversa.
Ma cos'hanno tutti oggi?
Ah, s?
S.
E come sono? Lo guardo come se fosse impazzito.
Distratta? S, distratta risponde Braden mangiandosi un'unghia.
Lo sai che sono sempre un po' sulle nuvole. Magari oggi solo pi del solito. Scrollo le spalle e mi siedo accanto ad Aston.
Come mai ti siedi vicino a quello scemo? domanda Braden con un sorriso.
Perch preferisco stare accanto a uno scemo che sentire te che mi dici quanto ti sembro diversa oggi. Ho gi dovuto sopportare Lila.
Diversa? In che senso? interviene Aston. Finalmente hai trovato qualcuno con cui divertirti?
Perspicace, il ragazzo.
Noto con piacere che sei riuscito a tenere il pisello nelle mutande abbastanza a lungo da venire a lezione. Gli rivolgo un sorriso esageratamente grande solo a beneficio di Braden.
Be', sai... Si appoggia allo schienale della sedia e incrocia le mani dietro la testa. A volte  dura, ma ho pensato che fosse il caso di farsi vedere. Non vorrei che poi sentissi la mia mancanza.
Vederti  piacevole come pestare un Lego. Oh, no, aspetta,  peggio!
Ma vi sentite? interviene Bray.
Ho le orecchie, Braden. Sembrer strano, ma ci sento benissimo ribatto.
Sembrate una vecchia coppia sposata.
Ti ho detto che ci sento.
Lo so, ma io ho deciso di ignorarti.
Perch non sono sorpresa?
E voi sembrate due bambini dell'asilo commenta Aston.
E secondo me voi due volete un calcio nelle palle. A volte mi chiedo se Kay non abbia capito tutto nella vita: i maschi sono fastidiosi.
Per forza! Dobbiamo sopportare i vostri fastidiosissimi piagnistei replica Braden.
Accartoccio un foglio di carta e glielo lancio in testa mentre se ne va.
La pallina gli rimbalza addosso, lui la raccoglie e me la ributta.
Non ha tutti i torti borbotta Aston.
Guarda che te lo do davvero un calcio nelle palle.
Sei troppo carina quando ti arrabbi.
Non sono arrabbiata. Ma potrebbe capitare, e quando succeder ti spaccher il culo.
Aston abbozza un sorriso - quel suo sorriso sexy - e socchiude gli occhi.  la stessa espressione che aveva l'altra sera, a letto. Il mio cuore comincia a battere forte.
 una proposta? dice sottovoce.
Braden ci sta guardando, allora ribatto: Anche se fosse, non credo che avresti il coraggio di accettare.
Mettimi alla prova.
Abbiamo ricominciato la solita commedia. Recitiamo per nascondere il nostro segreto, un segreto che ci lega. Per nasconderci dietro una bugia che siamo costretti a portare avanti e che mi fa soffrire.
Sposto i capelli sulla spalla e mi appoggio al banco. E se il prezzo da pagare fosse di non poter pi andare con nessun'altra?
Aston si mordicchia un labbro, e i suoi occhi si fanno pi scuri. Quando fa cos, mi sento nuda, come se avesse il potere di strapparmi i vestiti con un solo sguardo.
Non sarebbe un gran prezzo da pagare mormora, tamburellando le dita sul banco. Anzi aggiunge, abbassando la voce mentre comincia la lezione, credo di averlo gi pagato.
Trattengo il fiato e per poco non mi strozzo. Solo a me pu andare di traverso l'aria. Aston mi fissa in attesa di una risposta, e non posso fare che una cosa: girarmi e guardare dritto davanti a me. Non vorrei, ma... quello che ha detto lascia spazio a un forse.
Forse, sempre forse. Di nuovo mi ritrovo coinvolta in un gioco. Prima in quello di Maddie e Braden, e ora nel mio.  un gioco con regole proprie, complicate ma che si possono violare facilmente e in cui i giocatori possono vincere o perdere tutto. Il premio in palio  sempre lo stesso: il pi ambito, quella cosa che desideriamo tutti e che cerchiamo di ottenere senza curarci delle sofferenze altrui. L'unica cosa che i soldi non potranno mai comprare.
L'amore.

Sono andato al supermercato e ho comprato una mela.
Io e Braden siamo seduti a un tavolo da picnic. Mi volto verso di lui.
Cosa?
Sono andato al supermercato e ho comprato una mela ripete.
 un gioco che facevamo sempre da piccoli per passare il tempo mentre ci nascondevamo dai nostri genitori dopo aver combinato un guaio. Quando ci trovavano, erano cos preoccupati che si dimenticavano di metterci in punizione. Eravamo veramente due teppisti.
Chiudo il libro rassegnata, tanto continuer a insistere finch non gioco anch'io. Okay. Sono andata al supermercato e ho comprato una mela e una birra.
Sono andato al supermercato e ho comprato una mela, una birra e un tanga da uomo.
Come? Mi copro la faccia e scuoto la testa. Non ci credo...
Conosci le regole ribatte, e mi d un calcio sotto il tavolo.
Okay. Sono andata al supermercato e ho comprato una mela, una birra, un tanga da uomo e un dildo.
Braden resta in silenzio per un istante, poi scoppia a ridere. Questa non me l'aspettavo.
Un po' diverso dalle solite banane, carote e ciambelle, eh?
Giusto un pochino. Per una volta mi arrendo io, ho paura di quello che potrebbe saltare fuori.
Siamo in due, Carter.
Allora, Harper... Si avvicina e mi scruta. Come va?
Sta scherzando? Apprezzo l'interessamento, ma insomma...
Mia madre ti ha chiesto di indagare su di me, vero? Mi ha rotto per tutto il fine settimana con questa storia dell'essere incinta.
Che cazzo dici?
Se il mio sorriso non mi avesse gi tradito, avrei portato avanti lo scherzo.
Non sono incinta.  preoccupata che mi faccia mettere incinta.
No. Cio, s, mi ha chiamato. Le ho ricordato che per restare incinta bisogna fare sesso, e da quel punto di vista tu sei in una botte di ferro.
Ormai non si parla d'altro.
Wow, grazie ribatto sarcastica. Tutto qui?
No. Sai, a volte ripenso a quando eravamo bambini: eravamo proprio dei bastardi.
Gi.  un miracolo che i nostri genitori non ci abbiamo ucciso prima dei dieci anni.
Abbiamo rasato a zero il gatto, ci arrampicavamo sugli alberi, abbiamo buttato nel water il pannolino di tuo cugino...
Sei stato tu! Io non c'entro niente preciso, battendogli la mano sul braccio.
Puzzava da morire, Meggy!
Vero. Avete mai annusato il pannolino di un bimbo di dieci mesi? Non  una bella esperienza.
Ripensandoci, credo che mia madre si sia arrabbiata pi per la macchia sul divano che per lo scarico intasato.
Cacchio, avevo otto anni. Come potevo prevedere che tuo cugino avrebbe fatto la pip ovunque? Io sapevo controllarla, ed ero convinto di saperlo fare da sempre. Non immaginavo che fosse un'abilit che si acquisisce con il tempo.
La cosa peggiore  che  sincero: davvero non si immaginava che mio cugino potesse sporcare dappertutto senza pannolino.
 incredibile che mia madre ti abbia permesso di rimettere piede in casa nostra.
Io non la faccio sul divano. Sono abituato alla cassetta.
Far in modo di informare Maddie.
Quanto sei arrogante.
Ho imparato dal migliore. Gli sorrido dolcemente e ci alziamo.
Braden mi cinge le spalle con un braccio e mi stringe a s. Vorrei tornare bambino. Era tutto molto pi semplice.
Anch'io. Niente studio, nessuna preoccupazione per il futuro o di ferire i sentimenti altrui.
Nessun bisogno di mentire.

12. Aston.

Se si vuole capire dove si  arrivati,  importante ricordare da dove si  partiti mormoro tra me e me. Come no, nonno. Dipende se sei arrivato da qualche parte.
Metto da parte la tesina di psicologia e mi sfrego gli occhi. Se ti ripetono in continuazione le stesse parole, finiranno per imprimersi a fuoco nel tuo corpo, diventeranno un marchio sulla pelle, nella mente. E non importa quando sono state pronunciate: sono l e basta.
Tredici anni e mi sembra di non essere arrivato da nessuna parte. Non sono pi quel bambino terrorizzato rannicchiato in un angolo, ma lui  ancora dentro di me. Spaventato, tremante, ferito, pieno di lividi.
Anche se da fuori sembra che non me ne freghi un cazzo di niente, non significa che sia cos. Nessuno  come appare. In realt, non lo so chi sono davvero: sono troppo impegnato a combattere contro ci che non voglio essere, contro i ricordi nascosti nel mio profondo, e non ho pi tempo per essere chi potrei, chi vorrei. Per non sempre funziona: a volte, i ricordi risalgono in superficie lo stesso e mi devastano, riportandomi nel luogo che pi odio al mondo. I ricordi sono voci, sussurri sull'orlo della coscienza. E un sussurro pu essere peggio di un grido.
Sei uguale a lei... Sei un buono a nulla... Un incapace.
Mi alzo di scatto dalla scrivania; la sedia si impiglia nel tappeto e si rovescia. La lascio per terra, infilo le scarpe e prendo il portafoglio.
Devo dimostrare che si sbagliano. Devo dimostrare che io mi sbaglio.
Scendo all'ingresso della confraternita ignorando tutti quelli che incontro. Se rivolgessi la parola a qualcuno, se mi fermassi a pensare anche solo un secondo, ripiomberei in camera mia prigioniero delle solite incertezze.
Metto in moto e parto. C' un bar isolato poco fuori citt, appena prima dell'autostrada.  una bettola, uno di quei posti in cui non ti chiedono neanche i documenti. Uno di quei posti in cui lavorava mia madre. In cui veniva rimorchiata. In cui  stato ritrovato il suo cadavere.
Procedo nel traffico, in mezzo a uomini perfetti che tornano dalla loro famiglia perfetta nella loro perfetta casetta del cazzo.
Non vali niente.
Accendo la radio ed esplode Headstrong dei Trapt; il ritmo della canzone accompagna il flusso delle mie emozioni, un misto di rabbia, determinazione, frustrazione e disperazione. Controllano ancora la mia vita. Ovunque vada, qualsiasi cosa faccia, i bastardi che mi tenevano in pugno da bambino esercitano ancora potere su di me.
Imbocco la stradina che porta al locale.  deserta: nessuna auto, niente di niente. Nel parcheggio c' una fila di catorci arrugginiti che avrebbero bisogno, come minimo, di una bella riverniciata. Qui la mia auto  completamente fuori posto.
Io sono fuori posto.
La mamma invece no; per lei sarebbe stato il paradiso. Qui avrebbe potuto dare appuntamento a un riccone per garantirgli un po' di privacy, e lui l'avrebbe pagata pi di quanto valeva.
Infilo un berretto e scendo. Mi fermo a guardare la facciata del bar: l'insegna  mezzo rotta; un neon sfarfalla in modo patetico contro il cielo sempre pi scuro. Da dentro arrivano il brusio di una canzone anni Ottanta e una stridula voce femminile. Un cartello scarabocchiato annuncia una serata karaoke.
Apro la porta e mi investe la puzza di birra e un fumo stantio. Una cameriera seminuda mi passa davanti, facendosi largo tra i clienti con un vassoio sopra la testa. Non c' molta gente, ma sono tutti concentrati su una donna sulla trentina che tenta di cantare in un angolo della sala.
Mi sistemo il berretto e ordino una birra. Avevo ragione: qui i documenti non te li chiede nessuno. Mi servono e pago. Nessuno mi degna di uno sguardo, a parte la cameriera che asciuga i bicchieri all'angolo opposto del bancone. Mi squadra dalla testa ai piedi e si passa la lingua sulle labbra.  vestita in un modo che lascia poco spazio all'immaginazione.
Non combinerai mai niente nella vita.
Ha raccolto su una spalla i capelli biondi tinti; si piega per mettere a posto i bicchieri e tutti le guardano il sedere.
Sei uguale a lei.
Mi rivolge un sorriso allusivo. Non  molto pi vecchia di me, un paio d'anni al massimo. Mi viene incontro; io bevo un sorso di birra.
Cosa ci fa uno come te in un posto simile? Appoggia i gomiti sul bancone appiccicoso e strizza le tette, che quasi schizzano fuori dal top.
Sei una nullit, proprio come lei. Non combinerai mai niente nella vita. Non vali niente. Sei inutile, un sacco di merda. Sei un figlio di puttana.
La cameriera ci sta provando spudoratamente, ma il mio corpo non reagisce. Non sento nessuna attrazione, nessun desiderio, a parte quello di scappare.
Non lo so neanch'io cosa ci faccio qui rispondo. Spingo il bicchiere verso di lei e mi alzo in piedi. Non aspetto nemmeno di vedere la sua reazione, ed esco dal bar pochi minuti dopo esserci entrato. A parte lei, nessuno si  accorto di me. Come se fossi invisibile.
La mia auto  confortante. Appoggio la testa sul volante e cerco di mettere a tacere il caos di voci che ho nella testa.
Non  vero mormoro. Non sono come lei. Non sono come lei!
Se fossi come lei, avrei aspettato che quella ragazza finisse il turno e me la sarei scopata. Mi sarei buttato via, proprio come mia madre, salvo che lei avrebbe chiesto qualche soldo o un po' di droga in cambio. Non avrebbe riflettuto su quello che stava facendo, sulle conseguenze delle sue azioni su chi le stava intorno.
Io mi sono fermato a pensare. Io sto scappando da quel posto squallido, orribile.
Io sto tornando da Megan. A qualcosa di bello.

Vedere il suo viso, anche in lontananza nel corridoio affollato, illumina la mia giornata. Mi accorgo che accanto a lei c' un ragazzo che la sta facendo ridere, ed  come ritrovarsi nell'oscurit della notte. Mi sembra di impazzire. Dovrei esserci io l con lei, a cingerle le spalle, a farla divertire, e non quel bastardo.
Mi appoggio al muro e li osservo mentre si avvicinano. Megan si scrolla di dosso il braccio del tipo e sposta i libri sul fianco, tra loro. Ferma i capelli dietro un orecchio e riesco a vederle meglio il volto. I suoi occhi blu incrociano i miei per un istante; restiamo entrambi impassibili. Lo sappiamo tutti e due che a tradirci basterebbe un sorriso, uno sguardo, un gesto.
La posta in gioco  altissima. Forse troppo. Ne vale la pena? Vale la pena mentire, dover fare tutto di nascosto? Poi nei suoi occhi scorgo un rapido sorriso e capisco che ormai non posso pi tornare indietro.
Megan mi passa davanti e abbassa lo sguardo; io non riesco a non fissarle il sedere, stretto nei jeans aderenti, e ricordo com' tenerlo tra le mani mentre lei si muove sopra di me.
Pi sto con lei, pi penso a lei, e pi ho bisogno di lei, della pace che mi trasmette quando la stringo tra le braccia. Pi sto con lei, e pi sento il bisogno di dimostrare che sono diverso da mia madre, che non sono solo il figlio di una prostituta destinato alla sua stessa vita squallida. Di dimostrare a me stesso che sono altro, proprio come ho fatto ieri sera.
So di non essere abbastanza per Megan, e non lo sar mai. Meglio per lei che scappi il pi lontano possibile. Non so se riuscir a permetterle di avvicinarsi quanto vorrebbe, se riuscir a raccontarle tutto di me e del mio passato. Non so se il bambino terrorizzato che ho dentro, imprigionato in una stanza piena di brutti ricordi, mi lascer spazio per essere completamente suo.
Di certo, per, non mi approfitter di lei come ho fatto con tutte le altre. Preferisco perderla per sempre che usarla per soddisfare i miei bisogni egoistici.
Il coglione che parlava con Megan scompare in un'aula e lei resta sola. Il corridoio  quasi deserto. Tiro fuori il telefono dalla tasca.
Hai lezione?
Lei prende il cellulare dalla borsa e mi risponde subito. No.
Le passo accanto e le dico: Al campo da football tra cinque minuti.
Non posso voltarmi per sentire la sua risposta. Posso solo sperare che si sbrighi a raggiungermi.
Spingo le doppie porte all'ingresso e per poco non finisco addosso a Ryan.
Fa' con comodo, stronzo brontola.
Non rompermi le palle. Non sei la mia fidanzata. Non ho mai specificato a che ora avrei finito.
Cos'hai? Non hai rimorchiato nessuna per una sveltina?
Non siamo nel weekend. E tu non sei l'unico che deve pensare alla media.
Tu hai una media?
Sei una testa di cazzo, Ryan. Per tua conoscenza, mi sono diplomato con il massimo dei voti, quindi vaffanculo.
Il massimo dei voti? Pi di me! Io sono entrato a Berkeley con una sufficienza risicata. Come cacchio hai fatto?
Sar che mio nonno  stato un insegnante migliore di quei poveretti costretti ad avere a che fare con te.
Non sei mai andato a scuola?
Solo gli ultimi due anni.  stata una passeggiata: avevo gi studiato quasi tutto il programma e ho passato il tempo a cazzeggiare. I professori erano sbalorditi dei miei voti nei compiti in classe.
Non lo sapevo. Apre la porta ed entriamo nella confraternita.
Siete tutti convinti che ragioni solo con l'uccello... Mi interrompo e gli porgo un libro. Ah, tieni.
Cosa c'?
Mi hai fatto fretta e ho lasciato una cosa a lezione. Torno fra un minuto.
Mi volto ed esco di nuovo. Devo andare subito al campo da football: se mi fermo anche solo un altro secondo, non riuscir pi a liberarmi di Ryan.
Appena sono abbastanza lontano dalla confraternita inizio a correre, e anzich attraversare il campus faccio il giro largo. Che palle, ma perch quel cavolo di campo da football  cos lontano?
Ci sono dei ragazzi che si allenano, ma Megan non  da nessuna parte. Guardo meglio e mi accorgo che si  nascosta sotto gli spalti. Mi sfugge un sorriso.
La sorprendo da dietro mettendole le mani sui fianchi e dandole un bacio sul collo.
Mi sembra di essere tornata alle superiori. Si volta e mi guarda negli occhi.
E con chi ti incontravi sotto le gradinate?
Con tutti i ragazzi con cui sono stata. A quanto pare, tu non fai eccezione.
Quindi stiamo insieme?
Fa scivolare le mani sul mio petto e avvicina il viso al mio. A meno che tu non abbia la fissa di arrampicarti in camera di tutte le ragazze.
Nessuna fissa.
Tranne per te. Megan Harper  la mia fissazione, e non me la toglier mai. Devo ancora capire se  un bene o un male.
Come mai mi hai dato appuntamento qui? mi chiede. Ah, ho capito.  un attacco di cavernicolite.
Smettila. La stringo forte a me e la bacio. Volevo vederti senza essere costretto a fingere di litigare. Perch, ti dispiace?
No. Stavolta  lei a baciarmi. Per ammettilo, hai visto Tom che mi teneva un braccio sulle spalle e ti sei arrabbiato. Ha un'espressione divertita e increspa le labbra a met tra un sorriso e un broncio.
La guardo e cedo.
Un po'. Ho visto quello scemo che ti metteva le mani addosso e mi sono girate le palle.
Megan mi accarezza una guancia. Un po' tanto. Dalla faccia sembrava che volessi prendermi per un orecchio e trascinarmi via. Mi dispiace dirtelo, ma dovrai abituarti.
Col cazzo borbotto. Se succede di nuovo, preferisco dire tutto a Braden e sorbirmi la sua sfuriata. Non ce la faccio a vederti con un altro.
Hai due alternative: o sopporti e ti convinci che voglio te; oppure sopporti comunque, ma facendoti prendere dai dubbi.
Non farmi ridere. Prendo un bel respiro e appoggio la fronte alla sua. D'accordo, me ne far una ragione. Ma non mi piace per niente, Megs.
Lo so, neanche a me. Se ti pu consolare, Tom  un idiota.
Anch'io rispondo.
Mi mette una mano tra i capelli e mi stringe pi forte. S, ma tu sei un tipo speciale di idiota.
S? Che tipo?
Il mio.

Mi sono appena accorto che non so in cosa ti laurei mi dice Ryan, appena torno alla confraternita.
Sorrido, ancora su di giri dopo l'incontro con Megan. In psicologia.
Mi prendi per il culo?
Arriva Braden, sta mangiando una mela. Chi ti prende per il culo?
Questo stronzo si laurea in psicologia. Tu lo sapevi? chiede Ryan.
Impossibile. Braden mi guarda e fa una smorfia. Veramente?
Veramente.
Che mi prenda un colpo. E come mai psicologia? Per capire perch non puoi fare a meno del sesso? ridacchia Bray, e Ryan si unisce a lui.
Per capire perch mia madre era fatta cos e impedire ad altri di seguire la sua strada. Per impedire che altri bambini debbano subire lo stesso schifo che  capitato a me.
Lo so benissimo perch non posso fare a meno del sesso. Ho scelto psicologia per capire perch uno come me va in giro con dei coglioni.
Ah, questa  facile interviene Ryan. Perch facciamo fare bella figura ai secchioni come te.
Esatto concorda Braden.
Ora che ci penso non so neanche in cosa ti laurei tu dice Ryan guardandolo.
Lui scrolla le spalle e continua a masticare la mela. Sai cosa? Neanch'io.
Scoppio a ridere. Mi sa che hai ragione, Ryan. Voi due mi fate proprio fare bella figura.
Comunque io ho scelto ingegneria, se vi interessa aggiunge Ryan.
Non  facile, con tutta quella matematica... commenta Braden.
Era l'unica materia in cui andavo bene alle superiori.
Ah, s? Be', io di matematica so solo che io pi Maddie meno i vestiti d come risultato un numero che non si pu neanche calcolare.  un peccato che non ci si possa laureare in sesso. Sarei il migliore del corso. Braden lancia il torsolo nel cestino e se ne va con un sorrisetto soddisfatto.
Quella  la matematica che piace a tutti qui dentro commenta Ryan con una smorfia.
Annuisco pensando a Megan. Eccome se mi piace.

13. Megan.

Credo di essere l'unica del mio corso a leggere i classici senza che sia richiesto dal programma. Non mi viene in mente nessuno tra i miei compagni che sceglierebbe Jane Eyre, Piccole donne o Tess dei D'Urbervilles per puro piacere.
E questi non sono nemmeno i miei romanzi preferiti. Piccole donne  al secondo posto, ma al primo ci sar sempre Orgoglio e pregiudizio. C' qualcosa di meraviglioso nella storia di un uomo e di una donna di estrazione sociale diversa che affrontano i percorsi tortuosi dell'amore, finch non sono costretti a cedere all'evidenza dei loro sentimenti.  splendido poterli accompagnare passo dopo passo; sfogliare le pagine aspettando con ansia il primo bacio, un litigio acceso dalla passione, la dichiarazione finale. Mi perdo completamente nel racconto e mi allontano dalla realt. Non esistono luoghi paragonabili a quelli che si possono trovare tra le pagine di un libro.
 per questo che, visto che Braden  a lezione tutto il giorno, sono qui sul letto di Aston a leggere, in estasi per l'incantevole signor Darcy. Mi manca ancora un po' per arrivare a una delle scene pi belle del libro, quando lui si dichiara a Elizabeth, e nel pieno della passione mi viene da urlare: Sbrigatevi a baciarvi! Non mi vergogno di ammettere che urlerei davvero pur di ottenere quello che voglio dai personaggi.
 questo l'amore che sogno anche per me. Un amore totale, sconfinato ed eterno. Voglio provare gli stessi sentimenti che provano Darcy ed Elizabeth, voglio guardare qualcuno negli occhi e sapere che davanti ho il mio lieto fine.
La porta si apre, ma continuo a leggere; divoro le pagine, assorbendone ogni parola.
La porta? Okay, se non  Aston, potrebbe essere un problema. Cacchio, perch non ci ho pensato prima?
Alzo lentamente lo sguardo da dietro il libro. Aston mi sorride.
Non che mi dispiaccia, ma perch sei sul mio letto? chiede suadente.
Per leggere rispondo, abbassando di nuovo gli occhi. Quando leggo, ho bisogno di stare comoda e preferisco il letto a quella sedia terribile alla tua scrivania.
Che stai leggendo lo vedo, Megs, ma perch in camera mia?
Se vuoi me ne vado. Faccio un orecchio alla pagina e infilo il libro sotto il braccio.
No! Non volevo dire questo. Posa lo zaino e viene da me. Non pensarci neanche.
Ah, allora posso tornare al mio romanzo.
Eh, no borbotta. Afferra il libro e lo butta per terra.
L'hai lanciato!
Mi  caduto.
No, l'hai lanciato. Ti meriteresti una sculacciata per aver trattato male il signor Darcy.
Fa' pure. Quel pallone gonfiato apprezzerebbe.
Lo guardo in cagnesco, sorpresa che sappia di chi sto parlando. Ogni giorno ho un'altra conferma che Aston non  quello che sembra, e mi piace. Sto imparando molto in fretta a adorare questo suo lato sconosciuto.
Non farlo mai pi lo rimprovero. Sul serio. La prossima volta che osi buttare per terra uno dei miei bambini, e soprattutto uno dei miei preferiti, te la far pagare cara.
Fa una faccia dispiaciuta e si inginocchia davanti a me sul letto. Scusami, piccola mormora, posandomi una mano sulla guancia. Giuro che non ricapiter.
Sar meglio per te.
Mi sfiora le labbra e mi fa distendere sulla schiena continuando a baciarmi teneramente.
Braden ha lezione tutto il giorno, il che significa che posso averti per me, almeno per un po'. Quindi scordati di passare il tempo a leggere. Mi accarezza il fianco e si fa strada sotto la mia maglietta; la sua pelle  ruvida contro la mia.
Inarco la schiena offrendomi a lui, mi faccio strada con le mani sulle sue braccia, verso le spalle e il collo, mentre la sua bocca cerca la mia. Sento un brivido percorrergli la nuca. Intreccio le dita ai suoi capelli e lo tiro verso di me. Piego le gambe e con i piedi sfioro la stoffa pesante dei jeans. Il mio desiderio  quasi incontenibile. La sua mano furtiva sotto il mio top accende un fuoco dentro di me, alimenta la tempesta di sensazioni che provo quando mi  vicino. Aston mi lecca un orecchio, poi allontana le labbra e appoggia la testa accanto alla mia. Ha un respiro pesante e affannato.
Ancora non capisco perch sei qui sussurra.
Perch lo voglio. Gli accarezzo la schiena. I demoni che ha dentro, i demoni che lo costringono a tenersi a distanza da me, si stanno risvegliando.
Ma perch?
Non c' una spiegazione per tutto.
E se io ne avessi bisogno?
Si scosta e si mette di nuovo in ginocchio, e io mi perdo nelle ombre sempre pi scure dei suoi occhi tristi.  combattuto, scosso da mille emozioni diverse. Vorrei poterlo toccare, ma qualcosa mi dice che  meglio di no. Devo sottostare alle sue regole e questo mi fa arrabbiare e mi confonde. Vorrei capire cosa nasconde dentro di s e aiutarlo a stare meglio.
Non so spiegare perch sono qui rispondo sottovoce.
Perch?
Perch non troverei le parole adatte. Descrivere le mie sensazioni, quello che provo per te, per noi, per questa situazione... Potrei provarci per ore e non riuscirci.  cos e basta.
Aston si alza e mi d le spalle. Si toglie la maglietta e la lancia in un angolo della stanza. Si passa le mani tra i capelli e i muscoli delle braccia si flettono.
Aston, parlami insisto dolcemente.
Perch? Cambierebbe qualcosa?
Perch ho bisogno che mi mostri tutti i lati di te che non conosco. Ne ho visti tanti finora, e non capisco! Mi alzo in piedi. Il momento prima ti arrampichi su un albero per entrare in camera mia e baciarmi, e il momento dopo te ne vuoi andare. Spiegamelo!
Non c' una spiegazione per tutto ribatte serio, rinfacciandomi le mie stesse parole.
 una grandissima stronzata! Una spiegazione c' per il tuo modo di comportarti, per il fatto che nascondi a tutti una parte di te! Sei tu che hai deciso di non darla. Per qualche motivo, non vuoi.
Forse perch non posso! Si volta: i suoi occhi ardono, il corpo  teso. Forse non posso perch fa troppo male. Ci hai mai pensato?
Adesso mi prenderei a schiaffi. No, non ci avevo pensato. Non avevo pensato che questa cosa che si tiene dentro e che lo tormenta  troppo dolorosa per riuscire a parlarne. Ho pensato solo a come mi sento io. A forza di concentrarmi soltanto sulle conseguenze che i suoi segreti hanno su di me, non ho riflettuto sul significato che hanno per lui. Non ho pensato neanche per un secondo a come si sente lui.
Provo a toccarlo, ma mi blocca prendendomi per i polsi.
No sussurra con un'espressione durissima. No.
Un minuto si dilata fino a diventare un'eternit. Siamo immobili, e nella stanza si sente solo il suo respiro affannato. Lentamente, alza gli occhi: sono pieni di tristezza. Non l'ho mai visto cos vulnerabile. Vorrei liberare le mani dalla sua stretta e accarezzarlo, lenire il suo dolore, ma non posso. Ci ho gi provato e non  servito.
 necessario che condivida con me il motivo della sua sofferenza, per il bene di entrambi. Non riesco a pensare a noi due come entit separate. Deve parlarmi, devo sapere. Il gioco non  tra noi. Il gioco  una messinscena che mettiamo in piedi per gli altri. Quando siamo uno di fronte all'altra come adesso, non c' pi bisogno di fingere. Se i nostri sentimenti sono cos veri, reali, le maschere cadono.
Perch vuoi stare con me e allo stesso tempo vuoi allontanarmi? sussurro. Perch non puoi parlarmi? Di cosa hai paura?
Ho paura di stare con te e ho paura di perderti.  tutta la vita che mi preoccupo solo di me stesso, che scappo dai sentimenti. Poi... Poi ho incontrato te ed  cambiato tutto. Ho scoperto che ci che pensavo fosse vero era solo una montagna di cazzate. L'unica cosa vera sei tu.
E perch con me  diverso?
Aston sospira e appoggia la fronte alla mia; il suo sguardo mi brucia addosso.
Perch non ho mai avuto bisogno di nessuno come adesso ho bisogno di te. Se ti lascio avvicinare, se ti racconto tutto, poi potresti non volermi pi, e la cosa mi terrorizza. Per quanto sarebbe giusto che tu te ne andassi, per quanto lo speri, credo che non te lo permetterei mai.
Perch dovrei andarmene?
Finalmente mi libera i polsi e intreccia le dita alle mie. Perch ho un passato molto diverso dal tuo, Megan. Perch le nostre storie personali sono completamente differenti...
Scuoto la testa. Ci credi davvero?
Silenzio.
Credi che il tuo passato potrebbe condizionare quello che provo per te?  impossibile! Non cambierebbe niente!
Megan...
Scuoto di nuovo il capo e lo spingo via. Mi avvicino alla finestra e guardo fuori da dietro le tende. Non ti lascerei mai, Aston. Non ce le farei neanche se lo volessi. Sono gi troppo coinvolta. Voglio sapere cos' che ti divora, qualunque cosa sia. Devo sapere. Per noi.
Sento i suo passi, poi il calore del suo corpo contro la mia schiena. Mi prende i fianchi, mi accarezza la pancia e affonda il viso tra i miei capelli. Mi appoggio a lui, e provo a placare il vortice di emozioni che sento.
Siamo diversi, Megs. Troppo diversi. Dobbiamo addirittura nasconderci.
Solo perch Braden se la prenderebbe con noi, ma non ci nasconderemo per sempre.
Non voglio pi farlo. Ogni volta che un ragazzo ti guarda... impazzisco. Ti scopano con gli occhi e non lo sopporto.
Ti riferisci al modo in cui mi guardavi tu? lo stuzzico, abbozzando un sorriso.
Aston ride e mi fa girare. Lo abbraccio e appoggio la testa sul suo petto nudo. Ascolto il battito del suo cuore, forte, frenetico.
Esatto, proprio come ti guardavo io prima di passare la notte con te. Cazzo, Megs, appena ti ho baciato mi sono reso conto che non poteva bastarmi. Che da te volevo molto di pi.
Allora permettimi di essere ci di cui hai bisogno. Non pensare al nostro passato, da dove veniamo. Conta solo che siamo qui, ora, in questo istante. Smettila di allontanarmi, perch non me ne andr. E se anche me ne andassi, tornerei sempre da te.
D'accordo, ti racconter tutto. Ma non oggi, Megs. Presto, ma non oggi.
Chiudo gli occhi per un istante. Promesso?
Mi accarezza la schiena, poi la spalla. Mi alza appena il viso e incrocio i suoi bellissimi occhi. Promesso.

Che casino.
Sorrido educatamente al ragazzo seduto al tavolo di fronte a me.  il secondo appuntamento dell'Operazione Un fidanzato per Megan, e non sta andando molto meglio del primo. Sinceramente,  persino peggio.
Non  colpa di Callum, anzi, lui  delizioso.  dolce, carino, simpatico: il ragazzo perfetto. Peccato che non  il mio ragazzo perfetto.
Lila mi ha detto che studi letteratura inglese dice, prendendo una cucchiaiata di gelato.
S,  una mia grande passione e mi  sembrata una scelta naturale.
Dopo la laurea cosa pensi di fare? Lo so che manca ancora un po', ma...  sempre meglio avere un piano, no?
Oh... Potrei fare l'insegnante. O magari prover con l'editoria. Non ho ancora le idee chiare. Per un giorno mi piacerebbe scrivere un libro. E tu invece?
Spero di entrare a medicina a Harvard. Non  facile, ma sono sulla buona strada.
Ottimo lavoro, Lila. Non solo mi hai combinato un'uscita con un ragazzo del terzo anno, ma addirittura con uno che presto si trasferir dall'altra parte del Paese.
Wow. Niente male come progetto!
Neanche il tuo. Almeno puoi studiare quello che ti piace. La mia famiglia ha spinto molto perch scegliessi medicina.
Oh. Imbarazzante. Non sar cos terribile, no?
No, era la mia seconda scelta, quindi non  cos dura.
E qual era la prima? Oddio, gli sembrer troppo interessata? Non voglio essere scortese, ma nemmeno che si faccia illusioni. Che fregatura questi appuntamenti.
Aston passa davanti alla vetrina della tavola calda e mi guarda sorpreso. Callum continua a parlare, ma non lo ascolto. Sono troppo concentrata su Aston:  serissimo, tiene i pugni stretti.  arrabbiato. Molto arrabbiato.
Megan? Callum agita una mano di fronte a me e sposto lo sguardo su di lui.
Scusami... Ho appena visto un amico.  un po' che lo cerco al telefono e devo dirgli una cosa importante. Mi stupisco della facilit con cui mento. Ti dispiace se vado?
Uhm... Nessun problema, figurati.
Mi alzo in piedi e lascio i soldi per il conto. Ecco, per il pranzo. Scusami ancora.
Esco e corro dietro ad Aston; gira l'angolo e lo seguo. Arrivata in fondo alla strada, mi fermo e sospiro: non si vedono n lui, n la sua macchina. E adesso chiss quando potr spiegargli perch mi ha visto pranzare con un altro.
Che vadano a quel paese Lila, Maddie e le loro idee del cavolo!
Ormai ho scaricato Callum, tanto vale che torni al campus. Ad Aston potrei mandare un messaggio. Al diavolo la segretezza.
All'improvviso qualcuno mi trascina in un vicolo e mi blocca contro un muro gelido. Non riesco a muovermi. Prima di essere colta dal panico, incrocio due occhi grigio-azzurri.
Cos', un'abitudine spaventare le ragazze? protesto.
Lo faccio solo con te risponde. Non mi aspettavo di venire in centro e trovarti con un altro.
Aston...
Mentirei se ti dicessi che non sono incazzato, ma non ho l'esclusiva, quindi...
 stata Lila a combinarmi l'uscita lo interrompo. Si  messa in testa di trovarmi un fidanzato, sembra Emma di Jane Austen. Mi fa uscire con dei ragazzi che secondo lei potrebbero andare bene anche a Braden. Non posso dire di no, o si accorger che c' qualcosa sotto. Allora ci esco, chiacchiero un po' e fine. Non lascio nemmeno il numero di telefono.  tutto finto.
Finto?
S! Lo faccio solo per non ritrovarmi Lila alle calcagna. Oltretutto, se fosse stato un vero appuntamento, non avrei lasciato l quel tipo per correrti dietro, no?
Aston si rilassa, mi fa scostare dal muro e mi preme contro di s, facendomi appoggiare il viso sulla sua spalla. Dal modo in cui mi stringe capisco che era sincero quando mi ha detto che ha bisogno di me. Questa non  gelosia: ha paura. Paura di perdermi.
Lo abbraccio forte anch'io.
Non so perch ho pensato... Sono una grandissima testa di cazzo. Scusami, Megs.
Va tutto bene. Gli bacio dolcemente il collo. Al tuo posto, sarei arrivata alla stessa conclusione.
No, piccola, non va bene per niente. Non posso accusarti solo perch ho dei problemi...
Non mi hai accusato. Mi sciolgo dall'abbraccio e lo guardo negli occhi. Se ti avessi trovato io con una ragazza, le avrei strappato le extension.
Non so come ho fatto a non spaccargli la faccia.
Non lo so neanch'io... Io non sopporto nemmeno che le altre ti guardino sussurro.
Se Braden non fosse il mio migliore amico glielo direi... Ma  troppo complicato. Mi sa che ci toccher sopportare lo schifosissimo piano di Lila senza fiatare.
E se qualcuno si accorge che scarico tutti i ragazzi con cui mi fa uscire?
Nel caso, affronteremo insieme la situazione.
Potrebbe andare avanti all'infinito.
Stammi a sentire. Il ragazzo giusto l'hai gi trovato, tutti quegli altri stronzi possono anche buttarsi da una rupe. Se ti serve, ti lascio un promemoria.
Mi bacia con passione, stringendomi ancora di pi a s, quasi con un senso di possessivit, e le mie mani corrono alla sua schiena, mi aggrappo alle sue spalle. Mi sta dimostrando che sono sua, e glielo lascio fare: perch  di questo che ha bisogno, e il suo ardore mi d la prova che ho ragione.
Credo che sia sufficiente sussurro. Ma se sentissi la necessit di ricordarmelo di nuovo...
Se sentissi la necessit di ricordartelo di nuovo... dice, accostando le labbra al mio orecchio. Far in modo che sia indimenticabile.

14. Aston.

Vederla insieme a un altro, per quanto fosse una cosa del tutto innocente, ha innescato in me una reazione inaspettata. Per poco non ho ceduto all'istinto di prenderla per un braccio, trascinarla fuori da quel posto e baciarla fino a lasciarla senza fiato. Per poco non ho rovinato tutto con il mio bisogno di proteggerla.
Nessuno potrebbe capirmi. Per la prima volta nella mia vita ho permesso a qualcuno di avvicinarsi a me, di starmi accanto, prendendo allo stesso tempo tutto ci che ha da offrirmi. Ma  proprio questo il problema: io a Megan non do niente in cambio. Non le do ci che merita, mentre lei sa sempre di cosa ho bisogno. Sempre.
Per la prima volta nella mia vita mi sono concesso di provare sentimenti diversi da quelli che mi incasinano il cervello. L'ho lasciata avvicinare e sono bastati un sorriso e i suoi bellissimi occhi blu per farmi crollare.  come se tirasse il filo di una coperta fatta a maglia sbrogliandola nodo dopo nodo.
La cosa pi incredibile  che io voglio aprirmi completamente: raccontarle tutto, spiegarle perch la tratto cos, perch a volte sono freddo, perch la cerco e poi la allontano. Ma se lo facessi... potrei raggiungere il punto di non ritorno. Rischierei di farla scappare e chiudermi per sempre.
Raccontare significa accettare. Rivivere. Ricordare. Sentire.
Lei  l'unica persona - a parte il nonno - per cui provo qualcosa, l'unica per cui voglio provare qualcosa, ma i miei sentimenti mi stanno sfuggendo di mano. Crescono insieme al bisogno che ho di lei, pi forti di quanto dovrebbero.  quasi una dipendenza.
Lei d dipendenza. Il profumo di vaniglia dei suoi capelli, la luce nei suoi occhi, il suo sorriso radioso, la sua pelle morbida... ogni parte di lei.
E poi mi vede per quello che sono. Non vede lo stronzo che si scopa tutto quello che respira, e nemmeno il bastardo arrogante concentrato solo su se stesso. Oppure s, ma vede anche ci che si nasconde sotto. Vede me, il ragazzo che nessuno ha mai voluto vedere.
Il ragazzo sbagliato, problematico, incasinato.
Presto avremo una conversazione devastante, e Megan mi tirer fuori tutto.

Non funziona.  la sua voce che rimbomba in corridoio. Diglielo tu di smetterla con questi stupidi appuntamenti.
Non posso farci niente risponde Maddie. Lo sai com' fatta Lila,  convinta di essere una specie di Cupido.
Non basta un successo, anzi un terzo di successo, con te e Braden! Non le  mai passato per la testa che forse sono felice cos?
Dillo a lei, io mi limito a dare un parere sui ragazzi. Dovresti vedere che razza di sfigati ti aveva trovato. Era un po' come andare in uno strip club, ma senza spogliarellisti sexy.
Argh!
Entro in cucina e Megan sta battendo la testa sul tavolo.
Che c'?  cos dura sopportare un appuntamento al buio? le domando con un sorriso.
E tu che ne sai di appuntamenti? ribatte. Prima di sfilare le mutande a una ragazza non le chiedi neanche come si chiama.
Touch mormora Maddie.
Oh, no, a volte il nome glielo chiedo. Ma  l'unica cosa. Mi appoggio al bancone. Sempre meglio restare anonimi e farsi una bella scopata che essere obbligati a uscire con dei fighetti.
Certo, perch tu non fai parte della categoria... Quanto ci hai messo stamattina a pettinarti? chiede Megan alzando un sopracciglio. Secondo me, met delle ragazze del mio dormitorio impiegano di meno, signor Maybelline.
Di sicuro ci metto pi a pettinarmi che a farti venire. Mi accorgo che  arrossita. Ma non vuole dire che sia un fighetto.
Fammi indovinare... allora saresti un macho?
Grazie del complimento rispondo con un sorriso.
Scemo, non era un'affermazione, era una domanda. Non hai ancora imparato la differenza?
Mi avvicino a lei. Solo qualche centimetro ci divide. E tu invece la conosci la differenza tra schiaffeggiare un bel sedere e sculacciarlo? Se ti serve un'insegnante, Megs...
Resta a bocca aperta, e devo trattenermi per non tappargliela con un bacio. Con la coda dell'occhio vedo che Maddie ridacchia e faccio anch'io una smorfia divertita.
Se dovessi sentire la necessit di un corso di sesso perverso... replica Megan abbassando la voce. Si fa leggermente pi vicina e strizza il seno: adesso sta davvero esagerando. ... mi cercherei qualcuno capace di far risuonare il mio corpo come le corde di una chitarra, che sappia toccare quelle giuste al momento giusto, non andrei con un ragazzino del college impaziente di avere un orgasmo.
E come fai a sapere che non sono io quello che cerchi?
Come fai tu ad avere la certezza di esserlo? mi sfida. Si appoggia allo schienale della sedia e incurva le labbra in un sorrisetto.
Ci metto dieci minuti a pettinarmi e cinque per farti venire minaccio - e prometto - continuando a sostenere il suo sguardo. Se riesci a trovare un altro che lo sappia fare, allora complimenti, signorina Harper. Ma fino a quel momento puoi immaginare le mie dita sul tuo corpo. Do un morso a una mela e me ne vado facendole l'occhiolino.
Porco! mi urla dietro Megs. Maddie scoppia a ridere, e sorrido tra me e me. A volte non  male avere la reputazione dello stronzo interessato solo a infilarsi nelle mutande delle ragazze, e in una situazione come questa in cui sono super-eccitato  decisamente una fortuna.
Finisco la mela e butto il torsolo nel cestino fuori dalla confraternita. Vedo Braden che fa degli esercizi di stretching e gli vado incontro.
Pronto per andare a correre?
Lui alza la testa e prende due bottigliette d'acqua. Pensavo fossi ancora a poltrire nel letto.
Era pi divertente fare arrabbiare Megan.
Ma perch insisti? Uno di questi giorni ti staccher le palle.
 troppo suscettibile per pensare seriamente di farlo.
S, ma hai sentito le tecniche di vendetta di Kay? La settimana scorsa ha detto a Maddie che voleva, testuali parole, prendere un coltello da burro, tagliare le palle a quella testa di cazzo, e servirle a mensa come piatto del giorno in onore della puttana che lui pensava di farsi prima di lei.
Ahia. Chi l'ha fatta incazzare?
Non lo so e non voglio neanche saperlo.
Aspetta... ma Kay non era lesbica?
 bisessuale. Le piace tutto.
Oh, cazzo. Quindi nessuno  al sicuro?
Eh, no. Senti, io e i ragazzi pensavamo di andare a San Francisco per il weekend. Vengono anche Maddie e Lila, Megan non lo so.
A sentir nominare la citt in cui sono nato mi irrigidisco all'istante.  molto vicina a Berkeley, e allo stesso tempo lontanissima. Non sono pi quel bambino di sei anni che se n'era andato da l, ma non significa che abbia voglia di tornarci.
Mi sa che non posso rispondo, cercando di controllare il tremore nella voce. Domenica devo andare a trovare mio nonno. C' mancato poco che quel vecchio brontolone non mi picchiasse con il bastone per non essermi fatto vedere il weekend di Las Vegas.
Braden scoppia a ridere, prendendomi in parola. In effetti,  tutto vero.
D'accordo, vorr dire che te ne starai qui a farti qualche povera ragazza.
Era la mia idea, infatti.
Non proprio, ma non deve sapere per forza i miei programmi.
Ci fermiamo un secondo a bere e a riprendere fiato. Mando un messaggio a Megan: Vai a San Francisco?
Risponde subito. Non lo so. Tu?
Io no.
Okay, allora neanch'io.
Rimetto il telefono in tasca e incrocio l'espressione curiosa di Braden.
Che vuoi?
Non ti avevo mai visto mandare messaggi. Finalmente una ragazza  riuscita a strapparti il numero?
Non dire cazzate. Poi tra lei, tu e Ryan non avrei pi un attimo di pace.
Hai ragione. Braden annuisce e torniamo alla confraternita per prepararci prima di andare a lezione di letteratura inglese. Quando scendiamo di nuovo, Maddie e Megan ci stanno aspettando fuori; Megan batte il piede per terra, impaziente.
Siete pronte, ragazze? C' qualcuno qui che vorrebbe passare l'esame... commenta sarcastica.
Oh, Meggy brontola Braden. Tu lo supereresti anche in coma. Avrai gi letto tutti i libri in programma.
Lei gli d uno schiaffetto sulla nuca.
Che cazzo fai? esclama lui.
Modera il linguaggio! interviene Maddie sbattendogli i libri sul petto.
Sembri mia madre...
S, li ho letti tutti, ma non  che muoia dalla voglia di fare l'esame. Magari se fossi stato un po' pi attento a lezione, lo passeresti senza aver bisogno di copiare da me.
Perch non ci ho mai pensato? chiedo.
Perch tu sei una specie di genio. Sono l'unico stupido qui?
Oh, non sei stupido gli risponde Maddie con voce compassionevole. Sei solo un po' lento.
Sai, angelo, per fortuna che ti amo.
Sono d'accordo risponde lei. Cos posso dire a voce alta quello che gli altri pensano soltanto.
Lui le lancia un'occhiata del tipo facciamo i conti dopo, e lei gli sorride.
Un momento, Braden interviene Megan, hai appena dato ad Aston del genio?
S.
Aston e genio nella stessa frase... incredibile.
Vaffanculo. Le tiro i capelli e lei mi d una sberla.
Guarda che  vero. Ha preso il massimo all'esame di diploma.
Megan mi guarda sorpresa. Sul serio?
Almeno uno di noi deve essere intelligente.
Non stai scherzando?
 sinceramente stupita, e non so se arrabbiarmi perch non mi crede.
No.
 impossibile, non sembri cos sveglio. Mi fa un sorrisetto perfido, ma so che  solo a beneficio degli altri.
Le tengo aperta la porta dell'aula; lei si ferma davanti a me e le sfioro il fianco con la mano.
Spesso le persone non sono ci che sembrano, Megan. Ormai dovresti averlo capito.
Lei mi guarda, e i suoi meravigliosi occhi blu sono pieni di domande a cui so che presto dovr rispondere.
L'ho capito, infatti. Vorrei solo che quelle stesse persone si fidassero di chi dimostra di tenere a loro. Va a sedersi, e la seguo.
Forse il punto non  che non si fidano, ma che hanno dimenticato come si fa.
Megan mette in ordine i libri sul banco e si gira lentamente verso di me. Allora  il caso che aprano gli occhi e si rendano conto che la persona di cui devono fidarsi ce l'hanno proprio davanti. Devono aprirsi e condividere il peso che si portano dentro.
Non tutto si pu condividere. Cos come non tutte le cicatrici sono visibili. Alcune sono nella mente, e cos profonde che non potranno mai guarire.
Forse non possono guarire, ma il dolore che causano pu essere placato sussurra.
Ha ragione da vendere. Questo weekend, mentre gli altri sono via, sarebbe il momento perfetto per parlarle. Sono pronto? Non lo so. Non so se sar mai pronto a raccontare la mia infanzia, ma non ho scelta se non voglio perdere Megan. Se voglio stringerla ancora tra le braccia, devo essere sincero con lei. E vaffanculo ai segreti.
Faccio un bel respiro e prendo una decisione di cui so che mi pentir. La decisione che cambier tutto. Che cambier me.
Conoscere la verit potrebbe essere troppo la avverto.
Una decisione che cambier lei.
Ma conoscerne solo una parte non  abbastanza ribatte.
Una decisione che cambier noi.
Sicura che il buio sia meglio della luce?
A volte ci si deve perdere nel buio per apprezzare la luce.
Questo weekend... mormoro a voce bassissima. Non ti prometto che ti racconter tutto. Solo quello che potr darti.
Lei sbatte le palpebre e torce nervosamente le mani. Stringe i pugni e li nasconde in grembo. Finora ho avuto solo una parte di te, credo di poter aspettare ancora un po' per avere anche il resto.

Una notte di sonno agitato, con gli incubi che si rincorrono, perseguitato da immagini terrorizzanti, non  il modo migliore per iniziare bene la giornata. Gli altri sono tutti a San Francisco e Megan pu entrare e uscire indisturbata dalla mia stanza. Se qualcuno dovesse chiederglielo, risponder che ha lasciato dei libri in camera di Braden e che ha una copia della chiave. Se poi volessero sapere perch  con me, diremo che le ho prestato degli appunti. Non sono scuse a prova di bomba, ma tanto a nessuno frega niente qui. Tutti alla confraternita vorrebbero farsi Megan.
Sicura di volerlo davvero? chiedo, diffidente.
Incrocia il mio sguardo e spalanca gli occhi; avvicina le ginocchia al petto e si mordicchia un'unghia, poi annuisce. Mi siedo sul letto di fronte a lei, e le molle del materasso cigolano sotto il mio peso.
Non  una storia semplice da ascoltare aggiungo, voltandomi verso la finestra.
Io voglio esserci sempre per te risponde dolcemente. Ma non posso se non capisco. E io voglio capire, Aston. Voglio sapere tutto.
Respiro a fondo. Ormai non  pi importante se sono pronto o no:  troppo tardi per fare marcia indietro. Devo raccontarle tutto, dirle cose che non ho mai detto ad alta voce. Non so come, ma appena la guardo negli occhi, trovo dentro di me la forza per pronunciare le parole giuste.
Non ho mai conosciuto mio padre. Mia madre si  fatta mettere incinta a diciassette anni da un tipo che non sapeva nemmeno come si chiamasse. Ho un tono duro, l'amarezza  una coltre spessa stesa su ogni frase. Mi scaricava dal nonno appena poteva. Non aveva un grande istinto materno. Mio nonno  convinto che soffrisse di depressione post partum, ma la verit  che a lei non fregava niente di me. Altrimenti sarebbe andata da un dottore invece di curarsi da sola con l'alcol e la droga. I servizi sociali ci hanno seguiti finch non ho compiuto sedici anni e sono stato giudicato equilibrato. Una volta ho rubato il rapporto che avevano scritto su di noi e l'ho letto. Quando avevo due anni, mia madre si era trasferita in un piccolo monolocale. I vicini avevano segnalato che c'era un bambino che spesso veniva lasciato da solo in casa e piangeva, ma ogni volta che le assistenti sociali venivano a controllare, era tutto perfetto: io ero pulito, la casa pure, e anche lei. Senza prove, non potevano fare niente.
La vista dalla mia stanza qui  lontana anni luce dai vicoli sudici del Tenderloin District di San Francisco.
Comunque, non c'era bisogno che leggessi tutto il rapporto: ho molti ricordi della mia infanzia. Un gran viavai di patrigni. Erano tutti uguali: grossi, tatuati e pi drogati e ubriachi di lei. E mi odiavano, con tutto il cuore.
Schifoso figlio di puttana. Stupido. Pezzo di merda.
Mi dimostravano il loro odio ogni volta che lei se ne andava a vendere il suo corpo a un tizio ricco sfondato per tirare su qualche soldo e comprare la droga per s e per il povero bastardo che si scopava.

Mamma piagnucolo accucciato in un angolo della cucina stringendo il mio coniglietto tutto sporco.
Lui si avvicina. Non so come si chiama. Non riesco mai a imparare i loro nomi: se ne vanno sempre troppo in fretta.
La mamma non pu sentirti mi sbeffeggia.  andata a fare la puttana per portarmi della roba buona.  molto brava.
Voglio la mia mamma. Mi stringo ancora di pi nell'angolo e una presa nel muro mi si pianta nella schiena. I miei occhi si riempirono di lacrime. Ho paura di questo gigante che puzza di alcol. Mi tappo il naso e nascondo il viso.
Tanto non servir. Non mi colpiscono mai in faccia.

I segni sul volto sarebbero stati troppo evidenti. Meglio un livido sulla schiena, o sulle gambe. Sulla pancia. Era pi sicuro. Nessuno ne chiedeva mai conto, oppure la risposta era sempre la stessa.

Oh, quello? La mamma mi accarezza dolcemente la schiena, continuando a guardare negli occhi l'assistente sociale. Siamo stati al parco qualche giorno fa e questo sciocchino ha pensato bene di dondolarsi dal castello. L'ho perso di vista un secondo e l'ho trovato per terra. Non ha nessun senso del pericolo. Ho provato a spiegarglielo, ma ha solo quattro anni. Dopo siamo tornati a casa e ci siamo rimessi in sesto. Non  vero, piccolino? Nei suoi occhi grigio-azzurri c' una scintilla di paura. Mi guarda e io annuisco.
S, la mamma  brava.

Trovavano sempre una scusa: che ero caduto dal tavolo, che ero inciampato in una buca sul marciapiedi, che ero scivolato sui gradini fuori casa. Mai una visita in ospedale. Era sempre colpa mia, mai loro.

Il bicchiere si infrange contro il muro e va in mille pezzi. Grido e scivolo sul pavimento bagnato mentre cerco di scappare in camera mia. Cado sulle ginocchia, in preda alla paura. Singhiozzo, piango, mi sforzo di respirare, ma ho la gola chiusa. Mi dimeno per terra nel tentativo di fuggire dall'ombra minacciosa che si avvicina.
Mi ferisco il palmo con un pezzo di vetro e urlo di nuovo. Il sangue si mischia all'alcol trasparente creando strani disegni per terra. Qualcuno bussa con forza alla porta.
Brutti bastardi ficcanaso inveisce quell'uomo cattivo. Mi prende in braccio e io cerco di divincolarmi, ma lui accosta la bocca al mio orecchio e dice: Verme schifoso, non provare a disubbidire o assaggerai la cinghia. Resto immobile. Bravo, cos.
Apre la porta. Sulla soglia c' la signora che abita in fondo al corridoio.  preoccupata. Ho sentito un rumore e poi un grido. Va tutto bene?
Certo. Il bambino ha rotto un bicchiere mentre non c'ero e ha provato a pulire, solo che si  tagliato. Se non le dispiace, devo medicarlo.
E richiude la porta dietro cui sigilla le sue bugie.

Lei lo sapeva, solo che non le importava. A lei fregava solo di farsi in vena, di sniffare un altro grammo di coca, di riempirsi il bicchiere.

Forse un giorno potresti renderti utile e andare tu a guadagnare qualche soldo invece di quella puttana di tua madre.
Un altro pugno, un altro livido.
Lei  buona solo per scopare. E anche tu non combinerai mai niente nella vita.
Un calcio nella schiena.
Non ti vorr mai nessuno. Quando scopriranno che tua madre  una lurida puttana, non ti vorr pi nessuno.
La testa sbattuta contro la gamba di una sedia.
Tu e lei siete dei buoni a nulla. A nessuno importer mai niente di te.

Basta sussurra una voce dolce e triste. Una carezza sulle guance, un bacio leggero sulla fronte. Fermati.
Apro gli occhi, perso nei ricordi. Non mi ero neanche accorto di averli chiusi.
Fermati ripete Megan. Adesso sei al sicuro. Con me. Le scende una lacrima, continua ad accarezzarmi. Sei al sicuro.
La nebbia che ho davanti comincia a diradarsi, le immagini svaniscono e Megan si fa piano piano pi nitida. Non voglio rivedere mai pi questo dolore sul suo viso. L'ho provocato io. Ecco perch non volevo che sapesse, ecco perch non volevo avvicinarmi cos tanto a lei.
Non piangere, piccola. Non merito le tue lacrime le dico, asciugandole gli occhi.
Tu meriti ogni singola lacrima che ho in corpo.
No! Mi alzo dal letto e inizio a camminare avanti e indietro per la stanza. Parole del passato riaprono vecchie cicatrici e lasciano riemergere tutto ci che ho sempre cercato di soffocare. Mi ricordano chi sono. Mi ricordano che valore ha la mia vita. Io non ti merito. Non capisci? Avevano ragione, Megs. Io non valgo niente. Tutte le cose che mi dicevano... quando mi ripetevano che non valevo un cazzo, che nessuno mi avrebbe mai voluto...
Si sbagliavano mi interrompe lei a bassa voce, ma con fermezza. Si sbagliavano. Erano tutte bugie.
Appoggio le mani al muro e stringo i denti. No, avevano ragione. Tutti. Sono incasinato, sbagliato. Sono un ammasso di pezzi incollati a caso.
Il letto cigola, il parquet scricchiola. Sento una carezza leggera sulla schiena, poi la sua mano stringe il mio braccio contratto.
No, non avevano ragione. Neanche lontanamente.
Come fai a saperlo?
Lo so e basta. Megan mi abbraccia e appoggia una guancia sulla mia spalla. Si sbagliavano, perch qualcuno che ti vuole c'. Io voglio tutto di te, anche i pezzi incollati a caso, come dici tu.
Cerco il suo sguardo. Perch mi vuoi? Non posso darti quello che desideri. Non posso darti n giornate di sole, n arcobaleni del cazzo. Non posso darti n la felicit, n la serenit. Non posso darti la perfezione che meriti.
La perfezione non mi interessa. E se voglio gli arcobaleni, andr all'asilo.
Mi scosto dal muro. Sar sempre solo sesso. Dentro di me non c' niente. Sono vuoto.
 una bugia, e lo sai anche tu.
Ah, s?  una bugia? Mi volto di scatto e la guardo dritto negli occhi.  vero, sto mentendo, ma  meglio cos. Cosa pensi che provi quando mi porto in camera una ragazza il sabato sera? Pensi che ci sia altro a parte il sesso?
Cala il silenzio. Mi detesto per quello che ho detto. Mi detesto perch sto respingendo l'unica persona che vorrei accanto.
Lo so che quando stai con una ragazza il sabato sera  solo sesso.
Le sue parole fanno pi male dei calci nello stomaco che prendevo da bambino. E allora perch sei ancora qui?
Perch io non sono una ragazza qualsiasi risponde sicura. Credi che sia stupida, Aston? Hai appena messo a nudo la tua anima, mi hai mostrato le parti pi profonde e oscure di te, e adesso cerchi di allontanarmi. Chi stai cercando di proteggere davvero? Me o te stesso? Non provi nulla per me quando mi chiami piccola? Non provi nulla quando mi abbracci, quando stiamo insieme? Coraggio, dimmelo! Guardami negli occhi e dimmi che non provi niente, e me ne andr immediatamente. Dimmelo che non t'importa di me.
Non posso.
Dimmelo!
Lei lo sa.
Dai!
Non posso! grido. Non posso dirtelo!  questo il problema. Sei tu che devi andartene, perch io non riesco a mandarti via. Devi difenderti da me, perch io non riuscir mai a lasciarti.
Ma io non voglio andarmene! E non voglio che mi lasci andare! Ha il respiro affannato. Non voglio che mi lasci andare... ripete sottovoce.
Nessuno ti vorr mai. A nessuno importer di te. Tu non vali un cazzo. Figlio di puttana. Nullit.
Prendo Megan e la stringo forte. Sto tremando. Non so bene cosa significhi, ma non ho mai avuto bisogno di nessuno come adesso ne ho di lei. Lei  tutto. Per lei prenderei quell'ammasso di pezzi male assemblati e li rimetterei al loro posto. Ha risvegliato la mia voglia di vivere, di amare. E mentre mi abbraccia, mi sento al sicuro.
Con Megan mi sento al sicuro.

15. Megan.

Davvero tua madre non ti ha mai detto chi era tuo padre? chiedo, accarezzandogli il braccio.
No. Qualche anno fa il nonno mi ha raccontato che era andata al compleanno di un'amica e qualche settimana dopo aveva scoperto di essere incinta. Lei giurava di essere stata solo con un ragazzo, ma non si ricordava il nome. Comunque, non importa. Ho il nonno e mi basta. Lui c' sempre stato.
Deve essere un uomo incredibile. Si capisce da chi hai preso.
Gli sfugge una risata di scherno. Io non sono affatto incredibile, piccola.
Il vantaggio di non essere direttamente coinvolta  che io vedo cose che tu non riesci a vedere. Forse ancora non te ne rendi conto, forse non lo capirai mai, ma sei davvero incredibile. Gli accarezzo la guancia appena ruvida di barba. Non sto mentendo: io riesco a vedere il bello che si nasconde in lui sotto i brutti ricordi del passato. Deve solo permettere a quella bellezza di risplendere.
Se lo dici tu. Mi prende la mano e mi bacia le dita, una alla volta.
Mi dispiace di averti costretto a ricordare.
A me no. Avevi ragione: bisogna perdersi nell'oscurit per apprezzare la luce. Dentro la mia testa ci sono solo buio, ombre e immagini terribili, poi ti guardo negli occhi ed  come tornare a vedere la luce.
Mi avvicino e gli sfioro le labbra. Mi piace l'idea di farti sentire cos.
Chi altri potrei minacciare di prendere a sculacciate sul tavolo della cucina? Abbozza un sorrisetto e i suoi occhi sembrano riacquistare la loro solita vivacit. Le tenebre si stanno ritirando.
Sono sicura che un'altra la troveresti.
S, ma non mi interessa. Torna subito serio; con la mano scende lungo il mio braccio e si ferma sulla schiena. Devo dirti un'altra cosa, per promettimi di non arrabbiarti e che non te ne andrai.
Non me ne vado! esclamo, scandendo ogni parola. Va bene? Non vado da nessuna parte.
Per un istante, scorgo l'immagine del bambino che si cela dentro di lui, e nel mio cuore si apre una piccola crepa.
Qualche sera fa sono stato in un bar, una bettola fuori citt. Volevo dimostrare a me stesso che non sono come mia madre. Chiude gli occhi, prende coraggio, poi aggiunge: Sapevo che se avessi rimorchiato una ragazza non sarei stato molto meglio di lei.
Mi sforzo di restare impassibile, anche se sento salire la bile in gola. Una parte di me sa che non  successo niente. Lui  forte. E io devo esserne convinta.
E?
Cerco di controllare la voce, ma sento montare la rabbia. Sono arrabbiata che gli sia venuta in mente una cosa simile, sono arrabbiata con chi l'ha fatto diventare cos, per gli insulti che si  sentito ripetere talmente tante volte da convincersi di meritarli.
Sar rimasto in quel posto cinque minuti al massimo, poi sono dovuto scappare. Non ero io. Mi guarda dritto negli occhi. E il motivo per cui me ne sono andato sei tu. Cazzo, sei anche il motivo per cui ci sono andato. Pensavo che se fossi uscito di l da solo ti avrei dimostrato che sono abbastanza per te. Che a te ci tengo, che ho dei sentimenti. Che dentro non sono vuoto.
Tu non sei vuoto. Mi appoggio su un gomito e passo le dita tra i suoi capelli. Hai voluto metterti alla prova, ed  una dimostrazione sufficiente. E poi, chi dovrebbe stabilire che sei abbastanza per me? La societ? Un programma televisivo? Un romanzo rosa? No. Neppure Braden ha il diritto di farlo. L'unica persona che pu deciderlo sono io, e ti annuncio che lo sei.
Come fai a esserne sicura?
Ecco, non sei esattamente il signor Darcy, per... rispondo con un sorriso.
Mi fa il solletico su un fianco e ricado sul letto ridendo. Lui si stende sopra di me e preme i fianchi contro i miei, facendo scivolare una gamba tra le mie. Mi prende una mano e intrecciamo le nostre dita.
Darcy non si era mai sentito tanto affascinato da una donna come da lei mormora. Quando ti guardo, non ricordo altro del romanzo.
 una delle mie frasi preferite. Capita spesso che ti faccia dimenticare le cose?
Spessissimo. Mi bacia languidamente per un lungo istante.
Non ci credo che conosci Jane Austen dico, scostandogli i capelli dal viso. E quanti ragazzi saprebbero citarla a memoria? Aston mi sorprende sempre di pi ogni giorno che passa.
 il primo romanzo che mi ha fatto leggere il nonno. Avevo otto anni. Diceva che all'inizio del libro Darcy  un gran pallone gonfiato, ma se da grande avessi amato una donna come lui ama Elizabeth alla fine della storia, avrebbe avuto la certezza di avermi cresciuto bene.
Ha usato Orgoglio e pregiudizio per insegnarti a rispettare le donne. Ha voluto che seguissi l'esempio di Darcy, che impara piano piano a rispettare e ad amare Elizabeth. Tuo nonno  un genio!
Gli riferir il complimento risponde lui con un sorriso.
Glielo dir io se stessa, se avr la possibilit di conoscerlo.
Certo che ne avrai la possibilit. Se ti va.
Davvero?
Ormai il peggio lo conosci gi. E il nonno sar felicissimo di incontrare qualcuno che condivide la sua passione per le grandi storie d'amore. Io non ho molta pazienza con questa roba.
Mi piacerebbe tantissimo rispondo, sincera. E adoro parlare di letteratura.
Domani? chiede Aston. Nei suoi occhi fa di nuovo capolino il bimbo che ha dentro: sta iniziando a lasciarmi avvicinare. Permettendomi di conoscere suo nonno mi sta offrendo un'altra parte di s. Vuole che conosca l'unica persona che sa chi  davvero, che sa del bambino che c' in lui.
Gli sfioro le labbra con un dito. Domani. Far in modo di portare il signor Darcy.
Non ce n' bisogno. Avvicina di nuovo la bocca alla mia e mi succhia dolcemente un labbro. Sar io il tuo signor Darcy.
Ma ti mancano il cappello a cilindro e la marsina!
A cosa servono? Tanto me li toglierei subito.
Rido e lui mi bacia di nuovo con passione.
Forse hai ragione sussurro.

Mi sembra di avere di nuovo quindici anni, quando rientravo di soppiatto in camera mia dopo aver violato il coprifuoco.
Non avevo programmato di restare tutta la notte con Aston ma, dopo il suo racconto, non potevo andarmene e lasciarlo solo con i ricordi che io l'ho costretto a riportare a galla.
Cos esco in punta di piedi dalla sua camera, con gli stessi vestiti di ieri, per correre a prepararmi prima che lui venga a prendermi per andare da suo nonno. Scendo le scale in silenzio, sperando che dormano ancora tutti, o che stiano facendo quello che fanno di solito la domenica mattina. All'improvviso sento la voce profonda di Kyle e mi fermo.
Una bionda?
S, ma non so chi fosse. Ieri sera Aston  rimasto chiuso nella sua stanza.
Vuoi dirmi che non  sceso a trovarsi una con cui passare la serata?
Cazzo. Mi tappo la bocca per non imprecare sonoramente e lancio un'occhiata alla porta: se proseguo, Kyle e chiunque sia con lui mi vedranno e scopriranno che ero io la ragazza insieme ad Aston.
E se fosse Megan? domanda l'altro.
Mi mordo la lingua.
Impossibile, Braden lo ammazzerebbe.
Per un pelo.
Tolgo le scarpe e salgo di nuovo le scale fino in camera di Braden. Tiro fuori la chiave dalla tasca dei jeans e la infilo nella serratura. Mi tremano le mani. Entro e prendo uno dei miei libri dalla sua scrivania. Grazie, Braden, di dover sempre copiare i miei appunti di letteratura.
Richiudo la porta e mi metto di nuovo i tacchi. Ho un aspetto improponibile, ma in fondo  domenica mattina, cos scendo di sotto come niente fosse. Kyle e Mark, il ragazzo con cui stava parlando, mi guardano.
Buongiorno. Sorrido e li saluto con la mano.
Oh esclama Kyle, un po' in imbarazzo. Gi qui a quest'ora?
Alzo il libro. Braden mi ha rubato di nuovo gli appunti. Per fortuna che ho la chiave della sua stanza.
Sul serio? Mark mi squadra con sospetto.
Se vuoi, ti accompagno di sopra un secondo e ti faccio vedere quanta roba mia ha sul tavolo propongo, indicando le scale. Dall'esterno sembro pi calma di quanto non sia in realt.
No, figurati risponde, pi tranquillo.
Perfetto. Mi piacerebbe molto restare a fare due chiacchiere, ma ho una tesina da scrivere. A presto!
Ciao, Megs mi saluta Kyle.
Appena il portone si chiude alle mie spalle, tiro un sospiro di sollievo. Cacchio. C' mancato pochissimo, e ho anche esaurito tutte le scuse che avevo per giustificare la mia presenza alla confraternita.
Dove ti eri cacciata?
La voce di Kay mi fa trasalire. Che inizio di giornata...
Perch? ribatto, entrando nel dormitorio.
Perch ero passata per trascinarti a una festa. Per una volta che non ci sono quegli scemi degli amici di Braden... Ma tu non c'eri. Allora?
Mi appoggio alla porta della mia stanza, sorrido e decido di fare la misteriosa. Ti piacerebbe saperlo, eh?
Eccome! Hai trovato qualcuno con cui divertirti?
Una vera signora non rivela mai i suoi segreti! Apro la porta e la richiudo subito, prima che Kay possa fare altre domande.
Stronza! grida, bussando. Guarda che non lascio perdere!
Lo so! Ma almeno avr il tempo di inventarmi un'altra scusa.
Sospiro esausta, e appoggio la fronte al muro. Chi  che diceva che una storia segreta era una buona idea?
Ah, gi, io. Ma prima che diventasse una cosa cos profonda, molto pi di un ragazzo e una ragazza che stanno insieme. Questa storia si  intrecciata a un passato di orrori che non riesco neanche a immaginare, si  popolata di voci che non sentir mai, di ricordi di cui non sar mai totalmente partecipe. La nostra non  un'avventura da niente, un passatempo tra una lezione e l'altra. Tra noi c' qualcosa di vero.
Lancio il libro sul letto, scivola per terra ma non lo raccolgo.
Mi spoglio andando in bagno e mi butto sotto l'acqua bollente per provare a riordinare le idee. Stamattina ho davvero rischiato grosso. Non potr andare avanti ancora per molto a trovare giustificazioni. Prima o poi la verit verr fuori, ed esploder come neanche i fuochi d'artificio al Capodanno cinese.
Esco dalla doccia e fisso i vestiti nel mio armadio un po' pi del necessario. Conoscere un nonno equivale a conoscere i genitori, no? Anche se abbiamo in comune la passione per la lettura,  fondamentale fare una buona impressione. Ma che cavolo ci si mette per conoscere un nonno?
Il cielo grigio mi porta a scartare la gonna, e scelgo un paio di jeans, una camicetta colorata e un cardigan incrociato. Mi asciugo i capelli e fermo una ciocca con una molletta a forma di fiore, poi metto un velo di trucco.
Il cellulare vibra. Quando sei pronta, io ci sono, scrive Aston.
Cinque minuti.
Prendo una giacca leggera e gli occhiali da sole, sono convinta che verr bel tempo. Il cielo  gi pi scuro di prima, ma non piover. Non subito, almeno.
Non ci metto molto a raggiungere il centro a piedi. Aston ha parcheggiato esattamente nel punto che avevamo concordato. Busso al finestrino e lui si allunga per aprirmi la portiera. Appena salgo, mi d un bacio da togliere il fiato.
Rischioso mormoro.
E farmi vedere in macchina con te no? ribatte divertito.
Indosso gli occhiali da sole. Ma io ho un travestimento.
Si vede benissimo che sei tu. Ride e mette in moto. Comunque, non passiamo dal campus. E poi  ancora presto, dubito che ci sia molta gente in giro.
Questo lo dici tu. Fossi Pinocchio, avrei il naso lungo tre metri con tutte le bugie che ho dovuto dire stamattina.
A chi?
A Kyle, a Mark e a Kay brontolo. Kyle e Mark pensano che sia andata in camera di Braden a recuperare un libro, Kay crede che abbia passato la notte con un ragazzo.
Cosa vera, tra l'altro. Sa con chi?
No. Le ho sbattuto la porta in faccia.
Torner alla carica.
S, ma almeno avr tempo di pensare a qualcosa.
Lo dir a Lila e Maddie, e non ti daranno tregua.
 che mi ha preso alla sprovvista e non mi  venuto in mente niente. Stavo ancora cercando di riprendermi dall'incontro con gli altri alla confraternita. Come fidanzata segreta faccio proprio schifo.
Bello...
Cosa, che faccio schifo come fidanzata segreta? replico accigliata.
Aston si ferma davanti a una villetta a due piani con un giardino pieno di fiori circondato da siepi perfette.
No... cio, s. Si gira verso di me e mi prende la mano. Mi piace quella cosa della fidanzata.
 la prima volta che tiriamo fuori l'argomento e arrossisco un po'.
Oh, uhm...
Mi piace pensare che sei la mia ragazza, anche se ti devo nascondere sussurra.
Come Romeo e Giulietta?
Di letteratura devi parlarne con il nonno. Per s, pi o meno. Ma niente morti.
Apro la portiera e gli sorrido. Mi sta bene.
Scendo dall'auto e sento salire immediatamente la tensione. Quando siamo solo io e lui, sono tranquilla; ora, invece, davanti alla casa di suo nonno, il cuore comincia a battere all'impazzata e mi sudano le mani. Mi passo la lingua sulle labbra, all'improvviso secchissime, e deglutisco.
Non aver paura mi dice, accompagnandomi alla porta.
Lo sa che ci sono anch'io?
No risponde lui con un sorriso.
Appena entriamo, arriva una zaffata fortissima di sigaro.
Quando la smetterai di fumare questa robaccia? grida Aston.
Lo dici tutte le volte, e io tutte le volte ti rispondo mai.
Aston scoppia a ridere. Mi sa che fanno sempre cos.
Spegni subito il sigaro. Abbiamo compagnia.
Spero che non sia uno di quegli scemi della confraternita brontola il nonno.
No risponde Aston ridacchiando,  molto, molto meglio.
Cio? Mi hai portato una spogliarellista?
Uh, no. Magari la prossima volta.
Mi piacciono questi loro battibecchi.
Allora? Chi ?
Entriamo in salotto; nell'angolo in fondo, su una poltrona, c' un signore anziano. Si volta e i suoi occhi si accendono di curiosit. Hanno la stessa sfumatura di quelli di Aston.
Ti presento Megan. Megan, lui  mio nonno.
Per la miseria, ragazzo!  proprio carina, eh? Vieni a sederti, cara. Da quando mio nipote va in giro con quegli scemi della confraternita ha dimenticato le buone maniere.
Lasciami indovinare: per farmi perdonare vuoi che vada a prendere qualcosa da bere per Megs? chiede Aston, facendomi accomodare sul divano.
E vedi anche di sbrigarti!
Aston risponde sbuffando in modo esagerato e sorrido. Non solo si somigliano tantissimo, ma da questo continuo scambio di battutine capisco quanto sono uniti. I commenti del signor Banks mi ricordano molto mia nonna, una pazza vecchietta con un debole per i bei giovanotti, come li chiama lei, e a cui voglio un bene dell'anima.
Devo farlo rigare dritto mi spiega il signor Banks facendomi l'occhiolino. Allora, Megan, sei la sua ragazza?
Quanto mi ricorda Aston...
S.
Non mi ha mai parlato di te.
 che...  complicato.
C' di mezzo un fratello maggiore iperprotettivo che vorrebbe prenderlo a calci nel sedere?
Adoro quest'uomo.
Pi o meno... Il mio migliore amico.
Uno di quegli scemi della confraternita?
Annuisco.
Cosa ti avevo detto? Non cambiano mai,  come ai miei tempi.
E tu hai cresciuto il pi scemo di tutti. Aston gli d una pacca sulla spalla e appoggia un vassoio sul tavolino, poi mi porge un bicchiere.
Grazie. Lo guardo, e mi prende un po' di timidezza.
Hai perfettamente ragione. Ma sei anche un bravo ragazzo. Che nessuno mi dica che ti ho tirato su male. Il nonno sorride, prende un bicchiere di limonata e ne beve un sorso. Dimmi, Megan, ti piace leggere?
Aston fa una smorfia e allunga il braccio sullo schienale del divano dietro di me.
Studio letteratura inglese.
Al nonno si illuminano gli occhi e raddrizza la schiena. Scrittore preferito?
Jane Austen. E, prima che me lo chieda, Orgoglio e pregiudizio.
Santo cielo, ragazzo! esclama il nonno battendo le mani. Tienitela stretta questa! Si volta di nuovo verso di me e aggiunge: E al secondo posto chi c'?.
Mi mordicchio il labbro per un istante. Sono indecisa tra Dickens e Louisa May Alcott.  difficile decidere, anche se forse vince Alcott. Credo abbia una capacit unica di creare cos tanti personaggi coinvolgenti e appassionanti in un solo romanzo.
Il signor Banks scuote la testa. Vuoi dirmi che Piccole donne  pi bello di Grandi speranze?
Oh, no, non che  pi bello. Le storie sono alla pari, ma lo stile  molto diverso. E io preferisco quello di Alcott. E poi ho una cotta per Laurie.
Aston mi batte la mano sulla spalla. Di quanti uomini sei innamorata? Prima Darcy, adesso Laurie...
Si chiamano fidanzati di carta. La storia della letteratura  piena di personaggi che fanno battere il cuore.
E se io fossi il personaggio di un libro, sarei un tuo fidanzato di carta?
Che Dio ci aiuti! borbotta il signor Banks. Se qualcuno dovesse metterti in un romanzo, sarebbe un enorme fiasco.
Aston gli fa la linguaccia e il nonno scoppia a ridere.
Fai il bravo, o ti nascondo il bastone.
Se ti azzardi, ti prendo a sculacciate!
Mentre loro continuano a bisticciare, io mi isolo per un istante e osservo Aston. Ha un'espressione rilassata e serena.  questo il lato che non mostra mai a nessuno.  felice, allegro, ma c' un'ombra che lo accompagna ovunque. Sono innamorata di lui, ora non ho pi alcun dubbio. In questa casa, dove ha passato gli anni pi belli della sua infanzia con la persona che l'ha reso il ragazzo meraviglioso che  oggi, c' spazio solo per la certezza.
Aston si fa improvvisamente serio e riprendo ad ascoltarli.
Nonno...
Dimmi solo se ci sei stato.
No, non ci sono stato e non ho nessuna intenzione di andarci.
Li guardo, cercando di non fare la figura della ficcanaso. Difficile quando ti senti il terzo incomodo...
Potrebbe farti bene.
Non sono pronto.
Sono passati tredici anni, ragazzo.
Tredici o trenta non fa differenza: non sono pronto! Aston si alza ed esce in giardino.
Il nonno sospira e si volta verso la finestra: anche il suo viso ora  pieno di ombre. Mi osserva per un istante e mi chiede: Ti ha raccontato la sua storia?.
In parte.  arrivato fino a un certo punto, poi... era troppo per lui.
L'ho preso con me quando aveva sei anni, subito dopo la morte di sua madre. Era la mia bambina, la mia unica figlia. Perderla mi ha quasi ucciso, ma Aston mi ha dato un motivo per vivere. Dovevo proteggerlo e dargli tutto quello che lei non era riuscita a dargli. Prima che potessi portarlo a casa,  rimasto in ospedale per due giorni: era sporco, affamato e sottopeso. Ma c'era anche di peggio. Aveva una ferita profonda alla mano piena di frammenti di vetro; e poi graffi e cicatrici sulle gambe, e un grosso livido sulla schiena. Mi guarda e non riesco a nascondere il mio sconcerto.
Provo a capire, ma non riesco neanche a immaginare quanto dolore deve aver provato Aston. Mi viene la nausea e mi metto una mano sullo stomaco, come se potesse allentare la stretta che sento.
Lui incolpa sua madre per non averlo protetto, ma sono io l'unico responsabile. Sapevo che mia figlia non era adatta a prendersi cura di un bambino, ma non me ne sono preoccupato. Mia moglie  morta quando lui aveva quattro anni, ero bloccato in una sofferenza senza fine.
Seguo il suo sguardo fuori dalla finestra: Aston  appoggiato a un albero.
 solo colpa mia, sono io a non averlo protetto.
Ma lei non sapeva cosa stava succedendo, vero?
No.
La sua tristezza mi colpisce quanto quella di Aston. Da anni si porta dentro un enorme senso di colpa, si vede dalle spalle incurvate, dall'espressione del viso. Questa cosa mi fa impazzire. Non sopporto che un uomo cos buono e amorevole si senta responsabile della crudelt e dell'egoismo di altre persone.
Come pu essere colpevole di qualcosa di cui non era nemmeno a conoscenza? Ha accolto Aston e l'ha reso il ragazzo che  oggi. Lui non si accorge di quanto  speciale, ma  cos. Ed  tutto merito suo. Lei ha fatto del suo meglio per rimediare agli errori di sua figlia. Avrebbe anche potuto voltare le spalle a suo nipote e lasciarlo in mano ai servizi sociali. Lei  davvero una persona meravigliosa.
Sei molto saggia, Megan risponde lui, e la voce gli si incrina un po'.
Merito dei libri. Ci guardiamo e ci scambiamo un sorriso. Prima gli ha chiesto se era stato in un posto...
A visitare la tomba di sua madre. Provo ogni anno a convincerlo, ma mi risponde sempre che non  pronto.  testardo come un mulo brontola, battendo il pugno sul bracciolo della poltrona.
Credo che non abbia ancora accettato quello che gli  successo. Non riesce a elaborarlo.
Spero che ci riesca, prima o poi. E spero che tu gli sarai vicino. Il signor Banks mi guarda serio, i suoi occhi sono grigi come il granito. Ha una storia molto complicata. E quello che ti ha raccontato  solo una piccola parte di tutto quello che ha dovuto sopportare.
Gli star vicino lo rassicuro. E lo aiuter. Lo desidero davvero.
Mi piaci dice all'improvviso. Sembri persa nelle tue romanticherie, ma si vede che sei una dura. Non ti berrai tutte le sciocchezze che dice, vero?
Non l'ho mai fatto, e non intendo cominciare adesso.
Potresti farmi un favore? Un giorno prova a portarlo dov' sepolta sua madre. Anche solo per un minuto. E mi raccomando, non farti mettere i piedi in testa da quel presuntuoso. Si crede il signor Darcy.
Mi chiami pure Elizabeth, allora ribatto con un sorriso.

16. Aston.

Era necessario parlare di lei adesso? Di tutti gli argomenti che il nonno poteva tirare fuori, proprio lei. Ogni volta la stessa storia, cazzo! Non ne voglio parlare, non con lui. Lui non capisce. Non ha conosciuto la stessa persona che ho conosciuto io. I suoi ricordi non sono i miei.
Do un calcio alla sabbia e mi stringo nel giubbotto.
Tutto bene?  la prima volta che Megan dice qualcosa da quando siamo risaliti in macchina e abbiamo proseguito verso nord, dove nessuno pu trovarci.
No rispondo. Tutte le volte... tutte le volte la stessa storia. Pensavo che davanti a te non l'avrebbe tirata fuori, e invece...
Anche lui soffre sussurra dolcemente Megan. Non  una giustificazione,  la realt. Si sente in colpa per quello che ti  successo, anche se non c'entra niente.
Te l'ha detto lui?
Annuisce e fa cadere la mano che mi teneva appoggiata sulla schiena.
Non gli hai lasciato il tempo di dirlo anche a te. Sta male, Aston. State male entrambi. Il dolore non passer mai, ma non pu nemmeno condizionare le vostre vite. Se lasci che sia il dolore a guidarti, finirai per perderti.
E se mi fossi gi perso?
Ti nascondi, ma non ti sei perso. Non lo permetterei mai.
La abbraccio forte. E se non esistesse una cartina per ritrovare la strada?
Allora mi perder insieme a te. Non lascer che vincano loro, Aston. Non lascer che siano i tuoi demoni a prendere il comando. Ci tengo troppo a te.
 sincera, lo sento dalla voce. Mi mette le braccia al collo e preme la fronte alla mia.
Ci prover, Megs. Non posso prometterti niente, ma finch mi sei accanto, credo che me la caver.
Parlerai con tuo nonno? Basta poco...
Vedremo. Ora devo pensare a me.
Devi solo trovare una direzione, un posto in cui andare.
Dammela tu, una direzione.
Okay. Megan resta in silenzio per un istante e chiude gli occhi.
Sto aspettando... la stuzzico.
Riapre gli occhi e la loro luce mi sorprende. Punta dritto alla luna, perch anche se non dovessi arrivarci, ti ritroveresti circondato di stelle.
Non serve andare cos lontano: l'unica stella di cui ho bisogno ce l'ho qui davanti a me. Forse ho gi trovato il posto che cercavo.
Io ti seguirei ovunque.
E se non te lo chiedessi?
Non c' bisogno che tu me lo chieda. Non dovrai mai chiedermi niente, perch io sar sempre al tuo fianco.
Megan soffoca la mia risposta imprigionandomi con un bacio. Affonda le dita tra i miei capelli e preme il suo corpo al mio, alzandosi sulla punta dei piedi.
Questa ragazza si sta lentamente insinuando tra le mie crepe, prende i pezzi spaiati, li studia con attenzione per imparare a conoscerli - a conoscere me -, poi li dispone in fila uno di seguito all'altro, nel giusto ordine.
Non sapr mai, per, che  lei il collante capace di tenerli insieme.

Riassumendo:  domenica sera e siamo su una spiaggia buia e deserta del Nord della California a mangiare un gelato nonostante il freddo dice Megan. Passa un dito sulla crema e lo lecca.
Esatto.
E perch mangiamo un gelato invece di... non so, bere un caff da Starbucks?
Non credo ci sia uno Starbucks qui a... Dove cazzo siamo?
Non sai dove siamo?! La prossima volta ricordami di impedirti di guidare.
Impedirmelo?
Esatto.
Le metto un braccio attorno alla vita e la stringo a me. Tu non fai proprio niente. Non mi sembrava che ti fossi offerta di guidare.
Perch avrei dovuto, se potevo farmi scarrozzare da te?
Ma se hai appena detto... Scuoto la testa: mi sta prendendo in giro. Lascia stare, ci rinuncio.
Scoppia a ridere e mi d un bacio. Non riuscirai mai a capirmi.
Perch sei complicata.
Non  vero!
Se non fossi complicata, riuscirei a capirti.
Megan finisce il gelato e butta il cono in un cestino mentre risaliamo la spiaggia.
Va bene, hai vinto.
Non mangi il cono?
Non mi piace risponde, sedendosi sul cofano dell'auto.
E allora perch prendi il gelato nel cono? Mi metto tra le sue gambe e lei le incrocia sulla mia schiena scivolando verso di me.
Come perch? Perch mi piace il gelato dice, come se fosse ovvio.
Tutt'a un tratto cade una grossa goccia di pioggia, poi un'altra, e un'altra ancora. Una colpisce Megan sulla guancia e lei inizia a strillare. Mi d una spinta per spostarmi e scappare in macchina, ma in pochi secondi viene gi un acquazzone cos violento che ci ritroviamo completamente fradici. Seguo l'acqua gelida che scivola sul petto di Megan e scompare nel colletto della camicetta. Le prendo le mani e intreccio le dita alle sue.
Aston, lasciami andare! Diluvia!
E allora? Tanto sei gi bagnata.
Lei si dimena tra le mie gambe, sfregandosi sul cavallo dei miei jeans. Si ferma, mi guarda e si accorge che ho un'erezione.
Sono... mmm... stata io? chiede, sbattendo le palpebre.
S mormoro, stendendomi sopra di lei.
Ma piove...
La zittisco con un bacio e la spingo contro il cofano. Le blocco le mani sopra la testa e premo i fianchi contro i suoi strappandole un gemito. Lei inarca la schiena, mentre la pioggia continua a scrosciare e le nostre lingue si trovano, si accarezzano. Le tengo fermi i polsi con una mano sola, e faccio scivolare l'altra sul suo corpo. La stuzzico e la solletico con le dita; infilo il pollice sotto i suoi jeans e sento il bordo dei suoi slip. Mi muovo su di lei, e perdo completamente la testa. Megan  cos bagnata - in tutti i sensi - che mi sento morire.
Le sfioro il collo con le labbra, respirando affannosamente.
Megs...
Vuoi me, o quello che posso darti? chiede all'improvviso.
Alzo la testa di scatto. Voglio te.  di te che ho bisogno.
E se ci scoprono?
Vedi qualcuno in giro? La sollevo tenendole le mani sul sedere. Apri tu la portiera, io sono un po' impegnato.
La mia erezione continua a spingere contro i jeans. La faccio stendere sui sedili posteriori e salgo sopra di lei. Mi guarda con gli occhi socchiusi e il respiro sempre pi pesante.
La bacio dietro un orecchio e con la bocca scendo sempre pi gi, fino al solco tra i seni. Con la lingua percorro la scollatura profonda della sua camicetta, poi il bordo del reggiseno e trovo i capezzoli. Lei geme affondando le dita nella mia schiena. Inizio a spogliarla senza mai smettere di baciarla, anche mentre le sfilo i jeans fradici. Mi metto a sedere per toglierglieli del tutto e Megan sbatte la testa contro il tettuccio.
Accidenti sibila. Rido piano e le accarezzo le gambe. Lei mi prende per la maglietta e mi tira verso di s. Zitto e baciami.
S, cazzo... rispondo.
Megan mi sbottona i jeans e li abbassa aiutandosi con i piedi. Basta un semplice contatto con il suo corpo per eccitarmi ancora di pi. Impreco tra me e me, tolgo i boxer e scosto l'orlo dei suoi slip, cercandola con le dita. Un istante dopo entro dentro di lei; Megan stringe le cosce attorno alla mia schiena. A giudicare da quanto  bagnata, e da come si muove, fare sesso in macchina le piace da morire.
I nostri corpi si muovono all'unisono. In questo luogo deserto in cui nessuno sa chi siamo, diventiamo una cosa sola.
E io capisco che non posso pi fare a meno di lei.

La mamma  molto arrabbiata. La sento urlare contro quell'uomo, ma non capisco bene cosa gli dice. So che sono brutte parole che possono usare solo gli adulti e che io non devo ripetere.
Vengono domani! grida. Che cazzo mi invento stavolta?
Non lo so! Ha cinque anni... Per quel che me ne frega pu essere caduto da un albero!
E si  fatto un occhio nero? In che modo? Sbattendo contro una radice?
Fatti venire in mente qualcosa! le urla lui, pestando forte i piedi sul pavimento. La mamma mi dice sempre che non lo devo fare: non bisogna fare rumore. Tanto ti credono tutte le volte!
Dove vai?
Devo uscire da questo buco del cazzo, o faccio anche a te un occhio nero come a quel bastardo di tuo figlio!
La porta sbatte e trasalisco. Sfrego l'orecchio del mio coniglio contro la guancia.  morbido.
Quell'uomo non mi piace.  il pi spaventoso di tutti.  grossissimo e ha le braccia piene di strani disegni. Una volta gli ho chiesto cosa sono, ma mi ha rimproverato. Volevo solo vederli.
'Fanculo! Testa di cazzo! urla la mamma, ed esce anche lei sbattendo la porta.
Non  un problema se va via. Ripete sempre che deve trovare i soldi per mangiare, che deve lavorare. Poi a casa resta uno di quegli uomini cattivi che bevono quella birra schifosa.
Mi alzo e apro appena la porta della mia stanza. Mi guardo intorno: sono proprio solo, ed  buio. Non mi piace il buio. Quegli uomini dicono che nel buio si nascondono i mostri cattivi che mangiano i bambini.
Guardo la cucina. Tremo e mi fa male lo stomaco. Ho tanta fame. Stamattina la mamma mi ha dato solo un pezzo di pane. Nient'altro.
Stringo forte il coniglietto e mi guardo intorno. Forse cercando trover qualcosa.
Sento bussare alla porta e grido. I mostri! Torno di corsa nella mia stanza e mi chiudo dentro a piangere. Prendo la coperta e mi nascondo sotto il letto, in un angolino in fondo, facendomi piccolo piccolo.
Qui non mi trover nessuno. Sono al sicuro.

Buio. Mostri.
Batto la mano sul letto accanto a me. Il letto, non il pavimento.
Accendo la lampada sul comodino: sono nella mia stanza. Al college. A Berkeley. Non  la mia cameretta a San Francisco. Niente mostri, niente uomini cattivi, niente mamma. Ci sono solo io.
Nascondo il viso tra le mani, che tremano ancora per l'adrenalina del sogno.
 caduto da un albero. E ci credevano pure. Era la prima volta che quella testa di cazzo mi dava un pugno in faccia, e soltanto perch ero passato davanti alla TV e gli avevo fatto perdere un touchdown. E cos mi ero guadagnato un altro livido, un altro ricordo, un'altra cicatrice da aggiungere alla collezione.
E lei si ostinava a non fare niente. Li copriva. Non mi controllava mai.
Mostri.
 incredibile quanta paura avessi dei mostri immaginari: ma i mostri veri erano quegli ubriaconi drogati e tatuati che mia madre portava continuamente a casa, non le creature frutto della mia fantasia.
Lascio la luce accesa, mi giro su un fianco e avvicino le ginocchia al petto. Le coperte pesanti mi avvolgono come quella leggera di allora, e mi raggomitolo come facevo un tempo. Il bisogno di proteggermi, di proteggere il mio corpo,  pi forte di ogni altra cosa.
Nella mia mente, ho di nuovo cinque anni.

17. Megan.

Si ritorna alla realt. Un altro giorno di bugie. Un altro giorno di falsit. Un altro giorno di occhiate furtive, sorrisi prudenti e battibecchi pieni di sottintesi che solo noi due possiamo cogliere.
Un altro giorno a ripetermi che mantenere il segreto  una nostra scelta. Non so per quanto ancora riusciremo ad andare avanti cos: anche se stiamo attenti, prima o poi qualcuno lo scoprir.
Kay e Lila sono gi sulla buona strada.
Dimmi solo chi  mi implora Lila. Giuro che non ne parler con nessuno.
Non  niente di che,  stata soltanto una notte. Mi ripetete sempre che mi devo divertire e ho seguito il vostro consiglio. Fine della storia.
Sul serio? esclama Kay. Pretendo i dettagli!
E se non volessi darteli?
Allora ti rompo le palle finch non mi racconti tutto.
E io non ti racconto niente lo stesso.
Maddie sorride. Sei proprio testarda.
No, sono riservata ribatto, facendole l'occhiolino.
E noiosa aggiunge Lila sbuffando. Io e Maddie ti abbiamo sempre raccontato tutto nei minimi particolari, e con le storie di Kay potremmo scriverci un libro. Manchi solo tu: quest'anno non hai condiviso niente con noi.
Ma non c' niente da condividere! protesto. Provo a ignorare il senso di colpa per l'ennesima bugia: da condividere ci sarebbero un sacco di cose.  successo e basta. Non tirer pi fuori l'argomento, quindi chiudiamola qui. La conversazione  finita. Guardo l'orologio e raccolgo i libri. Ho lezione, ci vediamo dopo.
Cosa nascondi, Megan Harper? grida Lila alle mie spalle.
Scuoto di nuovo la testa e continuo a camminare. Vorrei urlarle: Niente! Ma dalla gola vorrebbe uscire: Aston! Resto in silenzio e mi faccio strada tra i gruppetti di ragazzi che ridono e scherzano in corridoio.
Giro l'angolo e in fondo alle scale c' lui. Controlla che non ci sia nessuno e mi viene incontro. Sembra triste e stanco. Ho una stretta allo stomaco, ma appena mi butta le braccia al collo e nasconde il viso tra i miei capelli mi sento subito pi tranquilla. Mi scosto per guardarlo negli occhi, poi si avvicina e mi d un bacio. Sta tremando, e non solo perch sta male. Trema perch ha bisogno di aprirsi e non ce la fa. All'improvviso si scioglie dall'abbraccio e si allontana.
Ho il cuore pesante come un macigno. Ha detto che io lo faccio sentire meglio, che riesco ad allontanare la sua sofferenza. Scommetto che questa notte  stato tormentato dagli incubi e dalle immagini del passato da cui cerca disperatamente di fuggire. La causa di tutto deve essere stato confidarsi con me sabato e poi discutere con suo nonno domenica.
E io non ho avuto che questi cinque secondi per consolarlo; cinque secondi rubati tra mille rischi e un bacio disperato.
Metto la borsa a tracolla e salgo le scale. Non riesco a togliermelo dalla testa. Davanti a me vedo soltanto i suoi occhi; e quando arrivo a lezione e apro i libri, il mondo intorno si trasforma in una macchia confusa in cui distinguo soltanto il suo viso triste e le sue ferite, che non riuscir mai a comprendere davvero.
Aveva ragione, le ferite peggiori sono quelle che si portano dentro, invisibili agli altri. Io ho avuto una vita felice e sicura in un bel quartiere a migliaia di chilometri di distanza dalla realt che alcune persone sono costrette a vivere. Il momento pi brutto della mia infanzia  stato quando mia madre valutava quali libri potevo leggere e quali no, e il pi bello quando mia nonna le disse di piantarla e di farmi leggere quello che volevo. Sono un'ingenua e mi  difficile capire le vite diverse dalla mia. Adesso ne sono consapevole, ma non potr mai nemmeno intuire il dolore di Aston, i pensieri che gli affollano la mente, le parole che avvelenano le sue giornate.
L'inferno ha da esser vuoto, perch tutti i demoni sono qua. La professoressa legge una citazione da La tempesta, interrompendo le mie riflessioni.  una frase potente, e ancora di pi in un'epoca in cui molti credevano nell'esistenza del diavolo. Cosa voleva dire Shakespeare con queste parole?
Esattamente quello che ha scritto rispondo, fissando l'insegnante, una donna sulla cinquantina, che cammina avanti e indietro davanti alla cattedra. I demoni sono qua. Che Shakespeare creda in Dio oppure no,  convinto che gli uomini godano del libero arbitrio, che abbiano cio la libert di decidere se essere buoni o cattivi, come insegna la Bibbia. Coloro che scelgono la malvagit, di rubare o di uccidere, sono i demoni, allora come oggi.
Quindi sei d'accordo, Megan?
Si pu non esserlo? Non sono credente, ma non resto indifferente davanti a ci che succede nel mondo. Se Dio esiste, se esiste un bene supremo, allora per bilanciarlo deve esistere anche un male superiore. E il male pu essere tanto in chi ha commesso un reato, quanto in una persona seduta tranquillamente al parco.  per questo che, se l'inferno esiste, deve per forza essere vuoto. Chieda a chiunque abbia avuto la sfortuna di imbattersi nella malvagit pura o che deve combatterla dentro di s: le risponder che i demoni si nascondono ovunque.
Stai dicendo che i demoni sono tra noi e potremmo non saperlo? ribatte lei.
Li incrociamo ogni giorno, spesso senza rendercene conto. E conosciamo senz'altro qualcuno la cui mente  piena di demoni.
La professoressa annuisce e passa a un altro.
Demoni come quelli di Aston.
Demoni generati dalla crudelt.
Shakespeare aveva ragione: se i demoni esistono, vivono senza dubbio su questa Terra.

Occhi verdi, capelli castano chiaro con una leggera sfumatura ramata, spalle larghe e la pelle ancora un po' abbronzata. E noioso come una lezione di fisica. L'argomento di cui forse mi sta parlando proprio adesso.
Giuro che stavolta ammazzo Lila.
Scusa, cosa mi stavi dicendo? chiedo.
Non mi hai ascoltato, vero? ribatte lui un po' irritato.
Uhm... Mi sa che sono arrossita. Non proprio tutto. Non sono molto di compagnia, scusa.  che ho un po' di cose per la testa.
Vuoi parlarne? A volte aiuta.
Tesoro, neanche mi ricordo come ti chiami, figurati se ti racconto la storia della mia vita.
No, no,  tutto a posto. Grazie. Mi sforzo di sorridere, sperando di dare una buona prova da attrice. Sarebbe meglio se andassimo, per.
Come vuoi.
Lui si alza per andare a pagare quel poco che abbiamo ordinato, e trattengo un sospiro di sollievo. Insiste per offrirmi la cena, nonostante le mie proteste, e usciamo.
Allora, Megan...
Oh, no, ti prego.
S? Spero che da fuori non si veda quanto sono preoccupata. Sono veramente orribile.
Ho capito che stasera non sei dell'umore adatto, per magari ti andrebbe di vederci un'altra volta...
Cazzo. Mmm... Mi gratto dietro l'orecchio. Com' che si chiama? Senti, non so cosa ti abbia detto Lila, ma si  messa in testa di sistemarmi. Non sei tu, anzi, sono sicura che sei un ragazzo adorabile, ma in questo momento sto bene cos.
Lui sorride e scrolla le spalle. S, mi aveva avvertito. Valeva comunque la pena tentare, no?
Certo. Ora che ci penso, mi sa che andr a fare due chiacchiere con lei. Grazie della cena.
Figurati. Mi saluta con un cenno della mano e si allontana, e io torno verso il campus riflettendo su cosa dirle.
So gi come andr. Lei insister per sapere perch non mi va di uscire con nessuno, e io mi inventer una scusa patetica e credibile quanto il fatto che sono una spogliarellista di Las Vegas. Per non c' la faccio pi. Non posso continuare a fingere di divertirmi a questi appuntamenti: non  corretto verso me stessa, verso Aston e verso i ragazzi con cui esco.
Comincia a piovigginare e mi metto a correre. Mi torna in mente ieri e sento un brivido correre lungo la schiena. Niente al mondo potr mai darmi le stesse sensazioni di Aston che mi bacia come se ne andasse della sua stessa vita. Forse  per questo che non riesco a prendere in considerazione nessun altro e ogni tentativo di Lila sar destinato al fallimento. Non c' spazio che per lui.
Entro nella mia stanza e scrollo i capelli bagnati. Lila alza lo sguardo dai libri e sorride.
Allora, com' andata? Mi aspettavo che saresti tornata molto pi tardi...
Questa storia deve finire la interrompo bruscamente. Basta appuntamenti. Non ci sto pi.
Perch? Era uno stronzo?
No, anzi, era carino. Esattamente come quello prima. Sono tutti carini, Lila, solo che proprio non mi interessano.
Lasciami indovinare... nessuno di loro  il tuo signor Darcy?
Mi tolgo la giacca e mi butto sul letto. Esatto.
Ti aiuto io a cercarlo.
Non mi serve il tuo aiuto.
Megs, voglio che trovi qualcuno che ti renda felice.
Ma io sono felice!
D'accordo, ma voglio lo stesso che trovi il tuo Darcy. Ti do una mano.
Non ce n' bisogno!
Megs...
L'ho gi trovato!
Oh, cazzo. Mi tappo la bocca e spalanco gli occhi, che diventano grandi come due piatti da pizza. Come ha fatto a scapparmi? Fanculo! Il guaio  fatto.  finita. La copertura  saltata.
Ottimo lavoro, Megan Harper, sei una grandissima idiota.
Lila ci mette un po' a capire. Fa cadere la penna sul letto e mi guarda stupita.  come se tutto si muovesse al rallentatore. Ma come cavolo ho fatto a lasciarmelo sfuggire?
Cosa? Hai trovato il tuo Darcy? domanda. E chi ?
Uhm... Sicura che ho detto cos? Rido, nervosa. Ah ah! Ti sbagli. Non... cacchio. Affondo la testa nel cuscino con il cuore che batte a mille.
Eh, no! Non te ne puoi uscire con una cosa simile e far finta di niente, Megan Harper! Sento il suo letto che cigola. Si alza, mi prende per un braccio e mi obbliga a voltarmi. Tengo il cuscino sulla faccia, ma lei me lo strappa, e allora mi copro con le mani.
Mmm... Era una bugia per farti smettere... Una scusa decisamente poco convincente.
Piantala! Non ci credo che hai trovato il tuo Darcy e non me l'hai detto.
Gi.  che... non potevo dirtelo.
Sono la tua migliore amica! Cosa significa che non potevi dirmelo?
Esattamente quello che hai capito.
Chi siete, Romeo e Giulietta? Siete nati sotto una cattiva stella e dovete mantenere segreta la vostra storia d'amore? Torna nel suo letto, lanciandomi un'occhiata severa e una risata di scherno. Megan... Chi ?
Uhm... Tutto qui? Solo un cacchio di uhm?
Oddio, non dirmi che...
Uhm... Nuovamente! Studio letteratura e la cosa migliore che riesco a fare  un verso? Sta andando di male in peggio.
Non  vero... mormora Lila. Oh, mio Dio.
Ho il diritto di rimanere in silenzio. Raccolgo le ginocchia al petto e mi mangio le unghie. Lila continua a fissarmi scioccata. Risponder solo in presenza del mio avvocato, come in un interrogatorio.
E invece  vero! Non sai proprio mentire. Non so se abbracciarti o darti uno schiaffo.
Mi appello al quinto emendamento.
Megs, tu e...
Ti prego, non chiedermi niente, Lila. Non voglio pi raccontarti bugie.
Cala il silenzio. Riprendo a tormentarmi le unghie e batto nervosamente un piede. Lei si alza e si mette a camminare avanti e indietro per la stanza.
Aston... mormora, e si siede di nuovo. Quando? Come?
Scuoto la testa, ma lei ormai ha capito tutto.
Quando Braden ha portato Maddie a conoscere i suoi! Da quel giorno Aston non  stato pi con nessuna.  sempre con te, vero? Quando io vado alla confraternita nel weekend, lui viene qui. Ecco perch non si vede pi in giro. Cavoli... Ma davvero siete riusciti ad andare avanti per tutto questo tempo senza che nessuno vi scoprisse?
Non moller mai l'osso, ed  solo colpa mia.  arrivato il momento di affrontare le conseguenze delle mie azioni.
Non so come abbiamo fatto, per s. Non devi dirlo a nessuno, ti prego. Non deve saperlo nessun altro.
 una cosa seria?
Annuisco e con un dito seguo il disegno sulla mia coperta. Lui non  come sembra. E non c' solo sesso tra noi. Lui...
 il tuo Darcy conclude Lila, semplicemente.  come la pioggia dopo anni di siccit. La tua met perfetta. L'anima gemella che l'universo ha destinato a te. Sbaglio?
Ecco perch non devi dirlo a nessuno insisto. Nemmeno a Ryan.
Davvero Braden  all'oscuro di tutto?
Pensi che se lo sapesse, sarebbe ancora un segreto? Si arrabbierebbe cos tanto da radere al suolo la confraternita.
Perch? Siete i suoi migliori amici. Io proprio non lo capisco.
Perch mi considera una sorella, e crede che ad Aston interessi solo il sesso.
Ti rendi conto che prima o poi lo scoprir, vero?
S, ma spero pi poi che prima.
Perch? Non  meglio la verit?
Perch sono una fifona, una codarda. Perch so di aver combinato un guaio, ma non riesco ad ammetterlo. E poi...
Perch devo trovare una buona scusa per giustificare tutte le bugie che ho raccontato finora.

18. Aston.

La casa del nonno non  mai stata cos spaventosa. Il posto in cui sono cresciuto, l'unica vera casa che abbia mai avuto  diventato il luogo che ho pi paura di affrontare.
 come una gabbia piena di demoni pronti a essere liberati nel mondo. Non posso fermarmi a pensare se  stata una buona idea venire qui. Non so se  la decisione giusta per me in questo preciso momento, ma io e il nonno dobbiamo parlare. Non posso lasciarmi imbrigliare dal passato, e non riuscir mai a voltare pagina se non lo far anche lui. Non riuscir mai a superare tutto, se con la mia ostinazione a non voler sapere impedisco anche a lui di andare avanti.
Cosa ci fai qui a met settimana? brontola appena mi vede.
Devo parlarti.
D un tiro al sigaro e mi rivolge uno sguardo penetrante tra le nuvole di fumo. Ti ho visto che sei rimasto un bel po' seduto in macchina. Di cosa vuoi parlare?
Prendo un bel respiro e abbasso la testa: le prossime parole che pronuncer cambieranno ogni cosa. Della mamma.
Il nonno resta in silenzio. Butta fuori il fumo e si agita sulla poltrona. Pensavo che non ti importasse di lei.
Adesso voglio sapere. Sono pronto ad ascoltare quello che hai da dirmi.  arrivato il momento di essere sinceri e aprirci l'uno con l'altro.
Megan  una brava ragazza.  stata lei a convincerti, vero?
Mi ha fatto capire che non posso vivere per sempre nel passato, ma non mi ha costretto a fare niente. Venire qui  stata una mia idea.
E lei lo sa?
No.
Il nonno si appoggia allo schienale e lascia il sigaro nel posacenere. Punta i gomiti sui braccioli della poltrona e intreccia le dita davanti a s.
Da dove vuoi che cominci?
Nascondo le mani sotto le gambe, proprio come facevo da piccolo quando mi leggeva una storia o mi faceva lezione. In un certo senso, la conversazione che stiamo per avere  entrambe le cose: il racconto di una storia nella sua nuda verit, e la lezione che quella verit contiene.
Da dove vuoi tu.
La prima cosa che devi sapere  che tua madre non  sempre stata la persona che hai conosciuto. Fino a sedici anni era la figlia perfetta: ottimi voti, gentile, educata... Non avrei potuto chiedere di meglio. Era quel genere di ragazza che sa che se non puoi mangiare dolci, ti fa i biscotti senza zucchero. Poi all'ultimo anno delle superiori ha iniziato a frequentare cattive compagnie. Non la sto giustificando, ma quella gente ha avuto una brutta influenza su di lei. Certo, non posso nemmeno scaricare tutta la colpa su di loro:  stata lei a decidere, nessuno l'ha obbligata. Niente pu giustificare la vita che si  scelta... e che ha scelto per te. Un giorno ci disse che era rimasta incinta. Io e la nonna eravamo combattuti tra la gioia di avere presto un nipotino e la consapevolezza che avremmo perso la nostra bambina. Aveva solo diciassette anni... Non ci saremmo mai immaginati che un weekend da un'amica avrebbe portato a tutto questo. Cercammo comunque di aiutarla come potevamo.
Quando avete scoperto... che si drogava?
Circa cinque mesi dopo. La nonna la accompagn a fare un'ecografia. Eri piccolissimo; lo sei stato per tutta la gravidanza. Il medico sapeva dagli esami del sangue che tua madre aveva fatto uso di stupefacenti, ma lei giurava di aver chiuso. Alla fine il dottore riusc a costringerla ad ammettere che si drogava ancora e la inser in un programma di disintossicazione per limitare il pi possibile i danni al tuo sviluppo.
Non si potevano capire dalle ecografie?
No, ragazzo. Fisicamente stavi bene; eri piccolo ma normale. Ma solo quando avresti cominciato a camminare e a parlare, avremmo capito le eventuali conseguenze sul tuo sviluppo cognitivo.
Quindi avete cercato di fermarla?
Certo. Era ancora minorenne, e le proibimmo di uscire da sola. Ma lei si procurava comunque quella robaccia. Ci prendeva in giro. Sei nato prematuro di cinque settimane: eri uno scricciolo di meno di due chili lungo quanto il mio braccio.  stato uno dei giorni pi belli della mia vita, su questo non devi avere dubbi. Ricordo che guardai tua nonna e le dissi: May,  il mio nipotino. Quando sar grande, lo porter a pescare, gli insegner a giocare a football e come si tratta una signora. Si interrompe un istante per asciugarsi gli occhi. Ho promesso che ti avrei protetto, ma non ci sono riuscito.
Non  stata colpa tua, nonno.
Avrei dovuto prenderti con me allora! Batte il pugno sul bracciolo. Non avrei dovuto permetterle di avere la custodia totale, ma pensavo che fosse meglio cos. Pensavo che la mia bambina stesse guarendo. Ha le guance rigate di lacrime. Mi alzo e mi metto in ginocchio davanti a lui. Anche quando se ne and di casa e ti port via con s, mi convinsi che saresti stato bene. Avevi due anni... Ti vedevamo quasi tutti i weekend. Poi la nonna mor, tu avevi quattro anni, e mi ritrovai da solo. Ero consumato dal dolore - avevo perso mia moglie, la mia migliore amica, la mia anima gemella - e mi dimenticai di tutto. Mi dimenticai di te.
Non  vero, nonno. Tu ci sei sempre stato.
Un giorno, due anni dopo, venne da me la polizia. Mi dissero che avevano identificato il corpo di tua madre e che suo figlio di sei anni aveva bisogno di una casa, altrimenti sarebbe stato affidato a un orfanotrofio. Non avrei mai permesso che il mio nipotino finisse vittima del sistema. Non avevo nessuna intenzione di fallire anche con te, di sbagliare pi di quanto avessi gi fatto.
Tu non hai sbagliato. Tu mi hai salvato, nonno. Mi hai insegnato a vivere. Mi hai portato a pescare, mi hai insegnato a giocare a football e a comportarmi bene con le ragazze. Hai preso la mia vita di merda e l'hai trasformata in qualcosa di completamente diverso. Non hai mai sbagliato con me, neanche per un istante.
Avrei dovuto...
Non sei stato tu ad alzare le mani su di me, a picchiarmi con la cintura, a prendermi a calci nella pancia fino a farmi vomitare, a sbattermi la testa contro lo spigolo del tavolo. Le immagini scorrono in rapida successione nella mia mente e inizio a tremare. Uomini diversi, giorni diversi, momenti diversi, che hanno lasciato tutti le stesse cicatrici. Non  stata colpa tua. Tu non lo sapevi nemmeno. Lei invece sapeva tutto. Mentiva ai dottori, alle assistenti sociali, a chiunque. Diceva che mi ero fatto male da solo. Tu non sapevi niente. Come potevi fermare qualcosa di cui eri totalmente all'oscuro?
Non basta a cancellare il senso di colpa.
Allora ripensa a quello che hai fatto, a quello che mi hai insegnato.  grazie a te se sono diventato la persona che sono oggi. Mi interrompo per un istante: quello che sto per dire  la pura verit, e devo dirla per lui, ma soprattutto per me. Mi hai fatto conoscere Elizabeth e mi hai mostrato quanto fosse arrogante Darcy. Fino a pochissimo tempo fa, ero come lui: ero interessato soltanto a me stesso. Poi  arrivata Megan. Se non ci fossi stato tu, non avrei mai pensato che con lei sarebbe potuta durare pi di una notte. Tu mi hai spiegato cosa c' tra Darcy ed Elizabeth e mi hai insegnato ad amare. Mi hai insegnato ad amare Megan. Sei stato tu e nessun altro.
Il nonno mi abbraccia e piange sulla mia spalla. Ecco cosa gli ho sempre negato, intrappolato com'ero nel mio dolore. Quante cose si  tenuto dentro perch fossi felice. Lo stringo forte e mi sfugge una lacrima.
La sai una cosa, ragazzo? mormora, scostandosi e provando a ricomporsi.
Dimmi.
La nonna sarebbe molto orgogliosa di te. Sei un uomo, adesso.
Gli credo. Per la prima volta, credo sinceramente che la nonna sarebbe davvero orgogliosa di me.

Megan  seduta per terra con la schiena appoggiata a un albero; i capelli, raccolti da un lato, lasciano scoperto il collo ancora un po' abbronzato. Tiene le gambe strette al petto e le braccia attorno alla vita. Vorrei che quelle braccia fossero le mie; vorrei che fosse distesa accanto a me, con la testa sulla mia spalla. E invece mi tocca tenermi a distanza e sforzarmi di ignorarla. Cerco di fingere che il mio unico desiderio non sia di stringerla a me in un abbraccio lungo un'eternit.
Vuoi dirmi che i Chargers sono pi forti dei Cowboys? Braden scuote il capo. Ma vaffanculo! Romo si sta spaccando il culo quest'anno.
Lila fa per parlare.  solo...
Ryan la interrompe dandole uno schiaffetto sulla mano. Zitta.
 solo sport conclude Megan al suo posto. Siete malati di football. E tu, Braden, se fossi gay sbaveresti dietro a Romo. Tra l'altro, sta giocando da schifo.
Cosa? Penso di aver capito male intervengo.
Devo ripetertelo? Nonostante i tuoi voti, non ci senti bene?
Sono abbastanza sicuro che il mio udito funzioni, altrimenti non avrei sentito tutte quelle ragazze urlare nel mio letto.
Braden scoppia a ridere e Maddie lo schiaffeggia sulla gamba. Non incoraggiarlo!
Ma... lascia stare.
Urlare  un concetto relativo, sai? Megan si passa un dito sulle labbra. Non significa necessariamente che si stanno divertendo. Le ragazze urlano anche per un film horror.
Lila soffoca una risata e Maddie si morde una guancia.
Guardo Megan e noto una scintilla nei suoi occhi blu. Increspa le labbra in un sorriso sempre pi grande e le sorrido anch'io, poi mi alzo in piedi.
Occhio a come parli. La mia ultima offerta  ancora valida.

19. Megan.

Resto a bocca aperta, non tanto per quello che ha detto Aston, ma perch l'ha buttato l come niente fosse davanti agli altri, soprattutto a Braden.
Aston mi fa l'occhiolino, si volta e si dirige verso la confraternita. Lo seguo con lo sguardo, in silenzio, ignorando Lila che continua a fissarmi.
La sua ultima offerta? chiede Braden, un po' nervoso.
Si  offerto di insegnarmi la differenza tra schiaffeggiare e sculacciare un bel sedere borbotto.  proprio un idiota.
Cavernicolo, tu stai buono ordina Maddie.
D'accordo risponde lui.
Bravo, continua cos. Lei gli d un bacio, e si alzano anche gli altri.
Ci vediamo dopo la lezione, Megs mi dice Lila senza smettere di guardarmi.
Ah, s, non vedo l'ora.
Io e Braden restiamo in silenzio mentre gli altri si allontanano.
 la prima volta che siamo soli da quando sto con Aston. E per la prima volta mi accorgo che tra me e il mio migliore amico si  aperta una crepa profonda. So che  colpa mia e che dovrei dirgli tutto. Potrei farlo adesso che siamo in un luogo pubblico e Aston non c'.
Sto per cominciare, ma lui mi batte sul tempo.
Sei sparita ultimamente.
In che senso? Sono sempre stata qui.
Ah ah ah, simpatica ribatte secco, lanciandomi un ciuffetto d'erba. Pensavo che saresti venuta anche tu a San Francisco.
Non ne avevo molta voglia. Dovevo mettermi in pari con lo studio, scrivere una tesina... Cose cos.
Kyle mi ha detto che domenica mattina sei andata alla confraternita a prendere un libro.
S. Mi avevi rubato di nuovo Shakespeare.
E non sar l'ultima volta. Non ce la posso fare senza i tuoi appunti. Mi sorride e si scosta una ciocca dagli occhi.
Devi tagliarti i capelli lo rimprovero.  dalle medie che copi tutto quello che scrivo. Non so perch ti do ancora il permesso.
Perch sono un gran figo e mi adori.
E dici pi parolacce di tutti quelli che conosco messi insieme.
 per questo che mi vuoi bene, Megs. Sono il fratello maggiore che non hai mai avuto.
Piuttosto, mi sa che sei il motivo per cui non ho mai avuto un fratello. Mia madre ti ha visto che mi trascinavi nel fango per fare la lotta o che mi facevi arrampicare sugli alberi, e ha deciso che bastavi tu in casa.
Io trascinavo te? Scoppia a ridere. Ma se eri sempre tu a cominciare!
Okay, non ha tutti i torti. Combinavamo un sacco di guai insieme.
Si schiarisce la voce. Io no.
Il gatto, Braden. Il gatto.
Non volevo fare niente di male. Cercavo solo di essere gentile con te.
Mi sa che tua madre non sarebbe d'accordo, neanche dopo tanto tempo.
Gliel'ho spiegato insiste. Le ho detto che volevo esaudire il desiderio della mia ragazza preferita. E questo fa di me un gentleman.
Gli do un calcetto sul piede. Maddie lo sa che sono la tua ragazza preferita?
Megan... Mi guarda serissimo. Io amo Maddie, ma tu sei la mia migliore amica, forse la persona a cui tengo di pi al mondo. Voglio bene a tutte e due, ma in un modo diverso; lei sa che non potr mai essere te e lo accetta. E poi potete essere entrambe le mie ragazze preferite.
Rido e gli do un altro calcio. Ma davvero tu pensi solo al sesso?
Si ferma un secondo a riflettere. No. Anche al cibo.
Sesso e cibo?
E all'Xbox.
E la birra?
Ecco perch sei la mia migliore amica: tu mi capisci.
Almeno uno ci dovr pur essere, Bray.
Lila ti sta ancora organizzando degli appuntamenti?
Scuoto la testa. Le ho chiesto di smetterla.
Erano degli stronzi?
No,  che non mi interessavano. Sai com', i ragazzi so scegliermeli anche da sola.
Va bene anche se non ne scegli nessuno brontola.
Ricordi che abbiamo gi avuto questa conversazione, o te la devo ripetere nella lingua del cavernicolo? Io ragazza grande, badare a me stessa. Tu guardare e stare zitto.
Braden ridacchia. Vuoi dirmi che non posso fare un occhio nero a chi viene a letto con te?
Tipo al tuo migliore amico?
No, n occhi neri, n minacce. E soprattutto basta buffonate da troglodita.
Per Maddie tutto quello che hai detto rientra nelle buffonate da troglodita.
Lo so, ho solo specificato perch ti fosse chiaro.
Grazie mille, allora. Scuote la testa e si alza in piedi, poi mi porge la mano e mi aiuta a tirarmi su. Ho lezione. Ma prima ne approfitto per un'ultima mossa da cavernicolo.
Braden Carter! grido, mentre lui corre verso la confraternita. Non osare!
Si ferma sulla porta, mi sorride e scompare dentro. Scuoto la testa e mi incammino verso la baia.
Ancora una volta mi sono lasciata sfuggire l'occasione di parlargli. Adesso basterebbe poco per spiegare, ma pi io e Aston portiamo avanti il nostro segreto, pi difficile sar trovare le parole giuste. Ed essere sinceri.
Odio mentire, odio raccontare bugie e detesto nascondermi. Nascondere ci che provo per Aston. Non voglio ferire nessuno, ma sar inevitabile ferire Braden.
Dal mare sale una brezza fredda che mi scompiglia i capelli. Provo invano a scostarli dal viso e mi stringo nel maglione.
Il gioco  bello finch qualcuno non si fa male. Tra Braden e Maddie filava tutto liscio, poi si sono feriti a vicenda e hanno reagito in maniera irrazionale: lui le ha voltato le spalle e lei  scappata. Tra me e Aston il gioco regger finch i segreti non saranno svelati. E succeder presto.
La verit viene sempre a galla.
Potrei chiudere adesso. Potrei andare da Aston e dirgli che  finita, che non ce la faccio pi a continuare, ma anche questa sarebbe una bugia. Io voglio stare con lui.
Bugie...  facile tenere tutto insieme finch non ti fai prendere la mano e cominci a tessere una tela di menzogne in cui rischi di cadere in trappola da un momento all'altro. Le bugie vanno bene finch non ti accorgi a chi stai mentendo.
Il punto : meglio mentire a se stessi o al tuo migliore amico?

 stato un po' complicato oggi commenta Lila entrando in camera.
Alzo gli occhi dal libro. Benvenuta nel mio mondo.
Mondo che hai creato tu.
Complimenti per il tatto replico acida. Per fortuna che me l'hai ricordato, altrimenti non ci penserei mai.
Non capisco perch non dici tutto e basta.
Perch non me l'ha chiesto nessuno? tento. Non lo so neanch'io. Non  cos facile come sembra. Per te  solo un segreto, ma  pi complicato di cos. Non  semplicemente la storia di un ragazzo e una ragazza che stanno insieme, ma la storia di due che stanno insieme e si scatena l'inferno.
Ma  lui a impedirti di uscire allo scoperto?
Chiudo il libro e lo appoggio sul letto.
Tu e gli altri non lo conoscete veramente. Pensate di conoscerlo, ma vi sbagliate. Per voi  solo un dongiovanni che ragiona con il pisello e che chiunque abbia un briciolo di buonsenso dovrebbe evitare. Ma io ho visto un altro lato di lui e so che non  come appare. Il suo comportamento  solo una maschera dietro cui si nasconde.
Okay, ti credo. Ma tu quando smetterai di fingere?
Non ne ho idea. Prima ho provato a parlarne a Braden. Sul serio. Forse  stato un tentativo debole, ma ci ho provato. Non mi venivano le parole. Continuavo a pensare alla sua reazione quando scoprir che gli ho mentito.
Il quando non fa molta differenza. Oggi o fra un anno, reagir sempre allo stesso modo.
 che non so per quanto ancora riuscir ad andare avanti: mantenere il segreto rende tutto pi difficile. Vorrei poter stare sempre accanto ad Aston. Me ne accorgo quando ha bisogno di me, e mi fa male non poterlo abbracciare.
Capisco. Forse potrei darti una mano: potrei portare via gli altri per una sera o inventarmi una scusa per coprirti.
Giuro che pensavo stessi per ordinarmi di confessare tutto a Braden.
Dovresti, ma  evidente che non vuoi. O non puoi si corregge, vedendo la mia occhiata seccata. Quindi ti dar una mano. E che Dio me la mandi buona, perch appena questa storia verr fuori far una brutta fine. Almeno ho l'impressione di mantenere il segreto per un motivo valido.
Tu non devi fare niente, mi sono infilata da sola in questo casino. Devo solo capire come posso aiutare Aston, e magari tutto il resto andr... a posto. Mi passo le mani tra i capelli e sospiro. Forse. Incrociando le dita.
E finch non si sistemer tutto, puoi contare su di me. Trover il modo di farti passare un po' di tempo da sola con lui. Sinceramente continuo a non capirti, ma tu tieni a lui e io tengo a te, quindi va bene cos.
La guardo per un secondo e le sorrido. Sei l'amica migliore del mondo.
O la pi stupida, quando Braden lo scoprir brontola, andando in bagno.
Non glielo dirai, vero?
Si ferma sulla porta e si gira. Non condivido la tua decisione e non sono contenta di essere l'unica a sapere, ma non glielo dir, Megs. Non sono d'accordo con la tua scelta, ma la rispetto.
Grazie.
Poi, se glielo dico, se la prender con me che non c'entro niente.
E pensare che credevo lo facessi perch sei generosa!
Figurati.  solo per proteggermi. E vedi di informare Aston: mi deve un favore. Mi fa l'occhiolino e io scoppio a ridere.
Prendo il telefono e gli mando un messaggio.
Lila sa.
Che cazzo dici?
C' arrivata. Non ci vuole poi tanto a capirlo...
E?
E niente, ci coprir.
Non mi piace questa storia, Megs.
Neanche a me. Ma o cos, o dovremo dirlo a Braden.
Meglio Lila, allora.
Dobbiamo parlare.
Di cosa?
Di te.

Mi abbandono tra le braccia di Aston e gli accarezzo la schiena sotto la maglietta. Lui mi d un bacio e mi succhia un labbro.
Dov' Lila? mormora.
Ha portato gli altri al minigolf. Non chiedermi perch. Ha quasi litigato con Ryan.
Lila odia il minigolf. Anzi, odia tutti gli sport.
Lo so. Ha detto che le devi un favore.
Ti pareva... Sospira e passa le dita tra i miei capelli, poi mi d un bacio sulla punta del naso. Allora, cosa c'? Hai detto che dobbiamo parlare di me, ma  un po' vago.
Lo faccio sedere sul letto e mi metto a cavalcioni sopra di lui, cingendogli il collo.
Dobbiamo parlare di tante cose. C' altro, Aston, ne sono sicura.
Sento che si irrigidisce. Cosa vuoi sapere?
Tutto sussurro. Tutto quello che ancora non mi hai raccontato. Anche se ci vorr del tempo, anche se far male, io sono qui.
Respira profondamente e i suoi occhi si riempiono di preoc-cupazione e paura. Il suo passato e tutti i ricordi che non ha mai voluto riportare alla luce lo spaventano ancora.
Della mia infanzia non c' molto altro da dire. La storia si ripeteva uguale ogni giorno. La mamma si vendeva per denaro; una piccola parte di quello che guadagnava lo usava per la spesa e le bollette, il resto per la droga e l'alcol. Conosceva un tipo, lui badava a me mentre lei era al lavoro, e io mi ritrovavo con l'ennesimo livido. I servizi sociali venivano a fare un controllo, il tizio se ne andava e lei se ne trovava un altro, poi usciva e si scopava qualche riccone per potersi sparare in vena quella merda.  andata avanti cos per sei anni. Per fortuna, me ne ricordo soltanto due, anche se sono stati i pi brutti.
Aston affonda le dita nella mia pelle un po' pi forte. Gli accarezzo i capelli dolcemente e lo guardo negli occhi per incoraggiarlo.
Non era in grado di fare la madre. Io venivo sempre per ultimo e mi incolpava di qualsiasi cosa. Mi incolpava lei, mi incolpavano gli uomini con cui stava: quando cresci con l'idea che sei tu quello sbagliato, inizi a crederci. Secondo loro, mi meritavo ogni ferita, ogni livido, perch mi ero comportato male con le assistenti sociali, o perch ero un bastardo buono a nulla. Tutti pensavano che ero una nullit come mia madre.
Si interrompe per un istante, ha il respiro affannato. Gli prendo il viso tra le mani e appoggio la fronte alla sua per aiutarlo a calmarsi, anche se io per prima sento una stretta allo stomaco. Aston chiude gli occhi, scosso dal dolore. Non oso neanche immaginare quali ricordi stiano riaffiorando ora, e cos non posso fare altro che stargli accanto, stringerlo a me e spingerlo a continuare.
Il ricordo pi vivido che ho sono quelle voci mormora. Era come se ci provassero gusto a ferirmi con le parole, proprio come facevano con le botte. Non la smettevano mai. Mai, cazzo. Mi ripetevano che non ero meglio di lei, che il mio destino erano il sesso, la droga, l'alcol... Lei non mi ha mai mandato a scuola per via dei lividi, e se non fosse morta avrei fatto anch'io la sua stessa fine.
Cosa le  successo?
La droga. Ovvio, no? Scrolla le spalle. Nel rapporto ufficiale c' scritto che  stata un'overdose di eroina tagliata male. La polizia ha concluso che fosse in crisi di astinenza e che, nella confusione, ne abbia presa una dose eccessiva. Il suo corpo fu ritrovato a tre isolati da casa nostra, in un bar squallido. Almeno, cos mi ha detto il nonno. Nei miei ricordi  tutto confuso. Non sapevo distinguere tra il giorno e la notte: mia madre dormiva con il sole e usciva di sera. Restavo quasi sempre da solo, tranne le poche volte che mi portava al parco per salvare le apparenze. Erano gli unici momenti in cui si occupava di me.
Ha la voce rotta, flebile, persa.  come se fosse ritornato a quando aveva sei anni e vedesse il mondo con gli occhi di allora. Sul suo viso scende una lacrima. L'ho visto arrabbiato, l'ho visto lottare contro i suoi demoni, ma non l'avevo mai visto piangere, e mi si spezza il cuore.
 ancora peggio di quanto avessi immaginato.

20. Aston.

Cade una lacrima, poi un'altra, e un'altra ancora.
Il dolore  concreto. Viene dal passato ma  qui, presente.  sempre stato dentro di me e ora sta riaffiorando. L'ho soffocato a lungo, ma non riesco pi a trattenerlo. Mi sto liberando di tutto ci che per anni mi ha annientato.
Il tocco di Megan  dolce e confortante: mi fa sentire al sicuro, e le permetto di stringermi a s. Non dice nulla, ma mi fa capire che non sono solo, che va tutto bene. Ho bisogno di abbracciarla e di essere abbracciato. Mi aiuta a restare ancorato al presente. Se mi concentro su di lei, non ho pi sei anni, non ho pi paura. Lei riesce a fermare i ricordi che mi divorano, rende sopportabile la sofferenza.
Ecco perch ho scelto di laurearmi in psicologia mormoro dopo un po'. Voglio aiutare i bambini che soffrono come ho sofferto io. Se allora avessi avuto qualcuno con cui parlare, adesso non sarei cos incasinato.
Non sei incasinato. Megan si scosta e mi asciuga le guance. Hai avuto una vita difficile, ma stai reagendo. Stai dimostrando a te stesso che quegli uomini avevano torto. Ti sei diplomato, ti sei iscritto al college. Ed  solo merito tuo.
No, Megs, io sar sempre un piccolo bastardo pieno di problemi. Continuer a svegliarmi la notte e a chiedermi se sono nascosto sotto il letto o se sono al sicuro. Dubiter ancora di me, ogni giorno, e qualunque cosa far, sar sempre sbagliato.
Ma, ogni giorno, le tue ferite si rimargineranno un po' di pi replica lei dolcemente. Troveremo il modo di farti passare gli incubi, te lo prometto. Io ti aiuter, Aston.
Si avvicina e i suoi capelli, cadendo su di noi, ci nascondono dal resto del mondo. Credo che non mi stancher mai di perdermi nei suoi occhi blu; potrei crollare al suo tocco e non sentire il bisogno di rialzarmi. Per questo Megan  speciale: mi d ci che gli altri non mi hanno mai dato. Se prima non mi importava di niente e di nessuno, ora mi importa di lei.
Grazie a Megan, ho dimostrato che tutti si sbagliavano. Sono arrivato a Berkeley solo con le mie forze, e ho conosciuto lei. Il nonno mi ha insegnato quello che dovevo sapere, ma sono stato io a lottare, a diplomarmi e a venire al college. Non sar mai come mia madre, perch lei ha amato sempre e solo se stessa. Non sar condannato a una vita come la sua.
Non sono lei, perch io sono perdutamente innamorato della ragazza che ho di fronte.

Un altro venerd sera. Una volta non vedevo l'ora che arrivasse: il weekend era fatto per dimenticare, per abbandonarsi a pure sensazioni fisiche. Adesso, invece, vorrei soltanto prendere Megan e scappare, portarla via da questo schifo di festa. Da quando si  sparsa la voce che Lila vuole trovarle un ragazzo, c' un esercito di imbecilli che ci prova con lei.
Quando uno di quei coglioni le si avvicina, per una frazione di secondo ce l'ho con Braden:  a causa sua se siamo costretti a nasconderci. Ora, per esempio, vorrei andare da lei, strapparla al tipo con cui sta parlando e baciarla davanti a tutti, tanto per chiarire il punto. Per far vedere agli altri che Megan appartiene a me, che sono le mie braccia a stringerla, le mie labbra a baciarla, che  mio il cuore che ha in mano. Lei  mia, non di quel bastardo.
Sbatto la bottiglia di birra sul bancone ignorando le occhiate di chi mi sta attorno, e mi faccio largo tra la calca. Passo accanto a Megan e le do di gomito, poi vado verso le scale e salgo di sopra. Non potevo restare a guardare.
La mia stanza  silenziosa, tranquilla. Non so quanto mi far aspettare: se ci mette troppo, dovr tornare gi; se ci mette troppo poco, qualcuno capir. Si chiederanno perch... Ma non mi importa pi.
La porta si apre e si richiude.
Spero che tu abbia un buon motivo per essere scappato qui come una ragazza con il ciclo e neanche un pezzo di cioccolata a portata di mano scherza Megan.
Non ce la faccio pi, piccola. Mi volto e noto come i jeans le avvolgono i fianchi. Non ce la faccio a vederti circondata di teste di cazzo e non poter reagire. Basta.
Ti d ancora fastidio?
Secondo te non me ne frega niente di vederti ridere e scherzare con un altro?
Megan fa un passo avanti. Non ho detto che non te ne frega niente, ma ne avevamo gi parlato!
Se io mi mettessi a chiacchierare con una ragazza, anche solo per salvare le apparenze, tu come ci resteresti? Non posso non fare niente quando ti mangiano con gli occhi, Megs. Questo segreto dura da troppo tempo: dobbiamo uscire allo scoperto.
Spalanca gli occhi. No... Braden...
Ce ne faremo una ragione. Lui se ne far una ragione. Le accarezzo una guancia e lei appoggia le mani al mio petto. Dovr accettarlo, perch io non ho pi intenzione di fingere e nemmeno di rinunciare a te.
Ci odier.
Ormai il danno  fatto. O lui o noi.
Megan scuote la testa preoccupata. Braden... Non sopporto come sussulta quando pronuncia il suo nome.
Dobbiamo dirglielo subito sussurro dolcemente, sfiorandole le labbra.
La porta si spalanca. Dirmi cosa?

21. Megan.

Mi allontano di scatto da Aston. Braden guarda prima me poi lui con un'espressione sempre pi gelida.
La tensione schizza alle stelle. L'ansia di Aston  palpabile, la rabbia di Braden si vede quasi scorrere nel suo corpo. Io resto immobile, impietrita; posso soltanto aspettare e osservare il mio migliore amico furioso e tradito.
Mi vengono in mente migliaia di scuse, ma niente pu giustificare quello che ho fatto.  arrivato il momento di essere sinceri.
Ryan era convinto di averti visto seguire Aston in camera sua inizia Braden fissando lo sguardo su di me. Pensavo che fosse impazzito. Gli ho risposto che doveva essersi confuso, poi altri due gli hanno dato ragione e allora gli ho detto che sarei venuto a vedere, tanto per farmi due risate. Perch non mi passava neanche per la testa di trovarti in questa stanza del cazzo.
Bray... sussurro.
Da quanto va avanti? chiede ad Aston, stringendo i denti. Da quant' che te la scopi?
Braden!
Non  come pensi ribatte Aston, anche lui nervoso.
E com'? Secondo te, credo alle tue cazzate? Allora, da quanto?
Pi o meno da quando hai portato Maddie dai tuoi.
 stata quella la prima volta, Megan? domanda Bray.
Annuisco. Poco dopo.
Si volta verso Aston e gli sfugge una risata piena di amarezza. Me ne vado per due giorni e tu ne approfitti per infilarti nel suo letto?
Non  stato lui! Faccio un passo avanti. L'abbiamo voluto entrambi, Braden!
E credi che questo cambi qualcosa?
No! No, per niente. Non ho scuse per averti mentito, ma devi capire che so prendere da sola le mie decisioni e che sono abbastanza grande per sopportare una delusione. Sono felice che tu mi protegga, ma non potrai esserci sempre! Aston non mi ha obbligato a fare niente, hai capito? L'ho voluto io!
Braden mi guarda negli occhi. Ho il respiro affannato.
Megs... interviene Aston, toccandomi il braccio.
No, per quanto gli faccia comodo crederlo, non sei stato solo tu. Non me ne star qui a guardare mentre se la prende con te per una cosa di cui siamo responsabili entrambi.
E da quant' che andate a letto insieme? dice Braden sarcastico. Perch fa un bel cazzo di differenza.
Il weekend successivo a quello in cui sei tornato a casa abbiamo iniziato una storia lo correggo.
Ah! Braden batte una mano sul muro. Una storia? Mi prendi per il culo?
No.
Incredibile. Ne hai fatte di cazzate, Megan, ma questa le supera tutte! Braden esce dalla stanza e mi libero dalla stretta di Aston per seguirlo. Non mi importa se qualcuno ci sente.
La decisione sbagliata non  stata mettermi con lui, ma mentire a te. E sai perch ho dovuto farlo? Perch volevo evitare tutto questo! Sapevo che saresti andato fuori di testa!
Ma perch lui? ribatte senza voltarsi.
Perch  lui che voglio!
Pensi che basti? Si ferma e si gira verso di me. Ti spezzer il cuore, Megan! Lo fa con tutte. Le scopa e poi le lascia...
Tu non lo conosci come lo conosco io.
Io no, ma un sacco di altre ragazze s!
Non  vero! Tu non sai nulla di lui, quindi piantala! Non sai cosa provo io n cosa prova Aston!
Coraggio, Megs, spara. Se per te  cos importante, dimmelo: cosa provi per lui?
Sto per rispondere, poi...
Io la amo interviene Aston, fermo in fondo al corridoio. Non posso parlare per lei, ma per me s. Sono innamorato di Megan.
Abbandono le braccia lungo i fianchi; il cuore inizia a battermi fortissimo. Non ce lo siamo mai detti; lui non me l'ha mai detto. E adesso l'ha ammesso a voce alta. Di fronte a Braden. E a chiunque stia origliando.
Ami lei o quello che ti d?
Aston si avvicina e mi tira a s. Stretta a lui, avverto tutta la sua vulnerabilit: finora si  aperto solo con me, adesso dovr farlo anche con il resto del mondo.
La amo per quello che , e per come sono io quando sto con lei. Pensa a cosa significa Maddie per te, moltiplicalo per un milione e avrai ci che significa per me Megan. Ha ragione, Braden, nessuno di voi mi conosce quanto lei. Lei sa tutto di me, anche cose che non avrei mai voluto condividere. E, nonostante tutto,  ancora qui. La amo per quello che mi d, per ogni carezza, per ogni sorriso.  giusto che tu ce l'abbia con me, ho agito alle tue spalle, ma non ti chieder mai scusa. Non mi scuser per essermi innamorato di lei. E non aspettarti che ci rinunci, perch non lo far. Non posso. Mi stringe un po' pi forte e ho un brivido. Sento dei passi sulle scale, poi in corridoio compare Maddie. Nei suoi occhi non ci sono n rabbia n irritazione. Solo comprensione.
E tu, Meggy? chiede Braden.
Un bel respiro... Lo amo anch'io, Bray. Mi dispiace, sul serio.  andata cos e non sono pentita. Mi pento solo di averti ferito.
Sai cosa fa pi male? Lui mi guarda, e nel suo viso leggo la sconfitta. Sei la mia migliore amica, per non hai esitato neanche per un secondo a tagliarmi fuori. Hai sentito di non poterti confidare con me. Ed  solo colpa mia. Sono incazzato che tu mi abbia mentito - anzi, sono furioso -, ma non posso prendermela con te. E non posso neanche spaccare la faccia ad Aston, anche se lo vorrei tanto.
Perch no? chiede lui. Me lo merito.
Perch negli occhi di Megan vedo lo stesso amore che prova Maddie per me. Tu non ci hai pensato due volte a dirmi che la ami, anche se lei ancora non lo sapeva. L'ho capito dalla sua reazione. Sarei un ipocrita se ce l'avessi con te per questo, ma adesso preferisco comunque non averti intorno.
Scende le scale e va in camera sua.
Maddie ci guarda e sorride. Certo che ce ne avete messo di tempo...
Lo sapevi? domanda Aston.
Lei si ferma una ciocca di capelli dietro l'orecchio e con un gran sorriso dice: Certo che s. Conosco il dolore, e il dolore sa sempre riconoscere altro dolore. Mi sono accorta che dentro di te c' una profonda tristezza. Non ne so il motivo, ma sono sicura che c'. E Megs  la ragazza pi dolce e comprensiva del mondo. Il destino ha voluto che vi trovaste perch lei potesse guarire le tue ferite.  da quando io e Braden siamo tornati che ho notato che tra voi c'era qualcosa.
Perch non mi hai detto niente? le chiedo, mentre lei si allontana.
Perch se a Braden fosse venuto qualche sospetto e me ne avesse parlato, avrei dovuto mentirgli.
Non riesco a trattenere un sorriso. Maddie lo conosce cos bene...
Tiro un sospiro di sollievo e mi lascio andare tra le braccia di Aston.
 stato... divertente commenta secco, nascondendo il viso tra i miei capelli.
Pensavo peggio. Mi aspettavo che Braden passasse subito alle mani come fa di solito.
Forse  rimasto talmente sorpreso di averti trovato in camera mia che  andato in confusione.
Gi, forse rispondo con una risata, mentre torniamo nella sua stanza. E adesso che si fa?
Smettiamo di nasconderci, e finalmente potr difendere il mio territorio quando qualche testa di cazzo ci prova con te.
Un piano perfetto.
Vorrei chiarire una cosa, per.
Cio?
Scusa se non ti ho detto prima cosa provo per te.
Adesso lo so.
No, non lo sai. Non sai che basta una tua carezza per cancellare il dolore del mio passato, non sai che averti di fianco la notte ferma i miei incubi. Non sai che sei la prima a farmi sorridere davvero, e di sicuro non sai che ti amo cos tanto che non sono pi lucido. Ho lottato, ma invano. Non serve a nulla. Non posso reprimere i miei sentimenti. Vi prego, permettetemi di dirvi con quanto ardore io vi ammiro, e vi amo.
Il mio Darcy. E sa anche imitare perfettamente l'accento inglese.
Ci ho provato a non innamorarmi di te, ma era impossibile aggiunge dolcemente. Le nostre fronti si toccano e i nasi si sfiorano. Chiudo gli occhi e lo ascolto. Sono arrivato sull'orlo del precipizio e mi sono buttato, e di sicuro non voglio pi tornare indietro. Non so come fai, ma mi rendi una persona migliore. Mi bacia, ed  un tocco leggero come una piuma.
Una dichiarazione degna del signor Darcy sussurro. Ha uno sguardo luminoso, e le labbra increspate in un sorriso. Ti amo, Aston. Non so come o perch, ma ti amo. Tutto ci che pensi di te stesso, che ti hanno detto in passato,  l'esatto contrario di quello che penso e vedo io. Tu sei tutto per me. E ti prometto che non ti lascer mai solo.
Sta tremando, e nei suoi occhi c' ancora una scintilla di vulnerabilit. Resta in silenzio e cerca di nuovo le mie labbra.
Non hai molte alternative, perch io non ti permetterei mai di lasciarmi mormora. Ripensandoci, non ci siamo mai dati un primo bacio come si deve.
S, invece. Ce lo siamo dati contro un muro, quella sera.
Quello non era un bacio, erano preliminari al sesso che poi non abbiamo fatto.
Non vedo la differenza.
Abbozza un sorriso. Non era un bacio vero...
Mi hai gi baciato centinaia di volte, Aston.
Lo so, ma non ti ho dato un vero primo bacio.
Sospiro, un po' divertita dalla sua insistenza. Perch  cos importante per te?
Perch sei la ragazza pi romantica che conosco, e so che ci tieni.
Non poi cos tanto rispondo.
Ma tu ti meriti il meglio.
Non serve. Essere qui, io e te,  pi che sufficiente.
Megan...
Non hai proprio intenzione di lasciar perdere con questa storia del secondo primo bacio, eh?
Se ci sei di mezzo tu, non lascer mai perdere niente. Fa' come ti dico.
D'accordo.
Si avvicina e chiudo gli occhi.
Sei pronta a ricevere il pi bel primo bacio della tua vita? Perch sar anche l'ultimo primo bacio...
Mi prende la testa tra le mani e mi preme contro di s. Le nostre labbra si trovano, all'inizio dolcemente e poi con sempre pi passione. Mi abbandono a lui, al suo sapore, al suo profumo, alle sensazioni che suscita in me. Mi perdo, sempre di pi, pi di quanto non abbia gi fatto.  come se i nostri corpi si fondessero fino a diventare uno solo, come se mi stessi aggrappando con tutte le forze a ci che ha da offrirmi. Perch la ragazza romantica che  in me vuole tutto, e non ci rinuncer mai.

Sono combattuta. Accoccolata tra le sue braccia, mi sento pi leggera, sollevata che la verit sia venuta fuori. Ma un'altra parte di me  pesante come piombo e mi riporta alla realt.
Mi giro nel letto e Aston mi stringe pi forte. Gli passo le dita tra i capelli, scosto una ciocca dal viso e lo guardo. Sembra cos in pace. La fronte  finalmente distesa, tiene la bocca socchiusa e il suo respiro  tranquillo, calmo.
Ma il prezzo della sua serenit  la sofferenza del mio migliore amico, che ora sar nella sua stanza, incapace di dormire. Forse si odia per essersi arrabbiato con me, magari  felice che io abbia trovato un amore come il suo, senz'altro si sentir in colpa perch con la sua mania di proteggermi mi ha fatto credere di non potermi confidare con lui.
A pensarci bene... mi sa che non  alla confraternita. So io dove potrebbe essere.
Mentre salto gi dal letto bussano piano alla porta. Cavoli. Infilo una maglietta di Aston abbandonata su una sedia e apro di uno spiraglio.  Lila.
Sono tornata al dormitorio a prenderti un cambio di vestiti. Mi porge un sacchetto.
Grazie bisbiglio.
Figurati. Non vorrei essere nei tuoi panni oggi. Braden  sparito: ha scritto a Maddie dicendole che aveva bisogno di stare un po' per conto suo, ma lei non ha idea di dove possa essere.
Ah, ecco perch mi hai portato i vestiti...
Lila soffoca una risata. In parte. Solo tu puoi trovarlo. Se andassimo a cercarlo noi, faremmo un buco nell'acqua. Insomma, potrebbe essere ovunque.
So io dov' rispondo. Di' a Maddie di non preoccuparsi. E grazie ancora.
Lila mi sorride e torna in camera di Ryan. Chiudo la porta e mi volto: Aston mi sta fissando in un modo molto sexy, ma provo a ignorare le reazioni del mio corpo.
Lila mi ha portato dei vestiti dico, sollevando il sacchetto.
Se non avessi sentito che Braden  sparito, andrei a restituirglieli. Si alza sui gomiti e mi guarda l'orlo della maglietta sulle cosce.
Ah, s? chiedo con fare innocente.
S, cazzo Mi prende per un braccio e mi tira verso di s facendomi cadere sul letto, poi sfiora il bordo dei miei slip. Dovresti dormire sempre con le mie magliette, anche se  probabile che poi non dormiresti affatto.
Credo che non mi lamenterei rispondo.
Mi bacia con passione e sento che  eccitato. Gli passo le dita tra i capelli e mi scosto.
Devo andare a cercare Bray.
Lo so. Abbiamo combinato un bel casino, eh?
Abbiamo sbagliato a mentire, ma se anche gliel'avessimo detto prima avrebbe reagito allo stesso modo. Si sarebbe infuriato e poi avrebbe dovuto sbollire la rabbia. Ormai non possiamo cambiare le cose. Abbiamo commesso un errore, per questo devo parlargli e provare a rimediare.
E se lui non volesse parlare con te? Lo sai quanto  cocciuto.
Se avesse voluto parlare con qualcun altro, non sarebbe andato dove solo io posso trovarlo.

Mi chiedevo quanto ci avresti messo.
Il vento che sale dalla baia mi scompiglia i capelli e devo continuamente scostarli dal viso.
Pi di quanto avrei dovuto rispondo. Salto su uno scoglio e mi siedo accanto a lui.
Braden osserva in silenzio il mare agitato. Muove i pollici l'uno sull'altro e batte un piede a un ritmo che sente solo lui. Lo conosco abbastanza bene da sapere che sta pensando a cosa dire, ma aspetto che sia lui a fare il primo passo.
Ho capito perch hai tenuto segreta la vostra storia comincia dopo un po'. Ma continua a sfuggirmi perch sei andata a letto con quello scemo.
Lo guardo con la coda dell'occhio e sulle sue labbra vedo un accenno di sorriso.
Mmm... perch  fighissimo? rispondo.
Braden si gira per non farmi vedere che sta ridendo.
S, be', se proprio devi stare insieme a un coglione, meglio uno che mi sta simpatico.
A te non andr mai bene nessuno. Appoggio la testa sulla sua spalla, e lui mi cinge con un braccio, come facevamo sempre quando chiacchieravamo insieme. Prima di iniziare il college. Prima di lasciarci coinvolgere in tutti questi giochi.
Vero, ma non posso odiare Aston, perch mi piaceva gi prima. Sono fregato. Devo ammettere che non mi sarei mai immaginato voi due insieme. Pensavo che ti saresti trovata uno pieno di soldi per farti scarrozzare con la sua decappottabile da un ristorante di lusso all'altro tra Los Angeles e New York.
Stavolta scoppiamo a ridere tutti e due.
Certo, perch sono proprio il tipo da fare queste cose, vero? Ti prego, Bray... Gli do una gomitata sul fianco senza smettere di ridere. Ti ricordi quella cena di beneficenza che aveva organizzato tua madre? Avevamo dovuto cercare su Google come si usano le posate perch nessuno ci aveva insegnato come si sta tavola. Davano tutti per scontato che a quattordici anni lo sapessimo gi.
Poi siamo venuti al college, e ho dovuto cercare su Google cosa si fa a un appuntamento riflette. Siamo sempre stati due sfigati.
Perch tu ti mettevi nei guai, e di conseguenza anch'io. Mi dispiace tantissimo, Bray. Non volevo mentirti. All'inizio era una piccola bugia, poi tutto  cresciuto a dismisura, e prima di rendermene conto era troppo tardi per tornare indietro. Pi stavo zitta, pi era difficile trovare le parole per dirtelo. Mi sento un verme, una grandissima stronza, davvero. Mi dispiace di averti ferito.
Ho capito, Megs. Pi o meno. Forse al tuo posto mi sarei comportato allo stesso modo... per io non mi sarei fatto beccare conclude con un sorriso.
In realt, non vedevo l'ora che ci scoprissi. Almeno credo. Cos non avrei dovuto confessare.
Sei sempre stata una gran fifona.
Ehi!
Aston  un bastardo, Megs, ma ti ama. Mi sembra impossibile, ma si  innamorato di te. Si interrompe per un istante e aggiunge: Ma, del resto, tu sei fatta cos: cadono tutti ai tuoi piedi.
Non esagerare...
Comunque, buona fortuna. Se Aston mi somiglia come credo, ti dar parecchio filo da torcere.
S,  un rompipalle iperprotettivo esattamente come te.
Anch'io devo chiederti scusa, Megan.
Per cosa?
Mi guarda dritto negli occhi. Ero cos concentrato su quello che pensavo fosse meglio per te che ho dimenticato di chiederti cosa desideravi tu. Volevo tenerti alla larga da quegli idioti dei miei amici e ho finito per non rendermi conto che la persona giusta per te ce l'avevo proprio sotto il naso.
Neanche lui ha reso le cose pi semplici. In parte, il motivo per cui non ti ho detto niente  che Aston ha bisogno di te e di Ryan. Non lo ammetter mai, ma ha bisogno della vostra amicizia. Gli d sicurezza. Quando ti dico che lo conosco molto meglio di voi, devi credermi. Non sta a me raccontarti la sua storia, non lo tradirei mai, ma  molto diverso dal ragazzo che conosci tu. Fidati. Il cuore non mente, e il mio mi dice che lui  il meglio per me. Anche se sar complicato.
 per questo che non posso fartela pagare, perch mi fido di te. A volte mi chiedo come faccio, ma con quella testa dura che ti ritrovi non ha senso discutere.
Ho avuto un ottimo insegnante.
Puoi giurarci. Si alza e mi aiuta a rimettermi in piedi, poi mi mette un braccio sulle spalle. Dai, andiamo. Stamattina ho lasciato sola la mia ragazza e dovr scacciare uno sciame di stronzetti.
Scuoto la testa e sorrido. Inutile ribattere:  pi forte di lui.

22. Aston.

La corteccia ruvida dell'albero mi gratta la schiena. Quando Megan non c', sono tranquillo solo all'aperto, come adesso, mentre aspetto di parlare con Braden e spiegargli perch lei mi  indispensabile. Glielo devo, dopo quello che gli abbiamo fatto. Grazie a Megan, sono finalmente pronto ad aprirmi.
Sei il solito bastardo esordisce lui sorridendo.
Niente pugno in faccia? ribatto.
Ci ho pensato, e mi sono detto che non ne vale la pena: quelle due poi me ne darebbero ancora di pi.
Probabilmente ha ragione.
Ma giuro che se le spezzi il cuore ti prendo a calci in culo.
Ero serio quando ti ho detto che sono innamorato di lei rispondo senza troppi giri di parole. Megan riesce a capirmi e mi accetta per quello che sono.  unica. Non so ancora come faccio a meritarmela.
Noi non ci meritiamo le nostre ragazze, ma per qualche strano motivo non ci lasceranno mai. Mi fa l'occhiolino. Sar sincero, sono incazzato nero con te, perch hai agito alle mie spalle. Allo stesso tempo ti capisco, per. E non posso avercela con te.
Lo guardo sorpreso. Braden sta per dire qualcosa, poi si ferma.
'Fanculo. Si passa una mano tra i capelli e aggiunge: Non so pi cosa pensare.
Vedo Megan uscire dalla porta sul retro della confraternita; si ferma sulla soglia a osservarci.  il momento.
Fino ai sei anni ho conosciuto soltanto droga, alcol e violenza. Ero costretto a nascondere i lividi che mi facevano i fidanzati tossici di mia madre e mi chiedevo cosa si sarebbero inventati la volta successiva. Tutte le notti sentivo mia madre piangere nella stanza accanto alla mia, mentre quelli abusavano di lei. L'ho vista spingersi sempre pi in l finch la droga non l'ha uccisa. Mio nonno mi ha preso con s, ma  da quando sono piccolo che convivo con questo schifo. Il sesso era un modo per tenere a bada i ricordi, proprio come faceva mia madre. Non me ne fregava un cazzo di niente, e il sesso mi aiutava a essere insensibile. Finch non ho trovato Megan. Lei mi ha riportato alla realt. Mi ha fatto capire cosa sono le emozioni e lentamente le ha fatte riaffiorare. Mi ha aiutato a rivivere quei momenti della mia infanzia ed  riuscita a cancellare il dolore semplicemente standomi vicino. Ha messo a tacere le voci che sentivo, il caos che avevo in testa, mi ha restituito la tranquillit. Non ho idea di come ci sia riuscita... Scuoto il capo e mi accorgo che Megan ci sta venendo incontro. Nessuno conosce la mia storia riprendo. Io sono questo, e il minimo che posso fare dopo averti tradito  farti capire chi  il ragazzo di cui si  innamorata. Non finger mai pi. D'ora in poi sar me stesso, perch  ci che lei si merita.
Siete ancora vivi? Megan si ferma tra me e Braden e scosta i capelli dal viso. Le prendo una mano e la tiro gi, facendola sedere tra le mie gambe. Le cingo la vita con le braccia e la bacio dolcemente dietro l'orecchio.
S, ma se aspettavi altri due minuti ci saremmo ammazzati a vicenda.
Megan si volta verso di me e sorride. Bravi. Non avevo nessuna voglia di darvi una lezione.
Cosa ti dicevo? interviene Braden. Ho pi paura di lei che di te. Mi limiter a tenerti d'occhio. Vedi di trattarla bene.
Cavernicolo! esclama Maddie, sedendosi con noi sul prato.
Era tanto per dire, angelo.
S, ma credo che Aston lo sapesse gi.
Braden sbuffa e Maddie appoggia la tesa sulla sua spalla.
Andavi a letto con lui? grida Kay dalla parte opposta del prato. Sul serio?
Sorpresa! esclama Megan con poca convinzione.
E che sorpresa! Kay si ferma davanti a noi, mette le mani sui fianchi e guarda Braden. Perch Aston non  ingessato dalla testa ai piedi?
Lui scrolla le spalle, come fanno tutti con lei.  pi semplice che risponderle e darle altre munizioni per sparare parole a raffica.
Stai calma! grida Lila. Stanno insieme, non  niente di che.
Tu lo sapevi, eh? Come hai potuto dirlo a lei e non a me? salta su Kay, aggredendo Megan.
Tecnicamente non me l'ha detto ribatte Lila. Ci sono arrivata da sola.
Perch me l'hai tenuto nascosto?
Non facciamone una questione di vita o di morte, Kayleigh. Adesso che sai di essere l'ultima ad averlo scoperto stramazzi a terra stecchita?
No.
Appunto. Non te l'ho detto perch non erano fatti tuoi risponde Lila con un sorriso.
Davvero lo sapevi? le domanda Braden, poi lancia un'occhiata a Ryan. E tu?
Come mai ho l'impressione di essere finito in mezzo a un litigio tra liceali? sussurro all'orecchio di Megan.
Forse perch Kay, Braden e Ryan si credono ancora al liceo?
Io... mmm... Cacchio borbotta Lila.
Non guardarmi, Bray.  una novit anche per me.
Tu non lo sapevi... Tu s... Tu no... Maddie ci guarda perplessa e dice: Uhm, se posso, vorrei fare un riepilogo. Mi sta scoppiando la testa.
Saranno gli shot di ieri sera commenta Kay.
Assolutamente no risponde Maddie. Okay, dunque. Megan e Aston hanno avuto una notte di sesso selvaggio e hanno capito di non poter pi fare a meno l'uno dell'altra. Hanno iniziato una storia segreta e intanto Megan, per reggere il gioco, continuava a uscire con i ragazzi che le sceglieva Lila. Poi ne ha avuto abbastanza, ha detto a Lila dove poteva mettersi i suoi appuntamenti al buio e ha vuotato il sacco. Lila ha cominciato a coprirla, finch ieri sera Megan e Aston, stufi di nascondersi, non si sono fatti beccare da Braden. E adesso tutti sanno tutto, siamo felici, loro due potranno passare mille altre notti di sesso selvaggio e non dovranno pi preoccuparsi di essere sorpresi mezzo nudi a farlo contro un albero.
Non l'abbiamo mai fatto contro un albero brontola Megan.
Non ancora... le dico con un sorriso.
Non ho dimenticato niente, vero? chiede Maddie guardandoci. Almeno in linea generale.
Uhm, no... Hai un po' elaborato, per  giusto risponde Megan. Forse ci avrei messo meno disperazione.
Non sono d'accordo intervengo.  da quando ti ho conosciuto che cerco disperatamente di infilarmi nelle tue mutande.
Volevi solo questo?
In realt, cercavo di infilarmi dentro di te. Ma mi sembrava troppo volgare dirlo.
Basta cos ci interrompe Braden alzando le mani. Di solito mi piace parlare di sesso, ma Megan  come una sorella per me. Vedete di ridurre al minimo i vostri resoconti del mattino dopo.
Aston dice molte meno parolacce da quando lui e Megan stanno insieme riflette Maddie. Perch non provi anche tu, Bray?
Certo, angelo risponde lui sbuffando.
Ancora non ci credo di non essermi accorta che voi due scopavate insiste Kay.
Stiamo insieme la corregge Megan. C' una bella differenza.
 relativo: facevate comunque sesso.
Resisto all'istinto di alzare gli occhi al cielo. Proprio non molli, eh?
Improbabile risponde lei.

Cos'hai in mente? chiedo a Megan mentre mi trascina verso la macchina.
 domenica. Andiamo a trovare tuo nonno risponde semplicemente.
E il cestino da picnic?
Andiamo a fare una gita. Cos va meglio? Mi guarda e sorrido, poi metto in moto.
Pi o meno. Dove andiamo?
Vedrai dice, con un sorriso soddisfatto.
Nemmeno dal suo abbigliamento riesco a ricavare un indizio.  vestita come al solito: jeans, giubbotto, stivaletti. Ha i capelli raccolti, ma anche questo non mi dice molto. Mi viene solo voglia di baciarle il collo.
Parcheggio davanti a casa del nonno e scendiamo dall'auto. Quando apro la porta, ad accogliermi non c' la solita puzza di sigaro. Si sente ancora, ma  pi debole.
Nonno?
Non  seduto sulla sua poltrona accanto alla finestra e inizio a preoccuparmi. Dove si  cacciato?
Nonno! Urlo ancora pi forte correndo verso le scale. Nonno!
Se gridi cos sveglierai anche i morti brontola dalla porta sul retro. Schizzo in cucina e lo trovo che si lava le mani sporche di terra.
Stavi facendo giardinaggio?
Ti sorprende? ridacchia. Non  cos strano.
Non lo fai da anni.
Perch mi sono impigrito! Appoggia lo strofinaccio sul bancone. Ho piantato le ortensie che avevo comprato qualche settimana fa. Quelle per tua nonna.
Pensavo che non fossi pronto.
 vero! Poi dopo la bella chiacchierata che abbiamo fatto io e te, mi sono detto che stavo diventando un vecchio rincoglionito. Allora mi sono alzato da quella poltrona del cavolo e ho deciso di darmi una mossa. Dai un'occhiata all'orto. Adesso non c' molto, ma in primavera sar uno splendore!
 da tanto che non lo vedevo cos. Guarda dietro di me, e il suo viso si illumina.
C' anche Megan! Giardinaggio e una bellissima signorina con cui parlare di libri. Si preannuncia una domenica speciale!
Megan ride piano. Speravo proprio di trovarla in forma. Oggi la porto a fare una gita.
Do un colpetto di tosse. Tu lo porti?
Okay, guidi tu, ma l'idea  stata mia.
Una bellissima ragazza mi ha chiesto un appuntamento? Il nonno si sfrega le mani. Sar meglio che vada a prendere la giacca. Aston, oggi ti rubo la fidanzata! Passa accanto a Megan e le d un bacio sulla fronte.
Non pensarci neanche!
Megan gli sorride con affetto e mi avvicino a lei.
Cosa c'? dice, guardandomi negli occhi.
Le prendo il mento e le passo un dito sulle labbra, poi le do un bacio. Niente.
Spero che tu non ci stia provando con la mia ragazza! grida il nonno. Deve uscire con me!
Scoppio a ridere e prendo Megan per mano. Il nonno recupera il bastone e lo punta verso la mia auto.
Meglio per te che quel catorcio sia pulito.
Certo! Ti pare che lo lascerei sporcare?
No, immagino di no borbotta.
Lo aiuto a salire in macchina e chiudo la portiera. Salgo anch'io e mi volto verso Megan. Adesso me lo dici dove andiamo?
Le brillano gli occhi. No, ti dar solo le indicazioni. In fondo alla strada gira a destra.
La guardo con la coda dell'occhio e seguo le sue istruzioni. Il suo entusiasmo  contagioso: sono euforico e non so neanche per cosa.
Al porto... dice il nonno. Stiamo andando al porto.
Esatto! esclama Megan.
A fare cosa? Il nonno si batte un dito sul mento e riflette.
Cosa c' al porto? chiede Megan con un gran sorriso.
Le barche? tento.
Mi guarda, e ora  decisamente emozionata. Ha le guance rosse, ma nei suoi occhi luminosi c' anche una punta di preoc-cupazione. Perch proprio al porto?
Ci porti a pescare! salta su il nonno.
Megan annuisce con vigore. Ho organizzato una giornata solo per voi. Questo weekend dovevano venire i miei genitori, poi mio padre ha avuto un imprevisto di lavoro e hanno dovuto disdire. Aveva noleggiato una barca per andare a pesca con Braden, cos ho pensato di chiedergli se potevo prenderla io.
Parcheggio vicino al molo e mi giro verso il nonno. Ha gli occhi lucidi, e anch'io sento un nodo in gola.
Grazie sussurra lui rivolto a Megan. Grazie. Lei gli sorride e lui scuote la testa. Vado a prendere un po' di esche nel negozio l di fronte. Tu sai pescare, Megan?
Oddio, no. Mio padre ha insegnato a pescare a Braden, e sua madre ha insegnato a me a fare shopping. Uno scambio equo.
Allora dovremo recuperare tre canne da pesca annuncia il nonno. Ti insegniamo noi!
Oh, ma... Uhm...
Non esiste! Tu sali su quella barca e peschi. Cos carina, non puoi startene l seduta. Puoi essere carina e pescare allo stesso tempo. Le fa l'occhiolino e apre la portiera.
Aspetta, nonno, ti aiuto.
Ragazzo, guarda che riesco ancora a scendere da solo dalla macchina. Non sono cos vecchio mi rimprovera. Afferra il bastone e smonta. Intanto voi preparate la barca. E si allontana zoppicando.
Aiuto Megan a scendere e la stringo in un abbraccio. Grazie sussurro, dandole un bacio sulla testa. Non sai quanto  importante per lui.
Pi o meno quanto  importante per te.
Non andiamo a pesca insieme dall'inizio del semestre.
Non devo restare per forza. Questa giornata  per voi. Potete stare soli se...
La zittisco con un bacio. No. Se c' un'altra persona oltre al nonno con cui voglio condividere questa cosa sei tu. E adesso saliamo su quella barca. Il nonno  micidiale con il bastone, figurati con la canna da pesca.

Nella baia il mare  calmo, e la barca oscilla dolcemente sulla corrente. Il cestino da picnic  al sicuro dall'acqua. Megan osserva dubbiosa le canne da pesca, poi la scatola di vermi che ha comprato il nonno. Fa un'espressione schifata e mi viene da sorridere.
Sono solo vermi le dico.
Appunto. Vermi. Se avessi saputo che avremmo usato esche vive... Rabbrividisce. Io li odio.
Servono per far abboccare i pesci.
Preferirei usare qualcos'altro.
Il nonno le porge la canna. Infilane uno nell'amo.
Megan fa un bel respiro e avvicina la mano alla scatolina, ma la ritrae di scatto. Al quinto tentativo riesce a prendere un verme, ma lo lascia cadere subito.
Infila subito quell'esca! la rimprovera il nonno. I pesci non aspettano!
Bleah! strilla lei. Prende un verme e lo aggancia all'amo pi in fretta che pu; allontana subito la canna da s e si pulisce le dita in uno straccio. Schifo, schifo, schifo!
Richiudo la scatola e il nonno scoppia a ridere.
Coraggio, diamoci da fare! Prende la canna e lancia la lenza nell'acqua.
S, ma... mormora Megan, incerta. Non so da dove cominciare.
Te lo spiego io.
Ha imparato dal migliore! urla il nonno dalla parte opposta della barca.
Le faccio l'occhiolino e le dico di sedersi davanti a me.
Il vento soffia da dietro, quindi dobbiamo lanciare la lenza seguendone la direzione.
Okay, ma come si lancia la lenza?
Pazienza, prima devi imparare a impugnare correttamente la canna.
Uhm, certo.
Appoggio la mano sulla sua. Il mulinello deve essere girato verso il basso. Tienilo in equilibrio con il medio e l'anulare. Ecco... Le sposto le dita. Se non sei comoda, puoi cercare un'altra posizione.
Va bene risponde con un filo di voce.
E ora... Avvicino la bocca al suo orecchio. Aziona il mulinello in modo da avere una quindicina di centimetri di lenza libera, poi blocchi la manovella con il medio. La aiuto a ripetere i gesti, accarezzandole appena la mano. Ora tieni la lenza a filo con la canna e con l'altra mano sblocchi la bobina per far scendere l'esca.
E adesso? chiede lei, appoggiandosi a me.
Punta la canna dritto davanti a te, poi sollevala con un movimento fluido e veloce. Appena senti che la punta si incurva, lanciala in avanti. A met strada verso l'acqua, lascia andare la lenza, poi bloccheremo di nuovo la bobina.
Alzo, aspetto che si pieghi, lancio, lascio andare e blocco ripete lei tra s e s. Credo di potercela fare.
Certo che ce la puoi fare. Le mordicchio piano il lobo dell'orecchio. Lei si dimena un po' e trattiene il fiato.
Se fai cos, no.
Pronta?
No.
Tre, due, uno... La aiuto ad alzare la canna e a tenerla dritta, poi la lancio in avanti. Sblocca l'esca!
Megan sposta il dito dal filo e l'amo finisce nell'acqua in modo perfetto.
Ci sono riuscita!
Brava. Adesso devi solo aspettare che i pesci abbocchino.
Quanto ci vuole?
Non ne ho la pi pallida idea.

23. Megan.

Nel senso che potrei stare qui tutto il giorno e non prendere neanche un pesce?
Esatto! ridacchia il signor Banks.
Cosa c'? mi chiede Aston con un gran sorriso.
Non ci credo che mi sono fatta tirare dentro in questa cosa.
 assurdo. Io il pesce lo mangio, non lo pesco. Cavoli.
 stata una tua idea, ricordi? Aston mi stringe i fianchi e mi d un bacio sul collo. Sento il suo respiro caldo sulla pelle.
S... Una mia idea per loro.
Dovevi immaginare che sarebbe finita cos.
Mmm.
Perch sei cos sorpresa?
Il suo respiro mi d un brivido. Infila le dita nelle tasche dei miei jeans e mi accarezza le gambe.
Non sono sorpresa.
Allora non lamentarti. Mi sfiora la guancia con le labbra e chiudo gli occhi. Mi sta facendo impazzire. Megan?
S?
Tieni d'occhio la lenza.
Bastardo. Spalanco gli occhi: il suo sguardo brucia di desiderio. Al diavolo questa stupida barca. Perch siamo qui?
L'hai fatto apposta.
Allunga il collo e mi ruba un bacio. E se anche fosse?
Lo fulmino con un'occhiata, poi torno a guardare l'acqua. Allora non...
Ehi! esclama il nonno. Questo  bello grosso, ragazzo!
Tienila ferma mi dice Aston, passandomi la canna. Prende il retino e va dal signor Banks.
Dammi una mano. Non sono pi stabile sulle gambe come un tempo.
Aston prende la canna: la punta  tutta piegata. Niente male.
Di cosa ti stupisci? brontola il nonno. Sono un campione. Gira lentamente il mulinello per accorciare la lenza, e non appena il pesce si avvicina al pelo dell'acqua Aston lo prende con il retino e lo fa cadere dentro la barca.
Un salmone! grida il signor Banks al settimo cielo. Si siede e lo osserva con attenzione. Ce l'avete il metro?
 nel cestino da picnic rispondo. Pap lo portava sempre quando andava a pesca con Braden, cos ho pensato servisse.
Sei un genio!
Aston lascia il salmone a dimenarsi e recupera il metro.
Allora?  abbastanza grande?
Forse... Tienilo fermo, nonno. Misura il pesce due volte per sicurezza.
Allora?
Per un pelo risponde Aston con un gran sorriso. Un centimetro e mezzo pi del minimo consentito.
Il signor Banks batte le mani. Stasera si cena, ragazzi!
Sento la lenza tendersi, poi uno strattone fortissimo. Guardo il filo che si allunga sempre di pi.
Oh! strillo. C' qualcosa! Che faccio? Aiuto!
Aston si mette dietro di me e mi tiene ferma la canna.
 un pesce. Ha strappato la lenza? mi chiede.
E come faccio a saperlo? Non si vede!
Sospira e appoggia la testa alla mia. Sar una giornata lunghissima.

A quanto pare, non sono tagliata per la pesca. Ma non  un problema. Non sono particolarmente appassionata di esche vive... I vermi devono stare in giardino, e i gamberetti nel piatto. Se poi c' chi vuole usarli per pescare, faccia pure. Io no.
Potrei essere tentata di ripetere l'esperienza solo se Aston si strusciasse su di me come ha fatto oggi... Nonostante la brezza fresca, avevo il corpo in fiamme. Avvertivo ogni suo minimo movimento; infatti, credo di non aver imparato un cavolo. Ero troppo concentrata sulle sue dita che giocherellavano con le tasche dei miei jeans, sulle sue labbra sul mio collo. Al solo pensiero mi sciolgo.
Dopo aver mangiato il salmone per cena, siamo tornati in camera sua. Ora mi sta accarezzando le cosce, sempre pi su, e sfrega il naso contro il mio.
Grazie per oggi, ma non ce n'era bisogno mormora, mentre con le mani continua a studiare il mio corpo.
Ci tenevo. Vi siete divertiti tantissimo.
 stato ancora pi bello perch c'eri tu.
Per forza. Mi sei stato appiccicato tutto il tempo... Gli passo le dita tra i capelli e lui mi riempie una spalla di baci.
Molto, molto pi bello.
Mi passa la lingua sul collo e continua ad accarezzarmi la schiena. Lo bacio e mi appoggio al suo petto. Lo sento sospirare, ha un brivido.
Non te ne andrai stanotte, vero? La sua voce  flebile, vulnerabile. Riconosco questa reazione: stanno riaffiorando altre immagini del suo passato.
Resto finch vuoi.
Se vuole che resti qui per sempre abbracciata a lui, lo far. Rester per tutto il tempo che avr bisogno di me.
Bene.
Stringe i denti;  sempre pi teso, i muscoli sempre pi rigidi. Lacrime calde gli scendono lungo le guance e provo a farlo rilassare massaggiandogli la schiena. Mi sento totalmente impotente: qualunque ricordo orribile stia rivivendo ora, non posso fermarlo.
Ma non me ne andr. Perch l'amore pu sconfiggere l'odio; e il nostro canceller tutto l'odio che Aston si tiene dentro. Ci credo ciecamente. E sopporter che il mio cuore si spezzi a vederlo cos per poter guarire il suo.
Non andartene mormora, la voce attutita dai miei capelli.  una preghiera disperata.
Non vado da nessuna parte. Rester qui finch avrai bisogno di me.
Non sopporto di...
Sei al sicuro. Il mio tono  dolce ma deciso, e devo sforzarmi per non piangere. Con me sei al sicuro.
Dopo un ultimo sussulto sento che comincia a tranquillizzarsi, ma ha ancora il respiro affannato.
Megan...
 cos impaurito.
Sono qui. Sar sempre qui lo rassicuro.
Non lasciarmi, ti prego. Non lasciarmi mai. La sua voce  appena un sussurro, ma  come se urlasse. Ogni parola mi squarcia, e alla fine mi sfugge una lacrima.
Non me ne vado, te lo prometto.
Una volta... ero a pesca con il nonno e la nonna. Avevo quattro anni, poco prima che lei morisse. Il ricordo  confuso, uno dei pochi che ho di lei. Era avvolta nella sua coperta preferita, in barca. Il nonno avrebbe voluto che non venisse, ma lei gli aveva detto di stare zitto. Per niente al mondo avrebbe rinunciato a una gita in barca. Non invitavamo mai nessun altro.
A parte me. Suo nonno mi ha accettato subito, mi ha permesso di far parte di qualcosa che da sempre era riservato soltanto a loro due e a sua nonna. Solo adesso mi rendo conto di quanto sia stata importante questa giornata insieme.
Avevamo pescato un pesce. Quando il nonno mi riaccompagn a casa, mia madre mi disse di mettere il pesce in freezer perch doveva andare a lavorare. Per cena avrei mangiato pane tostato, non aveva altro. Poi lei usc e io feci cadere il piatto con il pane. And in mille pezzi. L'uomo che stava con lei all'epoca perse la testa: mi prese per la maglietta e mi sbatt contro il muro. Mi ruppe il naso, quel bastardo. Per un piatto!
Aston prova a scostarsi, ma lo stringo pi forte.
Megs...
No.
Alza la testa e mi guarda: ha un'espressione dura. Intreccio le gambe alle sue per impedirgli di muoversi e gli prendo il viso tra le mani.
Non ti lascer andare lo avverto.
Non ti sto chiedendo il permesso, Megan!
Neanch'io. Sono qui, Aston. Sono qui con te.
Io...
 spaventato. Ha paura di fare a me quello che facevano a lui.
Tu sei diverso da loro! Sei molto di pi dico dolcemente.
Non... No.
Ti amo.
Chiude gli occhi e scuote la testa.
Ti amo ripeto. Amo ogni piccola parte di te, anche quelle che credi sbagliate. Amo tutto, anche quando ti senti cos, e niente mi far cambiare idea. Puoi essere arrabbiato, impaurito, triste, e io ti amer come quando sei felice. Ascoltami, Aston, fidati di me. Io ti amo, tanto quanto mi ami tu.
Mi stringe forte e mi fa appoggiare la testa sul suo petto. Lo sento tremare, e con un dito gli accarezzo la guancia, le labbra e le palpebre chiuse.
Sono qui, Aston, e non ti lascer. Non provare pi ad allontanarmi. Abbiamo superato quella fase, ormai. So tutto di te, e non puoi pi farci niente.
Ho paura che un giorno... che un giorno sar la persona che volevano farmi diventare. Non capisci? Ho paura, cazzo. Prima o poi ti far del male.
Non mi farai mai del male.
Spalanca gli occhi e incrocia i miei.
Non puoi esserne sicura.
Invece s, sono sicurissima.
Tu mi ami dico semplicemente. Tu hai una cosa che loro non avevano: l'amore. Ogni volta che senti crescere dentro di te il loro odio, pensa a me, e io ti dar soltanto amore. Sempre.
Resta immobile, non distoglie lo sguardo dal mio, non allenta la stretta su di me. Solo il suo petto si alza e si abbassa mentre cerca di ritrovare un respiro normale. Gli faccio una carezza sulla guancia, come se bastasse questo piccolo gesto a spazzare via il suo dolore.
Gli sfugge un lungo sospiro carico di tristezza e sussurra: Ecco perch ho bisogno di te. Anche nel buio totale, riusciresti ad aprire una breccia con la tua luce.
Tu hai bisogno del mio amore, non di me. Io sono solo la persona che pu dartelo. S, sono la tua luce, ma se tu non lo vorrai non riuscir mai ad allontanare l'oscurit con le mie sole forze. Io ti aiuto e basta.
Lui scuote la testa, ma io insisto.
Sei tu a permettermi di illuminare il buio che c' in te.
Non capisco.
Cosa?
Come fai ad amarmi?
L'amore non ha logica. L'amore . Proprio come noi: noi siamo. E basta.

Ora che il nostro segreto  stato svelato tutto  pi facile. Non devo pi stare attenta a come guardo Aston o di dire o fare qualcosa che possa destare un sospetto. Non devo pi mordermi la lingua o stringere i pugni per resistere e non abbracciarlo.
Mi piace che possiamo essere noi stessi.
Non mi importa se chi  al di fuori del nostro gruppetto di amici - chi non conosce la verit - sparla di noi, e mi importa ancora meno delle occhiatacce delle altre ragazze. Conta solo che posso abbandonarmi a lui quando mi pare, proprio come adesso, che lo trovo ad aspettarmi alla fine della lezione.
Sei sopravvissuta a Shakespeare? dice, prendendomi per mano.
S, ma  probabile che in futuro non ce la faccia.
Impossibile.
Hai mai letto tutto Shakespeare dall'inizio alla fine?
Ti rianimerei prima che esalassi l'ultimo respiro.
E come?
Mi tira per un braccio e mi preme contro di s. Cos. Mi imprigiona in un bacio da capogiro.
Non ho dubbi che riuscirebbe a rianimarmi, cavoli. Mi sa che riuscirebbe a risuscitarmi anche da morta.
Pensi che potrebbe funzionare? sussurra, sorridendomi compiaciuto.
Eh, s mormoro, ancora frastornata.
Scoppia a ridere e ci incamminiamo verso Starbucks. Mi accoccolo contro di lui sospirando di felicit. Sembra incredibile che fino a un mese fa litigassimo in continuazione, che fosse per finta o per davvero.  cambiato tutto cos in fretta.
Ordiniamo un caff e ci sediamo accanto alla vetrina.
Torni a casa per il Ringraziamento?
Mi tocca.
Non mi sembri molto contenta.
Infatti non lo sono.
Non ho voglia di avere mia madre che mi controlla ogni cinque minuti. Adesso che ho assaporato la libert per tre lunghi mesi... Poi di solito ci riuniamo con la famiglia di Braden, ma lui quest'anno non ci sar. Sar pallosissimo senza di lui concludo, mescolando il caff.
Non torna?
Va a Brooklyn con Maddie. Lei ancora non lo sa, per. Pensa di andare dai suoi genitori.
Furbo... commenta Aston con un sorriso.
Come al solito. Ma grazie alla sua furbizia, io dovr sorbirmi una cena in famiglia da sola. Sospiro: non c' niente di pi noioso della mamma e la sua fissa per le buone maniere a tavola.
Sembra molto divertente.
Potresti sempre soffrire con me... propongo. A mia madre farebbe molto piacere.
Appena le avr detto di noi.
Non so... Aston si interrompe e mi prende la mano. Non voglio lasciare da solo il nonno.
Non devi. Ci sar anche mia nonna. Andrebbero subito d'accordo:  una pazza furiosa e fuma come una ciminiera. Il venerd sera potrebbero andare insieme al bingo.
Una coppia perfetta. E tuo nonno?
 morto in Vietnam. Il suo aereo  stato abbattuto. Non l'ho mai conosciuto, quindi non posso dire di sentire la sua mancanza. Gli altri nonni, i genitori di mio padre, dopo la pensione si sono trasferiti in Canada dal Colorado.
In Canada? Non  un posto un po' strano per passarci la vecchiaia?
Non ho mai detto che sono normali. Pensavo che avrebbero scelto le Bahamas, o che sarebbero venuti in California per essere pi vicini a noi. E invece no, sono andati in Canada. E si aspettano pure che andiamo a trovarli ogni inverno. Rabbrividisco al solo pensiero. Fa un freddo cane lass.
Sei proprio una principessina dice, prendendomi in giro.
Non  colpa mia se mi piace il sole. Sono cresciuta nella California del Sud!
La parte pi bella.
Infatti, tu e il nonno dovreste proprio venire. Lui potrebbe fare comunella con mia nonna, mia madre avrebbe degli ospiti da intrattenere, e io e te potremmo sparire per tutto il weekend. Non  un bel programma?
Non so. Devo parlarne con il nonno.
Cosa fate di solito per il Ringraziamento?
Uhm... Aston si gratta la nuca e io lo osservo divertita. Ordiniamo cibo da asporto, guardiamo la tv e beviamo birra.
Un classico. Okay, allora dovete assolutamente venire da me.

 stato traumatico. Mi butto sul divano accanto a Braden, e lui mi sorride. Lo so gi cosa dir adesso.
Deduco che tua madre l'ha presa bene.
Benissimo rispondo sarcastica. Hai un ragazzo? Un ragazzo vero? Oh, Megan, come sono felice! Spero per che prendiate delle precauzioni.  un argomento che abbiamo gi affrontato: prima di farti mettere incinta devi completare la tua istruzione e devi trovarti una casa e un lavoro. Scuoto il capo, come se servisse a scacciare il mal di testa che mi ha fatto venire.
 che ci tiene a te.
Oh, lo so, e mi fa piacere, ma non c' bisogno che tiri fuori tutte le volte questa storia. Ci siamo sentite una decina di giorni fa, non soffro di amnesia.
Vuole solo il tuo bene.
Ah, s? E allora perch non riesci a smettere di ridere?
Scusami, Meggy. Non sai quanto vorrei vedere questa scena in stile Ti presento i miei.
Sar anche ti presento i miei nonni. Perch noi non facciamo mai le cose a met.
Mi toccher chiamare i miei tre volte al giorno per gli aggiornamenti. Quanto scommettiamo che tua madre far quel discorsetto sulle gravidanze indesiderate anche ad Aston?
Spalanco gli occhi. Panico. Non oserebbe mai.
Oh, no, glielo far. Te lo posso garantire.
Nascondo la faccia in un cuscino e gemo. Sar durissima.

24. Aston.

Sar durissima mormora Megan. Svolta in una strada costeggiata di ville che costano pi di quanto io potr mai guadagnare in una vita intera. Sono quasi tutte a tre piani, con un vialetto, il garage e un giardino perfettamente curato.
Mi agito sul sedile.
In un angolo della mente una vocina mi sussurra che siamo troppo diversi, che questo quartiere non ha niente a che fare con quello di San Francisco in cui ho passato parte della mia infanzia. Guardo Megan e dico alla vocina di andare affanculo.
 il presente a dire chi sono, non il passato.
Il nonno fa un fischio di meraviglia. Hai anche la piscina?
Spero che vi siate portati il costume risponde Megan.
Certo dice lui. Ho proprio voglia di fare una bella nuotata.
Megan imbocca un vialetto di accesso delimitato da cespugli ornamentali e piante fiorite. Alzo lo sguardo sulla villa tutta bianca: sembra uscita da un film.
Tu non vali niente. Stringo i denti e scaccio i ricordi. Non permetter che ci rovinino il weekend.
Megan scende dall'auto e la porta d'ingresso della villa si apre. Sulla soglia c' una donna che potrebbe essere lei tra vent'anni: capelli biondi, corpo snello e sorriso luminoso. Si vede subito da chi ha preso la sua bellezza.
Il nonno lancia un altro fischio. Niente male, la mammina... sussurra ridacchiando.
Sospiro e provo ad aiutarlo a scendere, ma lui mi scaccia. Il solito testone.
Quante splendide signore... esclama, e si avvia zoppicando con il bastone. Raggiunge la madre di Megan e le d un bacio sulla guancia, prendendola completamente alla sprovvista. Lei scoppia a ridere e Megan si volta a guardarmi.
Ho una stretta allo stomaco e ripeto di nuovo il mio mantra. Non  il passato a definirmi, non  il passato a definirmi...
Mamma, ti presento Aston. Aston, mia madre, Gloria dice Megan.
 davvero un piacere conoscerti. Gli occhi di Gloria brillano di sincera felicit. Mi porge la mano e le do un bacio leggero sulle dita.
Il piacere  tutto mio.
Il suo viso si illumina e si avvicina all'orecchio di Megan: E ha anche ottime maniere! Lo adoro gi.
Il nonno mi fa l'occhiolino.
Roger? Dove sei? dice Gloria, facendoci strada in casa.
In giardino, cara risponde una voce profonda.
Sta accendendo il barbecue spiega lei.
L'interno  diverso da come me lo aspettavo. Pensavo di trovare stanze immacolate piene di soprammobili costosi, e invece le pareti sono tappezzate di attestati e diplomi di Megan - dal nuoto all'equitazione -, di foto di lei e Braden o della famiglia al completo. Le guardo una a una, osservando ogni dettaglio.
Carina sussurro, quando passiamo davanti a una sua foto con i codini e un sorriso sdentato.
Zitto!
Il giardino sul retro  grande all'incirca quanto la casa del nonno. Stavolta devo trattenermi per non fischiare insieme a lui. Sul patio ci sono il barbecue, un grande tavolo e qualche pianta; in fondo c' una dpendance e, accanto, una piscina di tutto rispetto. Nello spazio libero ci starebbe un'altra casa. Sapevo che Braden e Megan erano pieni di soldi, ma per la miseria!
Megs! esclama un uomo che armeggia con la griglia.
Pap... dice lei sbuffando. Lo guardo e capisco subito il perch: indossa uno di quei grembiuli con sopra stampato un tizio nudo, con tanto di addominali scolpiti e un panino che copre le parti intime.
Cosa c'? ribatte lui con fare innocente.
Dovevi metterti proprio quell'affare? Ti sei dimenticato che abbiamo ospiti? piagnucola lei disperata.
Lui guarda me, poi il nonno. Troppo tardi, tesoro. Ormai l'hanno visto!
Io quei muscoli ce li ho veri! salta su il nonno con una risata, battendosi la pancia rotonda. Fa un passo avanti e si presenta al padre di Megan.
E questo deve essere il ragazzo che ha rubato il cuore di mia figlia dice lui con un gran sorriso.
S, signore rispondo. Megan lo fissa come se volesse ammazzarlo.
Piacere, Roger si presenta lui, stringendomi la mano. Sono davvero felice di conoscerti. Non so se mia figlia abbia mai avuto un ragazzo alle superiori, non ce l'ha mai portato a casa. Braden li faceva scappare prima che riuscissimo ad avvicinarci.
Pap! Ma cosa dici?
Dice che non mi hai mai portato un bel bocconcino per rifarmi gli occhi esclama una voce gracchiante dalla cucina. Era ora. Bel lato B... Anche sul davanti  cos carino?
Mamma! la rimprovera Gloria.
Megan resta a bocca aperta e arrossisce un po'. Ci giriamo tutti a guardare la signora anziana che ci viene incontro.
Cosa c'? Mi riferivo a quel signore distinto seduto al tavolo. Si mette di fronte al nonno, poi mi squadra dalla testa ai piedi. Comunque, Megan, ottima scelta.
E ha anche un bel cervello dice lei.
Basta andare al college e si diventa esigenti... Lo sarei anch'io, se fosse sul mercato.
Da qualcuno deve averli presi quel corpo e quel cervello interviene il nonno.
Ma  chiaro che li ha presi da lei gli sorride raggiante la nonna di Megan. Iniziano a chiacchierare e sorrido:  stata davvero un'ottima idea portare anche lui.
Davvero non hai mai avuto il ragazzo alle superiori? chiedo a Megan per prenderla in giro.
Lei fa per rispondere, ci ripensa, ma prima che possa dire qualcosa interviene sua madre. Se ne ha avuto uno, noi non l'abbiamo conosciuto. Braden li terrorizzava. Puoi immaginare la mia sorpresa quando mi ha detto di te! Ero convinta che ti saresti presentato con un braccio rotto o un occhio nero.
Un braccio rotto? esclama Roger rivoltando le braci. Io mi aspettavo che arrivasse su una sedia a rotelle. Quella ragazza deve avere un'influenza molto positiva su Braden.
Si chiama Maddie, pap lo corregge Megan.
Lo sapevo che era un nome con la M, solo che non mi veniva in mente.
Chiss... commenta Gloria con un sorriso. Megan, perch non accompagni Aston a fare il giro della casa? A quanto pare, il signor Banks  molto occupato al momento. Si avvicina a noi e bisbiglia: Ho preparato le stanze degli ospiti, perch non sapevo che intenzioni aveste. Se volete dormire insieme, fate pure. Dopotutto, siete adulti. Ma mi raccomando, usate....
Grazie, mamma. Abbiamo capito la interrompe subito Megan. Mi tira per un braccio e ci allontaniamo tra le risate di suo padre.
Grazie al cielo sospira lei, appena siamo in casa. Non  andata cos male, vero?
I tuoi genitori ti hanno messo in imbarazzo e tua nonna si  rifatta gli occhi con me. Direi che  andata pi che bene.
Tutto nella norma.
Non so, per me  la prima volta.
Lei si ferma a met delle scale, si volta e mi guarda. Davvero?
S. Sei sorpresa?
Un po'.
Perch? Finora con le ragazze ho avuto solo avventure.
Quindi tra noi  una cosa seria? chiede, e riconosco una sfumatura maliziosa nella sua voce.
Ci stavo riflettendo...
Arrivati in cima alle scale, la prendo e la stringo tra le braccia.
Cosa c'? mi domanda.
Avevi dei dubbi?
No, non proprio risponde, e mi bacia.
Non proprio?
No, nessun dubbio si corregge, trascinandomi davanti alla porta di una stanza. Ti amo.
Le sue parole bastano per mettere a tacere il continuo brusio che sento in un angolo della mente.
Ti amo anch'io sussurro.
Ecco la mia camera. Apre e la seguo all'interno.
Wow. Sul com c' una fila di peluche, sul pavimento un tappeto bianco di pelo morbidissimo e le pareti sono lilla. A destra ci sono due porte, che dovrebbero condurre nella cabina armadio, e sopra il letto sono appese tante lucine.
 la stanza pi da femmina che abbia mai visto in vita mia.
E quante ne hai viste di preciso?
Una... solo questa.
Allora il tuo commento non ha senso.
Devo dormire qui? chiedo, guardando i pupazzi.
Non sei obbligato.
Non ho detto che non voglio. Indico i peluche. Ma quelli li giriamo verso il muro. Non mi va di essere spiato da orsetti pervertiti.
Megan si appoggia alla parete e i suoi occhi si accendono. I miei orsetti non fanno niente di male.
Invece s, piccola.
Mi stai costringendo a scegliere tra te e i miei peluche?
S.
Potrebbe essere un problema, signor Banks.
Davvero, signorina Harper? Mi avvicino, le passo le dita tra i capelli e le sfioro le labbra. I tuoi pupazzi lo sanno fare questo? Le solletico il collo con la lingua, poi lo riempio di piccoli baci e lo succhio dolcemente. E questo? Le stringo il sedere e premo i fianchi contro i suoi; lei si strofina contro di me facendomi eccitare. Oppure questo. La stuzzico leccandole l'incavo tra i seni, poi l'orlo del reggiseno.
No, questo no sussurra con un filo di voce.
Allora che problema c'?
Problema? Chi l'ha detto che c' un problema?
Quindi giriamo gli orsetti?
Se rifai quella cosa... possiamo anche buttarli tutti in piscina.
Ho molto altro in serbo per te.

Megan mi accarezza il petto, seguendo con un dito il profilo dei miei muscoli. Sospiro e assaporo il profumo di vaniglia dei suoi capelli. Dovunque vada, qualunque cosa faccia, profuma sempre di vaniglia.
Che si fa oggi? chiedo.
Pensavo a una bella cavalcata.
Non a letto, immagino.
Mi guarda e sorride.  tutta spettinata. No, intendevo una passeggiata a cavallo. Al college non ho modo di andarci e mi manca.
Io non l'ho mai fatto.
Ti insegno io.
Mmm...
Tu mi hai insegnato a pescare! Anzi, mi hai obbligato a pescare.
Non ho altra scelta che accettare, eh?
Scuote il capo e si mette sopra di me, intrappolandomi tra le sue gambe. Abbassa lentamente la testa, mi prende un labbro tra i denti e lo succhia dolcemente. Le accarezzo le cosce e con le dita arrivo pericolosamente vicino al suo sesso.
No, non hai altra scelta mormora.
Davvero? Non ti va di cavalcare me, piuttosto?
Forse... Le sfioro il clitoride con un dito e si interrompe. No, sono sicura.
Allontana le mie mani e si alza.
Proprio una bella giornata... dico con un sospiro.
Dal com tira fuori un paio di slip e un reggiseno di pizzo bianco. Seguo ogni suo movimento finch non scompare dentro la cabina armadio, poi mi metto a sedere e prendo dei boxer puliti dalla borsa. Un'operazione non semplice quando si ha un'erezione. Li infilo e Megan riemerge con un paio di pantaloni da cavallerizza e una camicetta bianca.
Oh, cazzo.
I pantaloni aderiscono al suo corpo come una seconda pelle. Sembra quasi nuda.
Devo guardarti cavalcare vestita cos? chiedo, sperando che sopra indossi qualcosa di pi largo.
Si raccoglie i capelli in uno chignon e si volta, piegando le labbra in un sorriso. S.
Ti prego, dimmi che si pu andare a cavallo anche con un'erezione.
Mmm, non ho mai provato...
Sar un incubo.

Megan si ferma davanti a un vecchio maneggio sulle colline sopra Palm Springs. Intorno si vedono solo spazi aperti.
 qui che ho imparato a cavalcare. Ho chiamato stamattina per chiedere di sellare due cavalli.
Okay. Guardo preoccupato le stalle.
Coraggio! Megan scende dall'auto e la seguo. Oh, e... niente reazioni da cavernicolo, d'accordo?
Perch?
Il figlio del proprietario ha una piccolissima cotta per me.
La fisso interdetto.
Ha solo sedici anni. Gli piaccio da quando ha imparato a camminare.
Va bene. Dovr cavalcare con un'erezione e tenere a bada un adolescente che ci prova con la mia ragazza. Venire qui  stata proprio un'ottima idea...
Dai, Aston! Scoppia a ridere e mi prende le mani. Non fare lo scorbutico.  carino.
Carino?
Nel senso che  tenero, non che  sexy.
E io come sono?
Tu sei sexy. Mi tira verso di s e mi d un bacio sulla guancia. C' una grossissima differenza.
Mi trascina verso una stalla con due cavalli bai. Mi lascia andare la mano e corre verso uno dei due, gli avvicina le dita al muso e gli butta le braccia al collo.
Ciao, bello. Ti sono mancata? Strofina il viso contro il cavallo e mi viene da sorridere. Questo s che  tenero.
Nel frattempo, per, io mi tengo a distanza. Non ho molta dimestichezza con i cavalli. Non so neanche perch sono qui. Poi Megan mi guarda e le brillano gli occhi. Certo che lo so perch sono qui,  per renderla felice. Niente conta di pi per me. Non importa quanto mi coster, ma far del mio meglio per regalarle un sorriso ogni volta che posso.
Apre la porta della stalla e conduce fuori il cavallo. Ti presento Storm, il mio piccolino. Me l'hanno regalato i miei quando ho compiuto sedici anni. Di solito si chiede una macchina; io invece volevo un cavallo. Poi ho lavorato con mio padre per un po' per potermi comprare un'auto.
 pi costoso un cavallo o una macchina?
Dipende. Storm  un purosangue: costa pi di quanto avrei potuto guadagnare in un anno. E poi, una macchina  solo una macchina. Lui  il mio tesoro, invece.
Mi sembrava di aver sentito la tua voce! esclama una donna, venendoci incontro. Che bello vederti, Megs. Gli sei mancata aggiunge, facendo una carezza a Storm.
Anche lui mi  mancato. June, ti presento Aston, il mio ragazzo. Aston, lei  June.  la proprietaria del maneggio e si prende cura di Storm mentre io sono al college.
Piacere rispondo.
Quindi  per te che Megan ha chiamato stamattina. Vuoi imparare a cavalcare?
S, signora.
Ottima scelta, Megan. Un ragazzo molto carino.
Non sei la prima a dirmelo.
Ormai non ci faccio pi caso rispondo.
Speriamo che ti trovi carino anche Poppy. Le piacciono i principianti, e se le dai una di queste... dice, lanciandomi una mela. ... ti amer per tutta la vita.
Dovr sfoderare il mio fascino anche con lei.
Eccola. June apre una porta e conduce fuori un cavallo dal manto bianco picchiettato di grigio. Sta con me da sei anni.  la pi tranquilla del gruppo, e si prender cura di te.
Mi faccio avanti e la accarezzo, poi le offro la mela. Poppy la sgranocchia in meno di un minuto, poi mi sfrega il naso sulla spalla.
Basta mele la rimprovera June. Sii gentile con Aston, signorina.  un amico.
Pronta a fare una corsa? dice Megan facendole una carezza sul muso.
Poppy muove la testa in quello che presumo sia un s. June e Megan portano i cavalli nel paddock, e io le seguo un po' esitante. Non avrei mai pensato di trovarmi a fare una lezione di equitazione, soprattutto non per far contenta una ragazza. Scuoto la testa, divertito.
Bene. June mi fa segno di avvicinarmi; intanto Megan monta sopra Storm con fare esperto. Cazzo, quanto sono stretti quei pantaloni...
Sono qui. Mi fermo accanto a Poppy e fisso la sella.
Prendi le redini con una mano, metti il piede sinistro nella staffa e reggiti con l'altra mano al garrese mi ordina June. Poi ti dai la spinta e passi la gamba destra sopra il suo fianco. Attento a non darle un calcio, per.
Se no cosa succede?
Che lei parte e tu finisci con il culo per terra.
Megan ridacchia e la gelo con un'occhiata. Niente calci nel sedere ai cavalli. Ci sono.
Sei pronto? Vai.
Seguo le sue istruzioni e riesco a montare in sella.
Niente male si complimenta June. Adesso allunga le gambe che ti sistemo le staffe. Mi spiega come tenere i piedi, mi fa indossare il casco e d un colpetto sul fianco di Poppy, che comincia a muoversi.
Oh, santo cielo... mormoro.
Dritto con la schiena! ordina June. Megan,  tutto tuo.
Grazie, June! La saluta con una mano e si volta verso di me. Qualsiasi cosa succeda, non stringere le gambe.
Perch no? borbotto. Vorrei tanto aggrapparmi al collo di Poppy. Lo ammetto, sono terrorizzato.
Perch andrebbe pi veloce.
Ottimo. Non potevi darmi una veloce infarinatura mentre venivamo qui?
Tu mi avevi mai parlato di pesca prima di salire sulla barca?
Touch, piccola.
Megan fa schioccare la lingua e Storm parte al trotto.
Non ti aspetterai che mi metta a correre anch'io.
No! grida. Non mi aspettavo nemmeno che riuscissi a montare in sella!
 bello sapere che hai fiducia in me urlo seccato, mentre lei mi gira intorno. Poppy procede a un'andatura perfetta: non esiste che vada pi veloce.
Usciamo dal piccolo paddock nel terreno polveroso. Il sole picchia ancora forte.
Dove andiamo? chiedo.
Vedrai.

25. Megan.

Smonto e do qualche pacca affettuosa a Storm. Lo lascio bere all'ombra e assicuro le redini al ramo di un albero. Tolgo il casco, mi sistemo i capelli e cerco per terra, tra le radici, il cestino che ho chiesto a June di nascondere. Stendo la coperta e aspetto che Aston mi raggiunga.
Il sentiero di Palm Canyon  da sempre il mio preferito. Prima di trasferirmi a Berkeley, venivo tutti i sabati e mi sedevo vicino al torrente mentre Storm si riposava. Adesso che sono qui ricordo perch  cos speciale.  immerso nel verde, in netto contrasto con il vuoto del deserto intorno, e le rocce che emergono dall'acqua sono abbastanza grandi per potersi sedere sopra.  un posto splendido, e ancora di pi d'inverno, quando non viene nessuno.
Come faccio a scendere? chiede Aston avvicinandosi.
Scoppio a ridere. Fa' schioccare la lingua tre volte e Poppy si ferma, poi smonti come sei salito.
Niente calci nel sedere, giusto?
Giusto.
Scende velocemente, come se andasse a cavallo da una vita.
Un picnic? Mi sorride e assicura Poppy all'albero come ho fatto io.
Sorpreso?
S, ma tu mi sorprendi sempre. Mi d un bacio e gli accarezzo una guancia.
Hai detto che volevi vedere Palm Springs. La citt non  niente di che,  come molte altre, invece questo posto  unico. Mi guardo intorno. Non mi ero resa conto di quanto mi mancasse.
 bellissimo. Davvero sei cresciuta qui?
Pi o meno, s. Anche mia madre ha un cavallo al maneggio. Non l'hai visto, ma Midnight ...
Tutto nero?
Esatto. Mi ha insegnato lei ad andare a cavallo. Venivamo qui insieme tutti i weekend finch non ho compiuto quattordici anni, poi mi ha permesso di venire da sola. Non ho saltato neanche un weekend prima di cominciare il college.
Perch non vai a cavallo anche a Berkeley?
Non ne ho il tempo. E poi non posso pretendere che i miei genitori paghino anche quello, visto che gi mi mantengono. Potrei trovarmi un lavoro, ma a quel punto non avrei pi il tempo di cavalcare. Insomma, non c' soluzione.
Aston fruga nel cestino. Puoi sempre andarci quando torni qui... anche se sono solo poche volte all'anno.
Vero.
Aston trova le fragole, ne sceglie una e la avvicina alla mia bocca. La mordo e il succo mi gocciola sul mento. Lo asciuga con il pollice e borbotta: Non pensare che ti sto imboccando. Poi prende una fragola anche per s.
Ah, no? E allora cosa stavi facendo? ribatto, mettendo il broncio. La tua fragola  pi grossa della mia!
Lui la guarda e sospira. Va bene, mangiala tu. Me la porge e io la metto in bocca, mordicchiandola lentamente. Aston mi fissa e mi scosto con un sorriso.
In un attimo  su di me, e mi tiene una mano sulla schiena.
Hai un po' di... mormora con voce roca. Mi passa un dito sull'angolo della bocca, poi mi sfiora dolcemente le labbra. Chiudo gli occhi e sento il suo respiro sul viso, che si confonde con il mio. Resta immobile, a pochi millimetri da me, e il mio cuore inizia a battere forte.  un istante lungo un'eternit, un attimo carico di speranza, di attesa, di determinazione e di amore. Di speranza per noi. Di attesa per il futuro. Di determinazione, perch tra noi duri per sempre. Di amore per tutto ci che abbiamo gi, per tutto quello che ci aspetta e per tutto quello che siamo.
E quando infine mi bacia, lo fa con una dolcezza infinita.

Torniamo alle stalle senza problemi: Aston si  reso finalmente conto che non cadr anche se va al trotto. Dopo, lascio guidare lui nel tragitto verso casa: pare che basti a rimediare per averlo obbligato a salire su un cavallo e a guardarmi il sedere stretto nei pantaloni per tutto il giorno.
Quando arriviamo non c' nessuno: scommetto che la mamma ha trascinato tutti al supermercato. Stasera ci sar la sua tradizionale festa preRingraziamento, il che significa un sacco di gente, litri di vino e la nonna che passa il tempo a guardare i ragazzini.
Eri proprio una secchiona da bambina dice Aston mentre saliamo in camera.
Ah, s?
Tra il nuoto, l'equitazione, la ginnastica... C' altro?
Mmm... Ho studiato danza per un po'. Cio, solo per sei mesi, poi ho mollato. Ero troppo rigida per colpa della ginnastica, e come ballerina facevo pena. La ginnastica ha molto in comune con la danza, ma purtroppo non  vero il contrario.
Vado in bagno e faccio scorrere l'acqua nella doccia. Butto i vestiti nel cesto della biancheria sporca e mi butto sotto il getto bollente, sperando che mi aiuti ad alleviare l'indolenzimento di una giornata intera a cavallo. Le gambe mi fanno malissimo, e domani sar anche peggio, ma ne valeva la pena. Anche perch ho potuto far conoscere ad Aston qualcosa di pi di me, dopo che lui mi ha mostrato cos tanto del suo passato. La mia vita ora  a Berkeley, ma il mio cuore  qui a Palm Springs. La vita di Aston, invece,  ferma a San Francisco, ma gli basterebbe una piccola spinta per decidersi a liberare il suo cuore dai confini ristretti in cui l'ha rinchiuso. Li ha aperti un po' per me, ma deve abbatterli completamente per se stesso. Spero che questo weekend gli sia di aiuto, anche solo un po'.
Mi avvolgo in un asciugamano e canticchio piano la melodia dolce di Cry With You di Hunter Hayes. Frugo tra i flaconi e le bottiglie sugli scaffali e scelgo una crema profumata alla vaniglia come il mio shampoo. Appoggio il piede sulla vasca per spalmarmela sulle gambe e d'un tratto penso alle parole della canzone e le sento vibrare in tutto il corpo. Mi fanno venire in mente Aston, il suo dolore, e quello che provo per lui; non lo lascer mai e gli dar tutto l'amore di cui ha bisogno. Come canta Hunter Hayes, io sento tutto il suo dolore.
Lascio cadere l'asciugamano e due mani calde e ruvide mi stringono i fianchi. Aston mi bacia le spalle e mi preme al suo torace muscoloso.
Mi stavi spiando? chiedo, con la voce che trema un po'.
Se rispondo di s, mi dai uno schiaffo? sussurra, accarezzandomi il seno.
No.
Allora s, ti stavo spiando. Muove le mani e accende dentro di me un desiderio potentissimo.
Perch?
Non potevo non guardarti. Lo sai quanto sei bella senza trucco, con i capelli bagnati e un minuscolo asciugamano addosso? Non ti avevo mai visto nuda, e non pensavo che potessi essere ancora pi splendida di quanto sei di solito.
Con una mano mi accarezza la pancia, e fa scivolare le dita tra le mie cosce. Mi stuzzica il clitoride e spinge i suoi fianchi contro di me:  eccitato.
Rovescio indietro la testa, e lui prende a succhiarmi il collo e a solleticarmi la schiena. Mi tiene stretta a lui baciandomi con tenerezza mentre il mio corpo brucia ed  scosso dai brividi e le mie gambe cedono.
Adesso sta a me mormoro, girandomi verso di lui. Mi faccio strada nei suoi boxer per toccarlo.  eccitatissimo, e comincio a muovere la mano su e gi.
Aston mi prende in braccio e mi fa stendere sul letto. Muove i fianchi al ritmo dei miei gesti, baciandomi con passione. Il desiderio che ho di lui  ormai irresistibile; lo sento sussurrare il mio nome e continuo a stringere il suo sesso, e il mio corpo reagisce all'avida esplorazione delle sue dita.
Si tira indietro, infila un preservativo e ed entra dentro di me guardandomi negli occhi, e io mi stringo a lui. Ci sono tantissime parole che dovrei dirgli, che dovremmo dirci, ma questo momento non pu essere diverso da cos.
La prima volta da quando la nostra storia non  pi un segreto. La prima volta da quando abbiamo pronunciato la parola amore.

Mi guardo allo specchio e sistemo il vestito, mentre finiamo di prepararci per la festa. Aston si mette dietro di me e mi prende le mani.
Una coppia davvero niente male commenta, facendomi l'occhiolino.
Non sono abituata a dividere la scena con qualcun altro. Ho sempre dato per scontato di essere la pi intelligente di tutti dico per prenderlo in giro.
Sei sempre tu la pi intelligente ribatte, dandomi un bacio sulla tempia. In un mese mi hai insegnato un sacco di cose che non avrei mai imparato senza di te.
Non  vero.
Invece s. Oggi mi hai insegnato che anche un posto vuoto e deserto pu essere bellissimo e pieno di vita. Tu hai portato la bellezza in quel canyon desolato e l'hai reso vivo, esattamente come hai fatto con me. Ho sempre pensato di essere morto dentro e che fosse giusto che mi sentissi cos. Ero convinto di non dover ricordare, perch avrebbe significato provare dei sentimenti, e provare dei sentimenti vuol dire vivere. Poi sei arrivata tu e mi hai fatto capire cos' veramente la vita.
Aston, niente di tutto questo ha valore se  solo per me. Tu per chi vuoi vivere?
All'inizio solo per te. Adesso... per tutti e due. Grazie a te ho imparato ad amare, e sono abbastanza sicuro che ora amo un po' anche me stesso. Non riuscir mai a vedere in me quello che vedi tu, ma anche quel poco che ho  comunque tantissimo.
Sbatto le palpebre per non piangere. Non credo che si renda conto di quanto  importante per me quello che ha detto. Di quanto sia forte il desiderio di alleviare il suo dolore, di quanto lui sia pi di quello che pensa di essere. E di sicuro non si rende conto che le sue parole si sono impresse nel mio cuore per sempre.
Davvero? sussurro.
Il suo cuore le sugger che era per lei che l'aveva fatto.
Davvero, piccola. La vita  mia, ma il mio cuore  tuo.
 sempre stato il mio Darcy. E io sono sempre stata la sua Elizabeth.

Epilogo. Aston.

Sulla baia di San Francisco soffia un vento gelido e chiudo la lampo del giubbotto. Vorrei voltarmi e fuggire, ma non scapper. Devo farlo. Per me.
Megan mi prende la mano e si accoccola contro il mio braccio, ed entriamo insieme nel piccolo cimitero dove riposa mia madre.
Mi sento male. Sono scosso da emozioni fortissime, come non ne provavo da tempo: odio, piet, paura, rabbia. Ma in questo vortice c' anche un po' di amore per la donna che ha cercato di darmi una vita, ma non c' riuscita.
Camminiamo tra le tombe verso un angolo del cimitero. Stringo al petto la rosa bianca che ho comprato e faccio un respiro profondo. Non la perdoner e non la dimenticher mai, ma finalmente posso fare pace con lei.
La piccola lapide  accanto a quella della nonna. Megan appoggia per terra un mazzetto di fiori, e seguo con lo sguardo il profilo delle lettere incise che compongono il nome di mia madre. I miei occhi si riempiono di lacrime e presto l'immagine si confonde.
Mi metto in ginocchio e mi abbandono al pianto.  giusto cos. Poso la rosa bianca, e il contrasto con il marmo nero  netto, proprio come quello che c'era tra la mia innocenza di bambino e le scelte di mia madre.
Adesso siamo in pace, mamma dico dolcemente al vento. Non so cosa ti ha reso la donna che eri, ma sono felice che ora tu sia libera. Mi dispiace di non essere stato abbastanza per te; o forse ero troppo. Non lo sapr mai. Spero solo che tu sia finalmente serena... Ti voglio bene.
Avrei tante altre cose da dire. Potrei urlare, ma a cosa servirebbe? A nulla, lei non ci sarebbe pi comunque. E odiarla non cambierebbe il passato. Non lo farebbe sparire. Non lo cancellerebbe.
Mi alzo in piedi e incrocio lo sguardo limpido di Megan. Mi stringe una mano e la seguo fuori dal cimitero. Avevo detto che non avrei mai pi messo piede a San Francisco, ma ho sempre saputo che avrei dovuto farlo prima o poi. Ora non ho davvero pi bisogno di venire qui. Non devo pi guardarmi indietro. Posso tornare al college, e restare per sempre da quella parte della baia.
Posso guardare negli occhi la ragazza che amo e avere la vita che ho sempre sognato.
...
.
...
FINE.

